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Domenica 24 Settembre 2017 | 12:29

Calcio / Serie B - Il Bari dei giovani resiste

Materazzi a Treviso chiude la partita 0-0 con una squadra piena di sostituzioni della Primavera, date le molte assenze dei titolari. Lotta per non retrocedere • I risultati dell'8ª giornata di ritorno (29ª) • La classifica provvisoria • La classifica provvisoria cannonieri • Le partite del prossimo turno
TREVISO-BARI 0-0
• TREVISO (3-4-3): Avramov; Valdez, Viali, Mezzano; Gissi (70' Russotto), Fietta, Moro, Music; Quadrini (85' Anderson), Fava (78' Beghetto), Acquafresca. Allenatore: Rossi. A disposizione: Cordaz, Mallus, Petras, Poli.

• BARI (4-5-1): Gillet; Milani, Belmonte, Pianu, Loseto; Sgrigna, Eramo (55' Cazzola), Fiorentino (73' Allegrini), Rajcic, Scaglia; Vignaroli (78' Strambelli). Allenatore: Materazzi. A disposizione: Aldegani, Di Vicino, Grieco, Baldassarre.
• Recupero: 3' e 4'.
• Angoli: 7-5 per il Treviso.
• Arbitro: Brighi di Cesena (Foschetti-Tonolini).
• Ammoniti: al 16' Rajcic, al 17' Gissi, al 62' Gillet.
• Spettatori: 2.525 circa, per un incasso di circa 18.000 euro

Calcio Bari - Materazzi TREVISO - Dal tunnel s'intravede la luce. Nella giornata in cui la strada verso la salvezza si fa più tortuosa (Spezia e Lecce vincono e sorpassano il Bari, lasciandolo al confine con la zona playout, piazzato com'è a soli due punti dal Verona quint'ultimo), Materazzi ottiene la fiducia, grazie anche al voto dei giovani elettori, determinanti nel pareggio senza reti di Treviso. Messo in discussione nei giorni scorsi dai franchi tiratori, divenuti franchi (nel senso di sinceri) solo perché accortisi dell'aria che spirava (Matarrese ha preso giustamente posizione a favore del tecnico), l'allenatore può proseguire l'avventura sulla panchina dei pugliesi grazie alle colombe, una specie sempre più rara nel calcio, cui bisognerebbe dare più spazio nei prossimi impegni, indipendentemente del rientro degli assenti. Un sottile filo lega l'impegno sul campo di baresi veraci con la prospettiva di poter dare una svolta alla storia del club, che non potrebbe cambiare in caso di retrocessione. I tifosi sanno che nelle ultime dodici giornate possono contare su alleati dello stesso sangue. Sarebbe il caso, dunque, di riempire lo stadio per una sorta di paradossale contestazione. Da qui a giugno è in gioco il prossimo decennio. In caso di ennesima delusione, sarebbe allora definitivamente comprensibile vedere il San Nicola vuoto, senza nemmeno uno spettatore che sia uno.

Una squadra fuori ed una in campo - C'è una squadra fuori (tra squalifiche, infortuni e defezioni più o meno giustificate, sono undici gli assenti: Gervasoni, Esposito e Micolucci in difesa, Carozza, Carrus, Fusani, Bellavista, Tabbiani e Piccinni a centrocampo, Santoruvo e Ganci in attacco; insomma, un 3-5-2 con il capitano chiamato a prendersi la responsabilità di difendere la porta, magari evitando gli autogol). C'è n'è un'altra in campo a Treviso con il cuore giovane, anziché piatto e decrepito. Il Bari si dispone secondo un 4-5-1 che può essere prudente o audace (se Sgrigna, da destra, e Scaglia, da sinistra, pungono ai fianchi il Treviso). Materazzi, del resto, deve porsi il problema di dare assistenza a una mediana che difetta in quanto ad esperienza.

Materazzi taglia la testa al toro - Il tecnico taglia la testa al toro e propone i ragazzi della Primavera, che può portare anche bene se ci si vuole appigliare al passato (riecco il Bari dei baresi, stavolta con Ivan Loseto, Fiorentino ed Eramo, ancorché questi ultimi arrivino dalla provincia), per superare il gramo presente e prepararsi al futuro (anche al sindaco Michele Emiliano piace la primavera, soprattutto se è l'emblema di una rinascita che qualcuno vuole ostacolare; è triste assistere a ripicche e capricci politici a discapito di una comunità; il sindaco è di centrosinistra? Potrebbe avvantaggiarsene alle prossime elezioni? Chi se ne frega! Bisogna tenerlo fuori dai giochi per non incrementarne il consenso? Ormai se lo è conquistato. Domanda a quelli che contano: quando s'innalzerà il livello di questa bistrattata città?).

