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Martedì 24 Ottobre 2017 | 07:53

Calcio / Serie B - Bari, un pari che vale oro

Nel 1° tempo contro il Napoli al San Paolo, i biancorossi di Beppe Materazzi in vantaggio con un gol del "ribelle" Eramo, 17 anni, poi lodato dal suo allenatore che gli ha pronosticato un futuro "alla Tardelli". Stop all'ascesa dei campani verso la serie A • Stadio "vietato" a 120 Ultras del Bari
NAPOLI - BARI 1-1 (0-1 dopo il primo tempo)

• NAPOLI (3-4-3): Iezzo; Cannavaro, Maldonado, Domizzi; Grava, Amodio, Bogliacino, Savini (46' Dalla Bona); De Zerbi (54' Trotta), Bucchi (63' Sosa), Calaiò. Allenatore: Reja. A disposizione: Gianello, Rullo, Montervino, Pià.

• BARI (4-5-1): Gillet; Milani (63' Gervasoni), Belmonte, Pianu, Micolucci; Tabbiani, Eramo (39' Carozza), Fiorentino, Rajcic, Vignaroli; Sgrigna (72' Di Vicino); Vignaroli. Allenatore: Materazzi. A disposizione: Aldegani, Piccinni, Fusani, Baldassarre.

• Arbitro: Gervasoni di Modena (Giglioni-Bianchi).
• Reti: 38' Eramo, 77' Bogliacino.
• Note - Angoli: 7-3 per il Napoli. Recupero: 2' e 6'. Espulso: Grava del Napoli (77') per doppia ammonizione. Ammoniti: Micolucci (Bari), Savini (Napoli) e Carozza (B) per scorrettezze; Tabbiani (B) per comportamento non regolamentare. Spettatori: 30.000.

Calcio - Napoli Bari - Avviso ai naviganti (per una sorta di paradosso giocoso): se ammutinamento deve esserci, meglio che arrivi sul campo durante la partita (e non dopo, recandosi nelle segrete stanze dello stadio per chiedere la testa dell'allenatore). Un mozzo di nome Eramo (nemmeno diciotto anni e alle prese da qualche settimana con la prima stagione tra i professionisti), lascia spesso i servizi secondari di bordo per andare all'assalto. Ciò non piace al comandante Materazzi, in procinto di sostituirlo con un marinaio più ligio agli ordini. L'imberbe ribelle non lo ascolta, da poppa si precipita, prende la mira e lascia partire una cannonata da affondare un bastimento (38'). Siccome, però, le munizioni sono poche (la squadra è spuntata e non da oggi), i napoletani (gente di mare, peraltro) contrattaccano, pongono sotto assedio gli avversari e rimettono la battaglia in equilibrio (77' Bogliacino) senza però riuscire a prevalere. Cosicché (almeno come smacco, dal momento che i partenopei vengono fermati nella corsa verso la serie A), viene restituito lo sgarbo dell'andata, quando gli uomini di Reja infransero i sogni dei tifosi baresi (s'imposero 1-0) e diedero inizio a uno dei periodi più neri della storia recente (costato l'esonero di Maran e una contestazione sempre più aspra nei confronti dei Matarrese, gli imprenditori proprietari della squadra).


LA PARTITA
Napoli a trazione anteriore, Bari senza Scaglia - I paganti del San Paolo (e anche gli abbonati, ai quali era finora consentito l'ingresso, in deroga alle norme anti-violenza) si ritrovano un Napoli a trazione anteriore. Come non bastasse l'annunciato tridente offensivo (De Zerbi-Bucchi-Calaiò), il tecnico dei partenopei decide di inserire anche Bogliacino (Dalla Bona va in panchina) tra i quattro di centrocampo (Amodio ha l'ingrato compito di turare eventuali falle; Grava tiene la destra, Savini la sinistra). La difesa è come al solito a tre, ma non c'è Giubilato, rilevato da Maldonado (si sistema in mezzo tra Cannavaro e Domizzi). Materazzi non fa una piega. Del resto, non sempre vince chi ha più attaccanti, sebbene da questo punto di vista non ci sia confronto. Almeno una punta (non certo la batteria di cui dispongono i padroni di casa, che hanno Sosa in panchina) avrebbe fatto comodo. Mancando invece da lungo tempo, l'allenatore dei biancorossi ripropone Sgrigna davanti. Per il resto, viste l'assenza di Scaglia (colpito dalla febbre in giornata) e la disposizione degli avversari, ci sono Eramo, Fiorentino e Rajcic davanti alla difesa (composta da Milani, Belmonte, Pianu e dal rientrante Micolucci; Loseto stavolta non c'è). Tabbiani e Vignaroli partono larghi sulle fasce, in modo da supportare il centrocampo (4-5-1) in fase di non possesso e di (tentare di) pungere ai fianchi il Napoli (4-3-2-1) nelle ripartenze.

