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Martedì 19 Settembre 2017 | 15:35

Abete nuovo presidente della Federcalcio

A favore è stato espresso un coefficiente di 449.94 voti sui 461.94 corrispondenti ai 264 delegati che hanno dato la preferenza (5 schede bianche e 2 astenuti sui 271 votanti) «Sarò presidente di tutti perchè il calcio vada avanti con orgoglio» • Matarrese: «La Lega non farà altri passi indietro»
ROMA - Giancarlo Abete è il nuovo presidente della Figc. L'ha eletto l'assemblea riunita a Roma. «Sarò presidente di tutti perchè il calcio vada avanti con orgoglio». Giancarlo Abete ha risposto con questa frase all'applauso dell'assemblea che ha salutato la sua elezione.
A favore di Abete è stato espresso un coefficiente di 449.94 voti sui 461.94 corrispondenti ai 264 delegati che hanno espresso il voto (5 schede bianche e 2 astenuti sui 271 che hanno espresso il voto).
Qualche mese di ritardo e uno scandalo di mezzo, ma la famosa «staffetta» è andata in porto. Giancarlo Abete è il nuovo presidente della Figc e dopo quasi un anno di commissariamento succede a Franco Carraro, in un passaggio di consegne che solo calciopoli ha fatto slittare. Presidente dal 2001, infatti, Carraro ottiene il 14 febbraio 2005 la rielezione ma solo per altri due anni. Dopo lunghe trattative tra le varie componenti del calcio, l'allora numero della Federcalcio riesce a conquistare una sorta di proroga a patto però di lasciare poi la sua poltrona proprio ad Abete. Carraro, infatti, si era fatto promotore della possibile candidatura dell'Italia per l'organizzazione degli Europei del 2012 e gli ulteriori due anni di mandato gli avrebbero consentito di portare a termine il progetto. Poi spazio ad Abete, che nel frattempo si accontenta della carica di vicepresidente vicario. Un accordo che lo stesso Carraro ufficializza nel giorno della sua rielezione. «Il mio mandato scadrà nel 2006 - le sue parole - Si svolgerà un'ulteriore assemblea e, d'accordo con le sei componenti, si voterà per Abete presidente». Per Carraro è così quasi un pleibiscito visto che viene rieletto con 446,56 voti pari al 94,64% delle preferenze. «Lavorerò per un calcio migliore e sempre più unito», dice l'allora neo-presidente federale, che non nasconde anche il desiderio di «essere magari nominato presidente onorario della Figc».
Ma Carraro non avrebbe forse mai immaginato quello che sarebbe successo da lì a un anno, perchè nel 2006 scoppia il più grande scandalo nella storia del mondo del pallone italiano: calciopoli. Il nome del presidente della Federcalcio finisce in più di una intercettazione e l'8 maggio decide di lasciare. «Gli impegni della federazione nei prossimi mesi sono tali e tanti che necessitano un vertice federale nel pieno delle proprie funzioni - scriverà nella sua lettera di dimissioni - Da tutta la documentazione che è stata inviata non emerge nulla che possa far dubitare del fatto che i miei comportamenti personali ed istituzionali siano venuti meno all'etica ed alla prudenza che il mio ruolo richiede». Presto lo segue anche il vice Innocenzo Mazzini, altra figura chiara dello scandalo, mentre Abete, che da calciopoli non viene sfiorato, diventa capo delegazione azzurra ai Mondiali e responsabile del «Club Italia». Il Coni procede così al commissariamento della Figc e il 16 maggio, otto giorni dopo le dimissioni di Carraro, arriva Guido Rossi. L'ex presidente Consob guida la Federazione lungo tutta la fase processuale sportiva ma il 19 settembre, dopo essere stato chiamato alla guida di Telecom, passa il testimone a Luca Pancalli. (
Per il vicepresidente del comitato paralimpico il compito è gestire la Figc nella fase post-calciopoli, completare la riscrittura delle norme e traghettare il mondo del calcio italiano fino alle elezioni di oggi dove Abete si presenta da candidato unico. Rimasto nell'ombra immediatamente dopo la vittoria dei Mondiali, l'ex braccio destro di Carraro torna sulla scena mirando a quella presidenza che gli era stata promessa due anni prima. E con un programma basato sui concetti di etica, autonomia e mutualità ottiene i consensi di tutte le componenti, ultima la Lega Calcio che per mesi era sembrata intenzionata a proporre un suo candidato. Prossimo appuntamento il 17 e il 18 aprile a Cardiff, dove Abete potrebbe raccogliere un'altra eredità di Carraro. Euro2012 sarebbe il migliore dei modi per inaugurare la sua presidenza.

«Come diceva Paolo VI, il nostro secolo non ha bisogno di maestri ma di testimoni». È uno dei passaggi chiave del discorso di Giancarlo Abete all'Assemblea elettiva della Figc, in corso di svolgimento al Marriott Rome Park. «Nel nostro calcio tutti sono maestri - ha detto Abete, candidato unico alla presidenza - ma c'è la necessità di testimoni, di persone che trasferiscano valori e rispetto dei ruoli. Spero che con il Coni la federazione coniughi valori ed interessi». Abete, che ha ringraziato il commissario straordinario Luca Pancalli, ha aggiunto che «l'unico errore che si potrebbe fare è non decidere per non scontentare nessuno». A chi, come la troupe delle 'Ienè, insinua che la Figc sta andando verso la restaurazione, Abete ha sottolineato che «non ho mai fatto parte dei salotti, la mia priorità è la democrazia dal basso. E la democrazia non è mai restaurazione».

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