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Nuoto - L'Italia chiude il Mondiale con il bronzo di Marin

L'azzurro ha conquistato il terzo posto nella gara dei 400 misti a Melbourne. L'oro è andato all'americano Phelps in 4'06"22, nuovo record del mondo. Il precedente primato di 4'08"26 apparteneva allo stesso Phelps (alla settima medaglia d'oro in questa edizione). Argento all'altro americano Lochte
MELBOURNE (AUSTRALIA) - Cinque medaglie, un record mondiale, un altro europeo e sette italiani. La Nazionale chiude tra gli applausi per il bronzo di Luca Marin nei 400 misti la dodicesima edizione dei Campionati Mondiali di nuoto, svoltisi alla Rod Laver Arena - Susie O'Neill Pool di Melbourne. Una medaglia dal valore straordinario, che condensa gli sforzi compiuti dal quasi 22enne di Vittoria (li compirà il 9 aprile) in un anno ricco di cambiamenti: il trasferimento dalla Sicilia a Verona, il cambio di tecnico (dall'albanese Gjon Shity al ct Alberto Castagnetti) e di società, da Cooperativa Terranova a LaPresse. Una stagione più breve del solito, ma ricca di soddisfazioni. Cominciata con l'oro europeo in vasca corta a Helsinki (4'01"71) e culminata con il bronzo mondiale alle spalle dei fenomeni statunitensi Michael Phelps, record del mondo in 4'06"22, e Ryan Lochte, ad appena 14 centesimi da Luca Marin, autore di uno straordinario 4'09"88.
«Sono molto contento però, non definitemi ingordo, puntavo al record europeo - racconta Marin, diventato il quarto nuotatore più veloce della storia con l'ottavo tempo di sempre - Prima delle gara avevo scritto su un foglietto il tempo: mi mancano 20 centesimi». L'obiettivo era il podio: «Contavo di arrivare terzo - rivela Marin, vice campione europeo nel 2004 a Madrid e nel 2006 a Budapest e mondiale nei 2005 a Montreal - Dopo le eliminatorie ho studiato le espressioni dei miei avversari. Mi sembrava che Cseh avesse faticato molto e che Mellouli non potesse andare oltre il 4"11. Sapevo di valere di meno, ma resta un pizzico di amarezza per quei due decimi che mi avrebbero permesso di superare Lochte. Phelps era fuori gara, immaginavo che vincesse col record del mondo. Non però che potesse scendere sotto il 4'5/7. Durante questi Mondiali ha dato una lezione di tecnica impressionante - continua Marin - ha dimostrato come si parte e si vira, come in quei momenti si mangiano i secondi. In previsione olimpica lavoreremo moltissimo sui particolari».
Si avvicina a Pechino a gran passi anche Federico Colbertaldo che nella finale dei 1500 lima il primato italiano delle eliminatorie: da 14'58"26 a 14'56"22. Quinto, alle spalle del podio composto dal polacco Mateusz Sawrymowicx (14'45"94, record europeo), dal russo Yuri Prilukov e dal britannico Dadiv Davies. Una gara di mostri, con lo statunitense Larsen Jensen (argento uscente ed olimpico in carica) e l'australiano Grant Hackett (non perdeva nei 1500 da Perth 1998, detentore del record del mondo in 14'34"56) fuori dal podio rispettivamente con il quarto e settimo tempo. «Sono incredulo, come per le batterie - racconta 'Scienzy' - non immaginavo di poter abbassare di altri due secondi il personale. Non ho neanche sentito la campanella degli ultimi 100. Per fortuna conto sempre le vasche, ma di certo ho pagato un pizzico di incertezza. Sono molto contento per il quinto posto, meno per chi mi sta avanti, tre europei su quattro. Vorrà dire che prenderemo le misure anno dopo anno fino alle Olimpiadi. L'obiettivo è scendere sotto il 14'50», così sarei competitivo già a Pechino».
Ancora a record, dopo le eliminatorie chiuse in 3'38"79, la staffetta mista che si piazza sesta in 3'37"67 con gli esordienti Damiano Lestingi e Rudy Goldin, Loris Facci e Christian Galenda. L'Australia approfitta della squalifica degli Stati Uniti nelle eliminatorie per conquistare l'oro in 3'34"93 avanti a Giappone e Russia. La staffetta è l'ultima gara dei Mondiali di Melbourne che si chiudono con cinque medaglie per il nuoto italiano, una in meno rispetto ai record di Perth 1991 e Fukuoka 2001. Però solo in Giappone (un anno dopo gli ori olimpici di Domenico Fioravanti e Massimiliano Rosolino a Sydney), l'Italia piazzò quattro atleti sul podio in prove individuali come a Melbourne: Filippo Magnini nei 100 sl, Federica Pellegrini nei 200 sl, Loris Facci nei 200 rana e Luca Marin nei 400 misti. «Numeri che riflettono la crescita del movimento - assicura il ct Alberto Castagnetti - Continuando a lavorare bene e incentivando l'attenzione su partenza e virata, determinanti come ha dimostrato Phelps, arriveremo ai Giochi olimpici di Pechino 2008 con 5-6 atleti potenzialmente da podio. Se almeno tre opportunità si concretizzassero, sarebbe un'Olimpiade da ricordare».

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