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Calcio - Italia-Scozia, la madre di tutte le partite

Mercoledì 28 si giochera a Bari la gara di qualificazione agli Europei del 2008, fondamentale per poter arrivare alla fase finale. Nel capoluogo pugliese c'è molta attesa. Per i tifosi baresi, però, c'è in palio una posta altrettanto importante: indurre i Matarrese a vendere il club biancorosso
Calcio - I tifosi del Bari con lo striscione in cirillicoBARI - Bari vivrà una giornata di passione. Mercoledì 28 marzo Italia-Scozia sarà la madre di tutte le partite. Se nel resto della Penisola la posta in palio saranno i tre punti da sottrarre alla Scozia, fondamentali per rilanciarsi definitivamente nella classifica del girone di qualificazione agli Europei in programma nel 2008 in Svizzera e Austria (in caso contrario, il cammino si complicherebbe davvero), per i tifosi baresi ce n'è una ancor più importante. In pochi lo dicono con chiarezza perché comunque il sostegno agli azzurri non è in discussione (tanto che il gruppo più caldo promette scintille, stimolato anche dalle sollecitazioni provenienti dalla curva Sud, dove saranno assiepati quasi diecimila scozzesi), ma l'occasione sarà imperdibile per far sapere in eurovisione che la stragrande maggioranza dei baresi vogliono la vendita del Bari calcio, attualmente di proprietà dei Matarrese. Dopo le iniziative... collaterali (striscioni in cirillico, lettera ai giornali, coinvolgimento delle emittenti radiotelevisive), la contestazione nei confronti della proprietà toccherà il culmine. Cori a parte, verranno riproposti gli striscioni già esposti (il contenuto del decreto anti-violenza dà di fatto il via libera, purché ci si limiti a frasi inoffensive) e ne saranno aggiunti altri sia per spingere i Matarrese a cedere sia per invogliare i russi ad acquistare.
C'è un elemento da tenere in considerazione per capire quale sia l'intendimento della tifoseria (diffuso anche tra gli appassionati meno disposti a manifestare). Considerato finito un ciclo durato trent'anni (c'è chi giura che siamo in dirittura d'arrivo), a Bari l'obiettivo non è un cambio qualsiasi (sebbene alcuni ritengano che un avvicendamento sarebbe già un successo), ma l'arrivo di un imprenditore capace di dare una svolta. Non avrebbe senso chiedere il disimpegno dei Matarrese per avere un investitore di medio calibro (è questo il motivo per il quale anche l'intervento di imprenditori locali viene visto con diffidenza). I tifosi si aspettano avvenga quel che Abramovich ha fatto al Chelsea, cioè far diventare una squadra fino ad allora anonima (a livello internazionale, ma in fondo anche in Inghilterra) in una corazzata capace di competere con le grandi del continente. Traducendo, significherebbe investire nei prossimi anni centinaia di milioni di euro. Quale tra i gruppi della regione (o anche del Paese) sarebbe in grado di farlo (ammesso che ne abbia l'interesse)?
Una parte della città si interroga legittimamente sull'opportunità di aprire ai capitali che derivano dalle privatizzazioni dei colossi (perlopiù energetici) dell'ex Unione Sovietica controllati dagli oligarchi (con operazioni giudicate spregiudicate, se non addirittura al limite del lecito) e piano piano riportati nell'orbita del Governo russo. Questo è il punto. L'Italia stringe accordi con la Federazione Russa, firma proprio a Bari (alla presenza del premier Prodi e del presidente Putin) una serie di accordi economico-finanziari. Peraltro, il Comune barese ha già avviato una collaborazione con Mosca per una serie di attività (per dirne una, durante l'ultima visita della delegazione nella capitale si sono poste le basi per possibili interventi di società baresi nell'ambito del boom edilizio moscovita, in cambio di interventi tipo la partecipazione nella riqualificazione del lungomare a sud di Bari). La domanda sorge spontanea: perché allora si dovrebbe sindacare proprio sui quattrini da investire nel calcio?
G. Flavio Campanella

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