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Domenica 24 Settembre 2017 | 17:56

Calcio / Serie B - Per il Bari è di nuovo Primavera

Continuando a mandare i giovani in campo, i biancorossi di Beppe Materazzi superano la trasferta contro lo Spezia 1-2 grazie ad un rigore e ad un'autorete dei liguri, spezzando così la "serie nera" di 6 pareggi e 6 sconfitte • La soddisfazione dell'allenatore
SPEZIA-BARI 1-2 (0-0 dopo il primo tempo)

• SPEZIA (4-3-1-2): Santoni; Nicola, Scarlato, Gorzegno, Rossi; Confalone (82' Do Prado), Saverino, Frara (55' Colombo); Alessi (74' Quadri); Guidetti, Varricchio. (37 Mondini, 7 Ponzo, 15 Padoin, 86 Bruccini). All.: Soda.

• BARI (4-4-1-1): Gillet; Milani, Belmonte, Pianu, Loseto (58' Gervasoni); Tabbiani, Eramo (75' Piccinni), Fiorentino (44' Carozza), Scaglia; Vignaroli; Sgrigna. (23 Aldegani, 13 Baldassarre, 15 Di Vicino, 25 Cazzola). All.: Materazzi.
• Arbitro: Pantana di Macerata (Conca-Battaglia).
• Reti: 68' Sgrigna (rigore), 69' Colombo, 78' Scarlato (autorete).
• Angoli: 4 a 3 per lo Spezia.
• Recuperi: 1' e 5'.
• Ammoniti: Santoni e Fiorentino per comportamento non regolamentare; Vignaroli, Carozza e Colombo per proteste; Saverino e Guidetti per gioco scorretto.
• Spettatori: 7.000 (5.386 abbonati).

Calcio - Sgrigna del Bari LA SPEZIA - Un rigore e un'autorete. Insomma, gol su azione se ne vedono di rado, anche perché, in attesa di Ganci e Santoruvo (?), Sgrigna se ne mangia uno praticamente fatto. Nessuno, però, tocchi il successo di La Spezia (1-2), fortemente voluto dal Bari di Materazzi, che, da oggi ufficialmente, potrebbe anche leggersi il Bari dei baresi. Siccome, poi, la fortuna aiuta gli audaci giovanotti (sempre coadiuvati dai senatori, ché altrimenti sarebbe impossibile restare in B), nemmeno una papera di Gillet (subito dopo il vantaggio su rigore di Sgrigna) rovina la giornata, visto che un'autorete di Scarlato consegna ai biancorossi tre punti pesantissimi contro una diretta avversaria nella lotta per la salvezza. Termina, dunque, la maledizione di Lecce (l'ultima vittoria era giunta nel derby del 16 dicembre; da allora, sei pareggi e sei sconfitte) e la fine si spera coincida con l'inizio di una striscia di risultati positivi (anche se il prossimo impegno sarà in quel di Napoli, non in uno stadio qualsiasi). Di certo, è la prima gioia per Materazzi, tecnico esperto e preparato (dodici anni dopo, qualcuno ha cambiato idea), l'ideale per dare un seguito al colpo odierno. Del resto, rimanere in allerta è necessario, dal momento che i punti di vantaggio sulla zona playout restano due.

LA PARTITA

Materazzi conferma la linea verde - Micolucci è guarito? Carozza è disponibile dopo la squalifica? Materazzi dall'emergenza ha tratto indicazioni precise e dà una risposta inequivocabile. Nel Bari che dovrà raggiungere la salvezza i veraci ragazzi della Primavera avranno ampio spazio. Soltanto Tabbiani si salva, riprendendo il posto sulla corsia di destra. Per il resto, Loseto è riconfermato a sinistra della difesa (completata da Milani, Belmonte e Pianu) e il centrocampo è affidato nuovamente alla coppia Fiorentino-Eramo, così affiatata nel precedente incontro di Treviso. Scaglia è l'esterno alto di sinistra. In attacco, Sgrigna è il centravanti-boa con Vignaroli alle spalle. Il tecnico dello Spezia, l'ex Soda, fa di necessità virtù. Mancandogli Fusco, Addona e Pecorari, presenta nella retroguardia Nicola, Scarlato, Gorzegno e Rossi. Come al solito, la linea di centrocampo è a tre (assente Giuliano, ci sono Confalone, Saverino e Frara). In attacco, contrariamente al solito, Alessi (tentativo al 6') staziona alle spalle di Varricchio e Guidetti, prendendo posizione a sinistra della mediana in fase di non possesso.

