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Domenica 24 Settembre 2017 | 12:23

Calcio - A Bari l'Italia con Toni batte la Scozia 2-0

In uno stadio San Nicola in festa la nazionale di Donadoni conquista tre punti fondamentali nella corsa per la qualificazione ai Campionati europei 2008 • La Nazionale ha sempre vinto in casa contro gli scozzesi • Cittadinanza onoraria a tre azzurri e a Protti • La classifica e le prossime partite del Gruppo B
BARI - Con una doppietta di Luca Toni l'Italia batte la Scozia, a Bari, e conquista tre punti fondamentali nella corsa agli Europei del 2008. Il successo sugli scozzesi permette agli azzurri di portarsi a due punti dal terzetto di testa (Francia, Ucraina e Scozia) e a Donadoni di ritrovare un pò di serenità. Dopo un avvio equilibrato, al 12' Italia in vantaggio. Punizione di Oddo, Toni stacca e anticipa tutti sul primo palo e di testa batte Gordon firmando l'1-0. Gli azzurri controllano senza affanni la partita, Buffon viene chiamato in causa soltanto una volta su un destro di McCulloch. La Scozia non crea altri pericoli, ma anche l'Italia non fa molto per cercare il raddoppio. Si va negli spogliatoi sull'1-0 per gli azzurri. Nella ripresa nessun cambio e Italia che parte forte, ma, al 4' e al 6', Gordon è bravo a respingere le conclusioni ravvicinate di Di Natale. L'Italia insiste e, al 25', raddoppia ancora con Toni che di testa mette dentro il cross di Camoranesi. Finisce 2-0, vittoria meritata. Prossimo impegno il 2 giugno in casa delle Isole Far Oer.