Che grinta, i giovani biancorossi - La risposta attesa arriva. Almeno sul piano della grinta e della determinazione. A suonare la carica sono i più anziani, ma ad applicarsi con ferocia sono soprattutto i giovani, già smaliziati. Fiorentino ed Eramo (insieme con Rajcic, ammonito per un fallo su Valdez al 17': sarà squalificato) fanno pressing a tutto campo, sradicano palloni, fermano quasi sempre i dirimpettai. Loseto, dal canto suo, si oppone dalle sue parti alle iniziative dell'asse destro del Treviso (Gissi-Quadrini), dimostrando qualità e personalità (interventi decisi e rudi per far capire l'aria che tira; deve avere imparato i trucchetti da papà Giovanni). Quadrini può provare solo dalla distanza (12' e 21'), così come Acquafresca (16'). In tutte le occasioni para Gillet. Scaglia e Sgrigna tentano di aggirare gli avversari. Ma nella fase offensiva, il Bari non può avere peso. Al massimo può competere in velocità.

L'esame è all'inizio, ma le gerarchie tremano - Resta da capire se i ragazzini supereranno l'esame (sì, lo passeranno). Lo si saprà dopo il 90', ma le gerarchie cominciano a tremare. I titolari potrebbero diventare riserve. Ci vorrebbe il sigillo, ma, su cross di Scaglia (24'), Pianu colpisce di testa senza trovare lo specchio della porta. Materazzi, però, può essere soddisfatto. Sa che, nonostante l'emergenza, potrà contare su un gruppo tornato solido anche nelle successive gare del trittico cominciato in Veneto (La Spezia e Napoli saranno le prossime trasferte). Il Treviso patisce la grinta e la freschezza dei pugliesi. Riesce ad avere una supremazia territoriale, soprattutto nella parte centrale del tempo, ma non a scardinare il dispositivo biancorosso. Il Bari contiene con ordine e aspetta l'occasione propizia.

Scaglia sbaglia la prima… - L'opportunità giunge al 34'. Un lancio in profondità di Rajcic trova sguarnita la retroguardia avversaria. S'involano Scaglia e Loseto. Il barese lascia fare e si accentra. Nel frattempo, arrivano in area anche Vignaroli e Sgrigna. Scaglia, una volta entrato in area, decide di fare da solo, ma il diagonale termina a lato anticipando il possibile intervento dei compagni che accorrono. Considerando il tipo di partita, è una rarità (quella di arrivare vicini al gol) che sarebbe il caso, se si ripresentasse, di sfruttare. Già meno pericolosa, infatti, è l'incursione al 41' di Milani, sul cui cross Vignaroli non arriva (c'è una leggera spinta sull'attaccante, il quale chiede invano un presunto rigore). Dall'altra parte, Gillet continua a fare il suo lavoro. Al 43' riesce anche a evitare l'angolo precipitandosi su Acquafresca, di nuovo protagonista al 44' (la difesa gli sbarra lo spazio per la conclusione). Al 45', invece, il tiro di Music finisce direttamente fuori, anche se di poco.

…Sgrigna non concretizza la seconda - Tranquillizzato dalla prestazione degli esordienti, nella ripresa Materazzi chiede a Sgrigna di fare il terminale con Vignaroli in appoggio. Il centrocampo passa stabilmente a quattro (da destra, Eramo, Fiorentino, Rajcic e Scaglia). La scelta potrebbe pagare già in avvio. Dopo un tentativo di Quadrini (palla alle stelle al 47'), Rajcic recupera e fa partire subito Sgrigna, il quale s'invola, driblla un avversario e calcia di destro (49'). Avramov devia in angolo. Rossi, allenatore del Treviso, risponde chiedendo ai tre davanti di fare maggiore movimento. Cosicché dalla destra arrivano due pericoli, prima su corner e poi su azione in velocità. In entrambi i casi, i tentativi si concludono con un colpo di testa: quello di Fietta (58') sfiora il palo, mentre è centrale (blocca Gillet) quello di Acquafresca (49'). Nel frattempo, Cazzola (che è un incursore, ma non avrà modo di farsi vedere) rileva Eramo (55').

Vignaroli suggerisce, Sgrigna sfiora il gol al 91' - Il compito di Vignaroli, sebbene partendo da posizione defilata (a sinistra) è di appoggiare Sgrigna, ma anche di suggerire gli inserimenti di Cazzola e Scaglia (soprattutto). Ne ha le capacità, tanto che al 68' costruisce la combinazione migliore della ripresa. Pesca Scaglia, il cui inserimento avviene con i tempi giusti. Eluso il fuorigioco, il centrocampista si ritrova davanti ad Avramov. Il portiere serbo lo ipnotizza, intercettando la conclusione. Quella sopra descritta, sarà l'ultima fatica di Vignaroli perché, dopo i cambi di Russotto per Gissi (70'), Allegrini per Fiorentino (ne rileva i compiti dal 73') e Beghetto per Fava (78'), è il momento (78') di Strambelli (Anderson chiuderà la girandola all'85', rilevando Quadrini). Tra tanti volti nuovi, è però Sgrigna a sfiorare il colpaccio al 91', ma il diagonale di destro esce per una questione di centimetri.

G. Flavio Campanella

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