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Mangia suona la carica Ma Bari sotto a Vercelli

di FABRIZIO NITTI
BARI - L’epilogo di una settimana avara (sconfitta a Varese, pari stretto in casa con il Pescara), chiama il Bari sul sintetico di Vercelli (ore 15). Sgombriamo il campo dagli equivoci: avversario ampiamente alla portata dei biancorossi, tecnicamente superiori alla matricola piemontese. Sulla carta non ci sarebbe partita, ma il calcio è bello perché è vario e ciò che sembra scontato in effetti non lo è mai. Ecco perché il tecnico Devis Mangia (foto) diffida, di tutto e di tutti. Vantaggio della Pro Vercelli: al 20' segna Marchi su rigore. L'attaccante raddoppia al 31' di testa
Mangia suona la carica Ma Bari sotto a Vercelli
di Fabrizio Nitti

BARI - L’epilogo di una settimana avara (sconfitta a Varese, pari stretto in casa con il Pescara), chiama il Bari sul sintetico di Vercelli. Sgombriamo il campo dagli equivoci: avversario ampiamente alla portata dei biancorossi, tecnicamente superiori alla matricola piemontese. Sulla carta non ci sarebbe partita, ma il calcio è bello perché è vario e ciò che sembra scontato in effetti non lo è mai. Ecco perché Devis Mangia diffida, di tutto e di tutti. Il messaggio del tecnico lombardo è alquanto chiaro: «L’essere intensi è una caratteristica da cui non possiamo prescindere per far bene in questo campionato. Dopo vengono fuori altre qualità che sicuramente abbiamo. Ma dobbiamo sempre fare la nostra partita consapevoli delle difficoltà che affronteremo. A Vercelli mi aspetto una partita molto simile a quella di Chiavari dal punto di vista ambientale»

Bari, dunque, in cerca del rilancio. E del decollo, quello vero e magari definitivo. Limando le incertezze, eliminando le distrazioni: «Tutta la squadra deve fare meglio in fase di non possesso. Secondo me nell’ultimo periodo ci sono stati notevoli miglioramenti. Se ripenso alle precedenti partite con l’Entella, il Perugia e il Frosinone abbiamo concesso molte occasioni facendo tirare in porta tante volte gli avversari. Adesso la situazione è cambiata però le poche occasioni che concediamo diventano sempre letali o perchè capita un episodio di palla inattiva o c’è un rigore o addirittura si verificano altre situazioni in campo. L’unica cosa che dobbiamo fare è metterci ancora più attenzione per gestirla meglio. A volte abbiamo incontrato problemi di approccio, legati al fatto che certe squadre ci affrontano con atteggiamenti che ci creano delle difficoltà».

Oggi la classifica relega il Bari in una posizione di attesa, oggettivamente al di sotto delle aspettative. Ma, sembrerà una frase fatta eppure è così, la B è un campionato lunghissimo, nel quale conta soprattutto la tenuta, atletica e psicologica. Il decimo posto attuale, però, potrebbe anche rappresentare uno stimolo, a ben pensare. E Mangia lo «adopera» per far scattare la molla dell’orgoglio, per «pungere» indirettamente l’animo dei suoi uomini: «Dobbiamo entrare nella consapevolezza che adesso siamo decimi - racconta il tecnico rileggendo mentalmente la classifica -. Probabilmente pensiamo di valere di più ma occorre tramutare questa convinzione in fatti. A non voler esagerare quattro, cinque punti l’abbiamo lasciati per strada. Però deve essere uno stimolo per andare a recuperarli da qualche altra parte. Massima attenzione però alla Pro Vercelli una squadra molto aggressiva che ha conquistato il suo bottino prevalentemente in casa, ha ritmo, intensità».

Sarà un Bari ancora condizionato dalle assenze dei due difensori esterni e che continua a fare i conti, e continuerà a farlo fino a riapertura di mercato, con una certa carenza di alternative a centrocampo: «E’ chiaro che in alcuni reparti non abbiamo tantissime scelte. In mezzo al campo torna Sciaudone. Dietro la conferma di Defendi può essere la soluzione più probabile in questo momento. Donanti e Romizi hanno fatto bene. Col Pescara il terzo centrocampista era funzionale a questo tipo di atteggiamento. A Vercelli sarà un po’ diverso. Si può sempre fare, ma Sciaudone rispetto a Wolski ha altre caratteristiche, è una mezzala vera mentre il polacco è più trequartista. Romizi però l’anno scorso ha fatto anche l’interno di centrocampo. Con quel tipo d’interpreti possiamo tranquillamente ruotare il vertice del triangolo di centrocampo senza grossi problemi. È chiaro che occorre ragionare con le caratteristiche dei tre davanti». Mangia sembra orientato a puntare su De Luca e Galano esterni facendo riposare Stevanovic che negli ultimi ha tirato la carretta. «Galano è una risorsa importante per noi, ha solo bisogno di giocare serenamente».

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