Mercoledì 15 Agosto 2018 | 05:31

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Calcio - Italia-Scozia, è l'ora

Roberto DonadoniBARI - La fiducia del presidente incaricato Giancarlo Abete ed i Pacs calcistici dichiarati dalla squadra («siamo legati a lui, il suo futuro è il nostro»): Roberto Donadoni, ct della nazionale italiana di calcio, incassa ma sa che tutto questo gli servirebbe a poco nel caso contro la Scozia gli azzurri dovessero perdere. Una sconfitta infatti, a meno di clamorose rimonte, significherebbe eliminazione dall'europeo: non solo un ulteriore colpo alla passione per il calcio, ma un danno economico e di immagine enorme per la rappresentativa campione del mondo che pure sta cominciando a monetizzare in maniera adeguata il titolo.
La stima di maniera di Abete e dei giocatori potrebbe consentire al ct di svernare andando con la squadra alle Far Oer e in Lituania a giugno, forse addirittura di arrivare ad un' ingloriosa fine del girone nell'autunno prossimo. Ma certo non oltre. In era moderna l'eliminazione dall'europeo è stata perdonata solo ad Enzo Bearzot: lui però la squadra campione del mondo l'aveva guidata, non ereditata. Per questo Donadoni, uomo di campo più che selezionatore, ha deciso di sfogarsi ieri negando formalmente legittimità al processo preventivo, ma di fatto coinvolgendovi i giocatori con i quali condivide gli esercizi di allenamento e - pensa - anche destino: per la serie già vista «siamo tutti sulla stessa barca».
In parte è vero, alcuni tra i giocatori che saranno domani al San Nicola rischiano di non frequentare l'azzurro molto oltre questo ct. A partire dal capitano: Fabio Cannavaro è sì il Pallone d'Oro, il simbolo dell'Italia mondiale, ma è anche un centrale di 34 anni che nel Real Madrid quest'anno ha sofferto moltissimo l'esuberanza agonistica degli avversari. Discorso analogo per il protagonista della finale di Berlino, Marco Materazzi, stesso ruolo e pari età. Reggerebbero i due difensori a un ricambio? Entrambi, è poco probabile. Anche perchè Nesta, che ha tre anni di meno, viene dato in recupero.
Oltre i trenta sono gli esterni da corsa Zambrotta, Oddo e l'ultimo arrivato Tonetto . Anche Del Piero è calcisticamente attempatello, per ruolo e per intensità di carriera, e la sua prolificità in serie B non sembra avere impressionato troppo neppure l'attuale ct, a giudicare dalle scelte. Il calcio italiano poi sforna innegabilmente buoni giocatori in quantità: fatta la tara dell'inesperienza propria e degli avversari, lo attestano i successi dell'under 21. Dal serbatoio della rappresentativa giovanile qualche elemento è sempre stato travasato nella nazionale maggiore, e certe maturazioni sono state anche repentine. Le nuove proposte, al di là dell'exploit di Pazzini a Wembley, non dovrebbero tardare.
I numeri danno conforto fino ad un certo punto: è vero che gli scozzesi in Italia hanno sempre perso (5 su 5 con un solo gol realizzato) e che sono sedicesimi nella classifica Fifa con l'Italia al secondo posto: ma certe statistiche sembrano fatte apposta per essere smentite. Rischiano dunque in tanti domani, ed ha ragione il risentito Donadoni a pensare che sulla sua barca siano in molti: il problema è, per restare a metafore abusate, che quella di domani per parte dell'equipaggio è già l'ultima spiaggia.

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