Calcio - Gattuso in Italia Scozia a Bari Dallo stadio San Nicola
Un'ora e mezza prima di Italia-Scozia l'atmosfera è già calda. La curva Nord è già quasi del tutto gremita, mentre di fronte la Tartan Army è in arrivo. Sono però già esposti gli striscioni dei britannici (nessun incitamento alla violenza, sono scozzesi). Anche dall'altra parte sono all'insegna della civiltà («Ora più che mai con fierezza e orgoglio…»). I cori, però… Applausi scroscianti all'ingresso degli azzurri (che salgono per sondare gli umori e calcare il manto), poi, a intermittenza fino all'inizio della gara, parole grosse. «Chi non salta Matarrese è» è il motivetto più corretto (gli altri meglio non riportarli). Detto e fatto: le questioni locali anticipano quelle nazionali (arrivano anche sfottò tra le fazioni).
L'astronave aspetta gli ultimi arrivi per trascinare l'Italia verso l'Europa. Nel frattempo si compone in Tribuna Est la coreografia di 2500 bambini accompagnati dai rappresentanti del Settore Giovanile e Scolastico della Federcalcio. Sfondo azzurro e disegno d'oro a raffigurare le quattro vittorie italiane ai Mondiali. La prima è già pronta, la seconda si materializza a circa sessanta minuti dalle 20,50, l'orario d'inizio. Alle 20 si completano le ultime due. Quasi a voler scandire cronologicamente oltre settant'anni di storia, arrivano, dopo Italia '34 e Francia '38, quelle di Spagna '82 e Germania 2006.
«Quante volte l'Italia ha vinto il Campionato del mondo?», chiede lo speaker mettendo in palio la maglia di Cannavaro. Boato e sorrisi. Domanda troppo facile per chi ha vissuto di recente la cavalcata tedesca, riproposta dal tabellone nuovo di zecca, piazzato sopra le teste scozzesi. Nelle immagini che scorrono c'è anche Pirlo, a segno contro il Ghana e felice dopo i rigori contro la Francia in finale. Ora è un ragazzo triste (che contrasto con l'allegria altrui!). Parte in panchina perché il ct Donadoni ha deciso di cambiare di nuovo modulo: i muscoli di De Rossi e Gattuso più Camoranesi, Perrotta e Di Natale a supporto di Toni.
Flash per gli azzurri durante il riscaldamento pre-partita (e bordate di fischi per gli avversari), al grido: «Vincere, vincere». Poi, si fa sul serio, in campo e sugli spalti. Boati alla lettura delle formazioni, alla fine degli inni e alla prima opportunità, cioè quando Di Natale fa l'assist per Toni (siamo soltanto al 2'). L'atteggiamento degli ospiti è speculare. Difesa a quattro (col giovane McMallus preferito a Pressley), due interni (Hartley, che prende in consegna Perrotta, e Ferguson, che aspetta Gattuso) e la linea a tre (da destra, Teale, Brown e McCulloch) a supporto di Miller, unica punta. La Scozia sembra reggere, l'Italia fatica a digerire il modulo che piace alla Roma (e a Perrotta). Serve velocità di esecuzione, arrivano lanci lunghi. Si sente l'assenza di Pirlo, anche se Donadoni preferirebbe non si dicesse. Se ne accorgono anche i cinquantamila. Ma Oddo pennella su punzione per l'incornata di Toni. Italia in vantaggio al 12'. Calcio - La nazionale a Bari
Dunque, ha ragione il ct. «Ci vuole testa», ha detto alla vigilia. E se manca il cervello, c'è sempre la capoccia dell'attaccante viola. Perché poi non è che la nazionale metta il turbo. «Non andremo all'arrembaggio», l'altra dichiarazione d'intenti. Se era vero in avvio di gara, figuriamoci dopo l'1-0. Allora, meglio fidarsi di una vecchia ala che sa cosa siano le ripartenze, sebbene a dare la profondità in questo caso è essenzialmente Perrotta lungo la via di mezzo. Oppure Camoranesi quando si prende la licenza di cambiare la posizione di partenza. Di Natale, che attraversa un periodo di gran forma, ha il piglio giusto (corre a difendere), ma stenta a fare il… Mancini (la Roma ci perdoni ancora una volta) perché mica davanti c'è Totti che indietreggia e lo smarca. A meno che non scenda Zambrotta e gli chieda lo scambio, un po' come avviene dall'altra parte (meglio) tra Oddo e Camoranesi.
Al San Nicola, intanto, si assiste seriosi (più che silenziosi), ma niente affatto preoccupati. Brown e Miller sono controllati a vista (anche da de Rossi in seconda battuta). E poi a Bari si vince sempre (finora sei successi su sei). Senza tirare troppo la corda, però, perché c'è McCulloch, il quale dopo la mezz'ora ci prova (Buffon c'è) e perché Miller potrebbe far male se non venisse spintonato con esperienza al momento dell'impatto sul finire del primo tempo. Il ritmo basso della gara influenza anche gli spalti. Ci vorrebbe un'altra rete per ricreare entusiasmo. Magari di nuovo su punizione (inutile stare a cercare il pelo). Replay: Oddo crossa da destra, Toni e De Rossi non arrivano. Sarà per un'altra volta, di sicuro nella ripresa. Ma non al 48', perché, quando Camoranesi lancia Di Natale, il diagonale dell'attaccante è deviato con la mano sinistra da Gordon. E nemmeno al 50', allorché, sempre il campano, riceve da Toni e si fa fermare nuovamente dal portiere (stavolta, però, da posizione più favorevole).
Di diverso c'è che nella ripresa si riesce a sfondare anche da sinistra (le formazioni e gli schieramenti, invece, restano immutati). Ma l'asse destro è sempre vivo. Oddo (55') va sul fondo per il cross, Toni cerca di sfruttare il gioco aereo. Ora l'Italia alterna (di nuovo Di Natale per Toni). Lo strappo risveglia i tifosi, che tentano una ola, ma poi si acquietano lasciando l'assolo agli scozzesi, i quali si destano affinché i loro pareggino. Fiato sprecato perché, dopo l'ingresso di Del Piero per Di Natale (al 66' entra anche Maloney in luogo di Teale; il nuovo entrato va alle spalle di Miller, mentre Brown si sposta a destra), l'Italia chiude. Gattuso (70') si fionda trovando scoperta la Scozia a sinistra, Camoranesi segue. L'italo-argentino riceve e pennella. Toni stacca e mette nei tre metri (si direbbe nel volley): 2-0.
Il San Nicola, che continua a essere talismano (ecco il Settebello di vittorie azzurre) segue gli ultimi venti minuti in distensione (mentre la Tartan Army non si smentisce: incoraggia ancora). C'è anche il tempo per tornare su un tasto dolente. «Matarrese, vattene da Bari» (lo intona tutto lo stadio) torna d'attualità. Che i proprietari del Bari se ne vadano è da vedere. In quanto all'Italia (sul finire c'è anche spazio per Pirlo e Quagliarella), l'augurio è che ritorni presto. Soprattutto, se avrà bisogno di tre punti decisivi.
G. Flavio Campanella

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