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Martedì 19 Settembre 2017 | 17:32

Calcio/Doping - «Da rifare l'appello contro Giraudo e Agricola»

Circa la sentenza di assoluzione nei confronti dell'ex amministratore delegato della Juventus e del medico sociale bianconero (episodi di somministrazione di farmaci non consentiti ai calciatori della Juve dal 1994 al 1998), il sostituto procuratore generale della Cassazione ha chiesto l'annullamento
ROMA - È da rifare il processo d'appello, per doping, nei confronti dell'ex amministratore delegato della Juventus, Antonio Giraudo e del medico sociale bianconero, Riccardo Agricola. Lo sostiene il sostituto procuratore generale della Cassazione, Vito Monetti che ha chiesto l'annullamento con rinvio del verdetto di assoluzione emesso dalla corte d'appello di Torino il 14 dicembre 2005. Contro l'assoluzione ha fatto ricorso, alla Suprema Corte, la procura generale di Torino rappresentata da Giancarlo Caselli e da Raffaele Guariniello. (Segue).
In particolare il sostituto procuratore generale della Cassazione, Monetti - nella sua requisitoria - ha sottolineato di ritenere «fondato» il ricorso della procura di Torino e «illogica» la sentenza di appello. L'assoluzione - per episodi di somministrazione di farmaci non consentiti ai calciatori della Juve dal 1994 al 1998 - era stata pronunciata in quanto i giudici di appello avevano ritenuto che ai casi di doping non si poteva applicare la legge del 1989 sul calcio-scommesse, in quanto quest'ultima punirebbe la frode sportiva solo se commessa con denaro, mentre solo la specifica normativa antidoping varata nel 2000 punirebbe l'alterazione dei risultati delle partite tramite la somministrazione illecita di farmaci ai calciatori. Per Monetti questa tesi non è condivisibile. «Sia la legge sul calcio-scommesse, sia le norme antidoping - ha detto il pg - hanno l'obiettivo di sanzionare i comportamenti di chi, con dolo e intenzionalità, interferisce per falsare i risultati delle competizioni sportive». Pertanto la legge del 1989 e quella del 2000 sarebbero perfetta,mente sovrapponibili, ci sarebbe in pratica «continuità normativa» tra le due discipline, «così come affermato dalle sezioni unite della Cassazione con una decisione del 2006 da applicare a questo caso».
Monetti, in pratica, ha chiesto l'annullamento della soluzione pronunciata dai giudici di appello anche per episodi di somministrazione dell'eritroproietina in quanto, a suo avviso, sono da valutare nuovamente i «picchi» della sostanza, rilevate «nelle analisi» di alcuni calciatori e che non sono stati presi in considerazione dalla corte di appello di Torino.
In ogni modo i calciatori della Juve - sia nella requisitoria di Monetti che nel ricorso della procura di Torino - avrebbero sempre ignorato i farmaci che gli venivano somministrati. Pensavano si trattasse di vitamine, zuccheri e farmaci disintossicanti: così gli diceva il medico sociale», ha ricordato Monetti citando le testimonianze di Tacchinardi, Conte e Amoroso.
Nelle prossime ore la seconda sezione penale della Cassazione deciderà se è da rifare il processo d'appello bis a Giraudo e Agricola. Per il momento la prescrizione non è maturata. L'unico fatto prescritto sarebbe la violazione della normativa sulla sicurezza dell'ambiente di lavoro nella quale Giraudo è stato condannato con una sanzione.

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