Eramo - Fiorentino, al centro non si passa - La diga funziona. In mezzo non si passa. Fiorentino ed Eramo si mettono alle costole degli avversari non dando loro respiro. Loseto, dal canto suo, non segue Alessi, ma lo tiene d'occhio attaccandolo quando lo spezzino decide di tornare da quelle parti (se, di tanto in tanto, a farlo è Confalone, pescato in dubbio fuorigioco al 28', l'esito è identico). I biancorossi pagano qualcosa nella costruzione del gioco. Mancano le alternative. Cosicché Sgrigna si sfianca in un lavoro di raccordo spostandosi da una parte all'altra del campo. Riceve palla in profondità e tenta l'azione personale (come al 13'). Oppure aspetta l'inserimento di Scaglia (da sinistra) o di Tabbiani (da destra), mentre Vignaroli, pur applicandosi, difficilmente riesce a entrare nel vivo del gioco (fare il pendolo senza avere punti di riferimento non è il suo mestiere principale). Tanto basta, però, per mantenere la partita in equilibrio, anche perché, pescato al 18' da Guidetti (la difesa è scoperta e Milani non pressa con tempismo), Varricchio non aggancia a pochi passi da Gillet.

Gillet sembra una sicurezza - Per il resto, lo Spezia riesce a proporre solamente tentativi dalla distanza (ad esempio, quello di Varricchio al 4') più qualche punizione, su una delle quali (34') Alessi farebbe male se Gillet non si distendesse per deviare la palla in angolo (nulla fa prevedere quel che succederà più avanti). Varricchio e Guidetti, nel frattempo, sono neutralizzati da Belmonte (in progressiva crescita) e Pianu, duo sempre più affiatato, nei rari casi in cui i compagni riescono a pescarli di faccia alla porta. L'equilibrio regna sovrano (non è che il Bari dia mai l'impressione di poter incidere) e Materazzi non vuole che la situazione cambi. Tanto che, dopo un paio di falli plateali, decide di richiamare il rude Fiorentino, già ammonito al 24' per un scambio di colpi con il portiere Santoni, e di far entrare Carozza (44') per non rischiare di andare in inferiorità numerica (è avvenuto in precedenti occasioni, il tecnico è uno che non dimentica). Appena in campo, il nuovo entrato mette male la gamba facendo temere un infortunio. Basta l'intervallo per rimetterlo in sesto.

Sgrigna si mangia un gol, Guidetti coglie il palo - Pregi (pochini) e difetti non possono modificarsi d'incanto. Nella ripresa, però, i ritmi sono più elevati. Giusto il tempo per riprovare da fuori (Sgrigna al 48', Saverino al 49', Eramo al 50') e arrivano le prime vere opportunità. Inizia il Bari al 52': Scaglia serve in profondità Sgrigna cogliendo sguarnita la difesa dei padroni di casa. L'ex vicentino percorre tutta la metà campo avversaria, entra in area e prova la conclusione personale (parata da Santoni) per la disperazione di Belmonte, che aveva seguito l'azione ed era pronto a toccare in rete da favorevolissima posizione. Segue la risposta dello Spezia: al 54' è Varricchio a mettere Guidetti davanti a Gillet. Il portiere è battuto, ma il palo ribatte il diagonale. La combinazione convince Soda a osare qualcosa in più. Al 55' esce Frara ed entra Colombo. Il tridente è ora effettivo (Guidetti-Varricchio-Colombo) con Alessi a sinistra della mediana. Materazzi non si fa cogliere di sorpresa e risponde (58'): fuori Loseto (un po' in affanno) e dentro Gervasoni (va al centro con Belmonte a sinistra).

Bari di… rigore (e di fortuna) - Il meglio deve ancora arrivare perché al 66' Tabbiani supera con un tunnel Rossi, il quale lo rincorre e lo falcia (meriterebbe almeno l'ammonizione). L'arbitro Pantana in un primo momento assegna un calcio di punizione (tra le proteste dei baresi). Poi, su segnalazione del guardalinee Conca, concede il rigore (stavolta sono i liguri a farsi sentire). Dopo circa due minuti Sgrigna può piazzare il pallone sul dischetto e trasformare (68'). La rete del vantaggio arriva dopo 388' di digiuno. Nemmeno il tempo, però, di gioire per un evento tanto atteso e arriva il pareggio. Una palla alta in area barese normalmente sarebbe preda di Gillet. Il belga stavolta fa una di quelle papere che gli capitano una volta ogni lustro permettendo a Colombo (un marcantonio, peraltro) di saltare più in alto di lui. Al 69' è tutto da rifare, ma nulla è compromesso perché dopo altri due cambi (Quadri per Alessi al 74' e Piccinni per Eramo al 75') arriva finalmente un colpo di fortuna. Su cross di Milani (78'), Sgrigna si avventa senza poter intervenire. A toccare, invece, è l'accorrente Scarlato, il quale spedisce involontariamente alle spalle di Santoni il pallone dell'1-2 definitivo.

G. Flavio Campanella

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