Martedì 14 Agosto 2018 | 16:14

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Tuffi - Sacchin conquista il bronzo ai Mondiali

L'Italia rompe il ghiaccio a Melbourne. Orfana del fondo, da anni portatore di medaglie, la spedizione azzurra in Australia si aggrappa al trampolino (1 metro) del carabiniere di Bolzano, che si inserisce cosi sulla scia dei grandi tuffatori italiani, perchè prima di lui sul podio sono saliti in pochi
MELBOURNE (AUSTRALIA) - Un metro di bronzo, e l'Italia rompe il ghiaccio ai mondiali di Melbourne. Orfana del fondo, da anni portatore sano di medaglie in avvio di rassegna iridata, la spedizione azzurra in Australia si aggrappa ai tuffi, meglio al trampolino di Cristopher Sacchin: terzo posto per il carabiniere di Bolzano, che si inserisce cosi sulla scia dei grandi tuffatori italiani, perchè prima di lui sul podio sono saliti in pochi. Dibiasi ai mondiali di Belgrado nel 73 e Cali nel '75 (oro e argento in tutte e due le edizioni da piattaforma e trampolino da tre metri), Giorgio Cagnotto (bronzo dai tre metri a Belgrado '78) e ultima Tania sempre bronzo a Montreal 2005 dal trampolino, prima medaglia al femminile nella storia dei tuffi azzurri.
Peccato che la specialità non sia olimpica, perchè il bolzanino, classe '83, può dire di aver messo il piede sul podio (441.40 il punteggio finale) alle spalle dei soliti cinesi: oro a Luo Yutong (477.40 punti), argento a He Chong (469.85). Una medaglia che fa uscire dall'apnea l'Italia dell'acqua in attesa che la Rod Laver Arena accenda i riflettori sulle star della piscina. E se il nuoto in acque libere dimostra di non essere più in salute come ai tempi delle doppiette d'oro di Viola Valli, ma costretto ad arrancare dietro al nuovo che avanza, i tuffi cominciano a produrre gli effetti sperati da tempo. Prima la famiglia Marconi, con i fratelli Tommaso e Nicola quinti nel sincro e protagonisti di una grande performance, poi il balzo di bronzo di Sacchin, lui, a differenza dei Marconi di stanza a Roma, viene dalla scuola di Bolzano di Giorgio Cagnotto. E il ct della nazionale è anche l'allenatore del 24/enne, che replica a Melbourne il bronzo degli europei di Budapest dell'estate scorsa. «Il metro è la base del trampolino spiega Cagnotto Fino a sei anni fa venivano considerati dei tuffetti, con un giro e mezzo, una rotazione in meno. A dir la verità non mi piacevano. Adesso sono diventati acrobatici e i tuffi visti qui sono di altissima qualità. Peccato che non siano in programma alle Olimpiadi».
La festa per la medaglia insperata di Sacchin fa dimenticare la mattina amara di Tania Cagnotto: l'azzurra infatti non ha centrato la finale della piattaforma. Solo tredicesima dai dieci metri in semifinale, la figlia d'arte ha avuto decisamente una giornata no. Complice anche una storta alla caviglia, Tania non è riuscita a saltare bene, e ancora una volta come era già successo a Montreal due anni fa proprio dopo una brutta finale dai dieci metri si ripropone il dilemma se abbandonare questa specialità in favore del trampolino, con cui l'azzurra ha vinto il bronzo mondiale in Canada.
«Meno che ho pianto di felicità per Cristopher e non per la mia gara andata male sorride Cagnotto jr Peccato perchè ero abbastanza fiduciosa e sono arrivata in forma fisicamente. Dopo questo risultato mi sono detta 'basta, smetto di fare i 10 metrì. Ma non bisogna mai prendere decisioni per una gara andata male». Certo è probabile che per Pechino l'azzurra farà una scrematura, ma c'è tempo fino alla coppa del mondo il prossimo febbraio.
Papà Giorgio non fa allarmismi: «Il peso di due specialità si fa sentire dice parlando della gara di sua figlia la caviglia le ha fatto male, ma non cerchiamo scuse». Sabato, nonostante la caviglia dolorante, torna a tuffarsi dai tre metri: il solo trampolino è sempre più nel futuro dell'azzurra, così come quello che ha incoronato Sacchin. Dopo i tuffi puliti fatti vedere nell'Acquatic center di Melbourne, l'atleta si è guadagnato oltre a un posto nella hall of fame dei tuffi azzurri anche una bella strada verso le Olimpiadi: lì dovrà saltare più in alto, un metro non serve. Lo aspettano i tre metri. Intanto l'Italia dell'acqua lo ringrazia: prima medaglia ai mondiali partiti in salita, adesso si può riprendere a respirare.

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