Qualità celeste, sostanza biancorossa - La qualità dei celesti è evidente. Bogliacino ha i numeri per sfondare centralmente, ma Materazzi richiama Eramo, chiedendogli di mantenere le distanze rispetto ai compagni di reparto. Allora Reja incita le punte del tridente a fornire un maggior contributo, cioè a stringersi in mezzo e fare da sponda per creare spazi agli esterni. Savini e Grava in effetti si inseriscono e spingono, ma i cross in area non hanno seguito. Le conclusioni arrivano dalla distanza (per esempio, Calaiò al 18'), punizioni comprese (sono due quelle di De Zerbi, al 3' e al 18', ma è quella di Bucchi al 36' a sfiorare davvero lo specchio della porta). I pugliesi non sono da meno (Rajcic al 13', Fiorentino al 16'), sebbene l'avvicinamento all'area avversaria risulti meno frequente e più macchinoso. Impensabile, dunque, arrivare a immaginare quel che accadrà al 38'. Proprio mentre sta per entrare Carozza (i movimenti di Eramo proprio non soddisfano il tecnico), si sviluppa un'azione che Rajcic rende pericolosa con un immediato lancio in profondità.
Eramo (proprio lui, in procinto di uscire perché si spinge in avanti contravvenendo alle indicazioni) riceve e fa partire un diagonale dal vertice destro dell'area di rigore da far spellare le mani: 0-1 al 38'. La felicità del diciassettenne (ringrazia il cielo, abbraccia tutti, compreso Materazzi) supera di gran lunga il dispiacere di dover lasciare il posto (39') a Carozza (il tecnico non cambia idea, a maggior ragione col Bari in vantaggio).

Reja avanti tutta, il Bari si adegua - Sotto di un gol, il Napoli rientra nella ripresa con Dalla Bona (fuori Savini). Il modulo diventa un 4-2-3-1 perché Grava indietreggia sulla linea dei difensori, Amodio e Dalla Bona fanno gli interni e Bogliacino si sposta in mezzo a ridosso di Bucchi, con Calaiò e De Zerbi ai lati (a volte talmente alti da disegnare addirittura un 4-2-1-3). Solo che Reja non è contento del lavoro di De Zerbi e al 54' lo toglie per far entrare Trotta (più idoneo nella doppia fase). Complici le difficoltà di costruzione del Bari (che comunque potrebbe, prima o poi, far male, come dimostra l'azione al 62' di Vignaroli, capace di dribblare Iezzo, ma fermato dall'intervento di Cannavaro sulla linea), non solo il Napoli si può permettere di non dare punti di riferimento (l'uruguaiano, controllato da Carozza, si sposta per allentare la marcatura), ma può anche chiamare a supporto (quando possibile) uno dei due prestanti centrali difensivi (Cannavaro o, soprattutto, Maldonado), dal momento che dall'altra parte non ci sono punte di ruolo. Reja vuole dunque sfruttare anche il gioco aereo, ma il giocatore più adatto è senz'altro Sosa. Infatti, a breve (63') il tecnico decide di rischiare tutto (sia pure esaurendo le sostituzioni) inserendo, al posto di Bucchi, l'uruguaiano (subito Materazzi gli appiccica Gervasoni, subentrato a Milani; è Belmonte a spostarsi a destra). Gli effetti si vedono (un paio di mischioni in area), ma non producono il pareggio.

Il Napoli segna ed insiste con 10 uomini - I traversoni, però, s'intensificano (il Bari non riesce a contrastare il forcing e ad uscire dall'accerchiamento). Siccome poi uno come Bogliacino ha l'istinto di sapere dove muoversi e i piedi per poter inventare in qualsiasi momento (intanto al 72' Di Vicino sostituisce Sgrigna), l'1-1 si materializza. Sul sinistro di Grava (75') Gillet ci arriva. Ma quando (77') Calaiò allunga la traiettoria di un cross che arriva da destra, il fantasista uruguaiano sfrutta la distrazione di Belmonte (che gli lascia metri preziosi) e col mancino batte il portiere belga.
Sùbito aleggia lo spettro di una possibile sconfitta (come faranno i biancorossi a resistere alla furia napoletana?). Ci pensa Grava, però, ad alimentare le speranze dei pugliesi, visto che, per guadagnare tempo, si fionda nella rete, nel tentativo di recuperare il pallone, commettendo (complice l'esperienza di Pianu, che si frappone) un'infrazione da cartellino giallo. È il secondo, scatta il rosso. L'inferiorità numerica non spegne gli ardori con immediatezza (Amodio al 79' potrebbe raddoppiare). Il Bari respira tentando qualche alleggerimento (all'88' Tabbiani trova Rajcic, si oppone Iezzo), poi si ritrova con Fiorentino fuori per qualche (lunghissimo) istante. Soltanto nei minuti di recupero il Napoli paga lo sforzo e cala, permettendo al Bari di chiudere imbattuto il trittico di gare in trasferta (cinque punti).
Dalla prossima (venerdì 6 aprile alle ore 16) si torna al San Nicola (arriverà il Frosinone).

G. Flavio Campanella

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