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Sabato 23 Settembre 2017 | 07:47

Medicina dello sport in Puglia è il solito caos

BARI - In questo fine settimana in Puglia riparte lo sport agonistico. La situazione è semplicemente drammatica: nemmeno un decimo dei 200-250mila atleti interessati ha infatti ottenuto il certificato di idoneità, per il quale nei centri pubblici ci sono liste di attesa fino a quattro mesi. Come tutti gli anni, certo. Solo che stavolta, per effetto della legge che ha riordinato il settore, i presidenti di società e le stesse federazioni rischiano 5mila euro di multa per ogni atleta che entra in campo senza certificato
Medicina dello sport in Puglia è il solito caos
BARI - In questo fine settimana in Puglia riparte lo sport agonistico. E, nel primo campionato in cui si applica la nuova legge regionale sulla medicina sportiva, la situazione è semplicemente drammatica: nemmeno un decimo dei 200-250mila atleti interessati ha infatti ottenuto il certificato di idoneità, per il quale nei centri pubblici ci sono liste di attesa fino a quattro mesi. Come tutti gli anni, certo. Solo che stavolta, per effetto della legge che ha riordinato il settore, i presidenti di società e le stesse federazioni rischiano 5mila euro di multa per ogni atleta che entra in campo senza certificato.

La visita per l’idoneità agonistica è gratuita solo per i minorenni. Ma, a Bari, la Asl ha dimezzato il budget del Centro di medicina dello Sport del Coni, che ha dunque esaurito il tetto di spesa. Così il carico di lavoro si sposta tutto sugli ambulatori pubblici, che sono pieni: in alcuni la prima data disponibile è febbraio, quando i campionati staranno per finire. Nel frattempo la Regione ha pubblicato sul portale della salute la lista dei 34 medici privati accreditati, che da quest’anno possono rilasciare i certificati, e sta procedendo alle verifiche sulle autocertificazioni: sono stati rilevati problemi per oltre la metà delle autocertificazioni, e dunque molti accreditamenti stanno per essere cancellati.

«Purtroppo era prevedibile - dice Mimmo Accettura, presidente regionale della Federazione medico-sportiva -, e abbiamo avvertito i presidenti di società e le federazioni dei rischi a cui vanno incontro». In realtà non esistono dati ufficiali - forse da quest’anno, con l’informatizzazione nell’ambito del fascicolo elettronico, si riuscirà ad averli -: la stima è che 4 agonisti su 5 non si sottopongano a visita. In più, lo stesso certificato serve anche per i concorsi militari, ed anche queste richieste si abbattono sui centri pubblici.

La Regione è a conoscenza del problema. La riduzione del budget è avvenuta nell’ambito dei tagli generalizzati alla spesa per i privati ma questo - spiegano fonti dell’assessorato - è un errore che le Asl si sono impegnate a correggere. E per le liste d’attesa? Nei prossimi giorni la Regione avvierà un monitoraggio dei 30 centri pubblici, per capire quante visite erogano e quanti certificati rilasciano, ma chiederà anche alle federazioni di fornire dati relativi al numero di praticanti e alle urgenze (i campionati che partono prima), così da poter tamponare la situazione. C’è infatti un problema di numeri: se anche tutti i centri delle Asl arrivassero a quota 3.500 certificati l’anno (quanti ne rilascia quello del Policlinico, il più grande della Puglia), il pubblico arriverebbe a coprire circa il 50% del fabbisogno effettivo. Quindi è necessario ricorrere al privato, oltre che implementare subito il sistema dei controlli: da quest’anno le federazioni dovrebbero poter verificare in tempo reale i nominativi di chi ha ottenuto l’idoneità.

m.scagl.

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