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Abete: «Gli Europei 2012 sono la priorità nei primi 100 giorni»

Lunedì sarà eletto presidente della Federcalcio. Poi bisognerà riconquistare i tifosi: «Siamo passati da una media di 31mila spettatori a 19mila. Quest'anno si sono aggiunti i fatti di violenza e l'assenza di grandi club. Necessarie modifiche alla funzionalità degli stadi e ai prezzi dei biglietti»
Abete: «Gli Europei 2012 sono la priorità nei primi 100 giorni»
ROMA - «Da una decina d'anni a questa parte è saltato l'equilibrio tra etica, economia e sport» è questa rottura, secondo il prossimo presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, ad aver mandato in cirisi il sistema. Il candidato unico alla presidenza della Figc (lunedì verrà eletto durante l'assemblea) ne parla in un'intervista spiegando che le sue priorità sono riconquistare i tifosi e gli Europei del 2012.
L'ex numero 2 di Carraro affronta anche altri argomenti a partire dai diritti tv «la vendita centralizzata è un sistema che dà unità al campionato ed evita quel che è avvenuto in passato, quando da un lato alcune squadre rinnovavano gli accordi con scadenze lunghissime e, dall'altro, taluni club arrivavano all'inizio della stagione senza contratto e per ottenerlo cercavano la benevolenza dei più forti o minacciavano di non far partire il campionato.
Non esiste, però, modalità di vendita che garantisca l'equilibrio del campionato. C'è sempre meno gente negli stadi. «Siamo passati da una media di 31mila spettatori a una media di 19mila. Quest'anno si sono aggiunti fattori contingenti come i fatti di violenza di Catania o l'assenza di grandi club come Juve, Napoli, Genoa e Bologna, ma la parabola è discendetente da tempo ed è stata determinati dai fenomeni violenti, dalla funzionalità dei nostri stadi e dai prezzi dei biglietti».
Nei primi 100 giorni da presidente federale, la priorità di Abete «è Euro2012. Il 18 aprile si gioca a Cardiff una partita che tutti dobbiamo giocare nella maniera giusta perchè qui è un Paese intero che si candida ad ospitare un grande evento sportivo. La Figc è una Federazione importante sia in sede Fifa che in Uefa. La nostra autorevolezza dipende dalle politiche sportive che riusciremo a proporre. Ricordo che nel pieno di uno scandalo abbiamo vinto il Mondiale, bisogna ricopminciare da qui, con orgoglio ma anche umiltà».
Intanto la Nazionale rischia di non partecipare ad Euro2008, fondamentale la gara di domani con la Scozia. «Dopo un grande successo era inevitabile incontrare qualche difficoltà nella fase di riavvio», spiega Abete che poi non si sbilancia sul futuro di Donadoni. «Condivido quel che ha detto Pancalli: in una fase come questa bisogna pensare in positivo e dare ai campioni del mondo tutto il sostegno necessario per raggiungere l'obiettivo». Abete assicura che sarà il «presidente di tutta la Federazione, non la proiezione di una componente» e conclude spiegando che il calcio italiano ha bisogno «di un modo di essere che lo riconcili con un'opinione pubblica che negli ultimi tempi lo ha vissuto in maniera negativa».

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