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Lunedì 25 Settembre 2017 | 19:12

Il maratoneta Andriani «New York, ci sarò per i malati di tumore»

di OTTAVIO ANDRIANI
«In 25 anni di attività ho indossato per 15 volte la maglia azzurra con la partecipazione agli Europei, ai Mondiali ed infine alle Olimpiadi poi, nell'estate del 2012, la decisione di chiudere questa parentesi importante della mia vita, quella appunto agonistica. Da quando ho smesso di allenarmi in maniera professionale mi sono comunque concesso qualche uscita di corsa, senza avere nessuna obiettivo se non quello di stare bene con me stesso» (nella foto, Ottavio Andriani. Parteciperà domenica alla New York City Marathon)
Il maratoneta Andriani «New York, ci sarò per i malati di tumore»
di Ottavio Andriani

In 25 anni di attività ho indossato per 15 volte la maglia azzurra con la partecipazione agli Europei, ai Mondiali ed infine alle Olimpiadi poi, nell'estate del 2012, la decisione di chiudere questa parentesi importante della mia vita, quella appunto agonistica.

Da quando ho smesso di allenarmi in maniera professionale mi sono comunque concesso qualche uscita di corsa, senza avere nessuna obiettivo se non quello di stare bene con me stesso.

A gennaio ho compiuto 40 anni. Un traguardo significativo che ti permette di fare qualche bilancio, ma anche di porti nuovi obiettivi, insomma di rimetterti in discussione. Così, tra un pensiero ed un altro, l'idea di «regalarmi» un'altra 42 km, diversa questa perché corsa senza velleità agonistiche, solo per il piacere di concluderla.

Chi corre però, sa bene quanto forte debba essere la motivazione che ti spinge a sottrarre del tempo che diversamente destineresti ad altro per dedicarti alla preparazione lunga ed impegnativa che una maratona richiede ed io sapevo, ancora di più, che se avessi dovuto correre «solo» per me difficilmente sarei riuscito nell'intento. Così, ho pensato di correre per «qualcosa» più che per qualcuno.

Da quando ho svestito i panni da atleta delle Fiamme Oro (gruppo sportivo della Polizia) ed ho indossato quelli da poliziotto in divisa, presto servizio presso la caserma D'Oria del XV Reparto Mobile di Taranto. Purtroppo sono sotto gli occhi di tutti le «criticità» che la città dei Due Mari (ma anche i paesi ad essa confinanti) vive in termini di inquinamento e di qualità della vita. Arrivato qui ad aprile dello scorso anno, mi è capitato più volte di essere coinvolto in iniziative di solidarietà nei confronti di colleghi che hanno qualche «caro» colpito da questa terribile malattia che è appunto il tumore.

Grandissimo e straordinario è il lavoro che quotidianamente la delegazione Ant di Taranto fa sul territorio. Ant è il più grande ospedale gratuito a domicilio in Italia, fornisce assistenza specialistica ai malati di tumore e organizza attività di prevenzione oncologica. Ant ha portato nelle case di oltre 100mila malati di tumore un’assistenza socio-sanitaria gratuita, completa, continuativa e integrata.

Questo fondamentalmente il motivo che mi spingerà durante i 42 km della New York City Marathon di domenica.

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