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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 00:40

Calcio / Serie B - Il crack del Bari

In uno stadio "San Nicola" semideserto la squadra ora guidata da Materazzi capitola 0-2 contro il Cesena, collezionando la 6ª sconfitta in 11 partite. In curva Nord uno striscione in caratteri cirillici per invitare i russi ad acquistare la Società dei Matarrese • I giocatori rivogliono Maran
BARI-CESENA 0-2 (0-1 alla fine del 1° tempo)

• BARI (4-4-2): Gillet; Bellavista, Pianu, Belmonte, Milani; Cazzola (38' Vignaroli), Carozza, Rajcic, Scaglia (77' Di Vicino); Santoruvo (60' Baldassarre), Sgrigna. Allenatore: Materazzi. A disposizione: Aldegani, Loseto, Strambelli, Piccinni.

• CESENA (4-3-3): Sarti; Biserni, Zaninelli, Lauro, Sabato; Mezavilla (70' Anastasi), De Feudis, Salvetti; Papa Waigo, Pellicori (77' Piccoli), Del Core (88' Ola). Allenatore: Castori. A disposizione: Turci, Tonucci, Pagliuca, Bracaletti.

• Arbitro: Stefanini di Prato (P. Carestia-Costa)
• Reti: 12' Pellicori, 87' Papa Waigo.
• NOTE: giornata di sole, terreno in buone condizioni. Spettatori: 4.500.
• Ammoniti: Pianu, Santoruvo, Carozza, Mezavilla, Del Core e Papa Waigo. Angoli: 4-1 per il Bari. Recupero: 2' pt, 5' st.
Giuseppe Materazzi
BARI - Un modo per sfasciare tutto è senz'altro accompagnare il Bari in serie C1. Anche il Cesena (reduce da quattro sconfitte consecutive e arrivato con la difesa peggiore della serie B nelle gare esterne) incassa i tre punti (0-2: Pellicori e Papa Waigo) nel deserto del "San Nicola". Giunta alla sesta sconfitta in undici partite (cinque i pareggi), la squadra biancorossa è ormai in caduta libera, sempre più in disarmo (psicologico, innanzitutto). Altro che acqua santa! Qui ci vuole davvero la discesa dei russi con la benedizione di San Nicola. Sempre che, nel frattempo, il club non debba ripartire dalla terza serie.
Al di là della sconfitta in sé e dell'emergenza continua (Santoruvo, che esce all'inizio della ripresa e sarà squalificato dal giudice sportivo, può continuare a giocare nelle condizioni in cui si trova?), è il comportamento nella ripresa che preoccupa. L'impegno c'è. Manca il nerbo, lo stimolo che può dare uno scopo. Quando la proprietà sta per disfarsi di un bene, quanti dei dipendenti sono in grado di profondere il massimo dell'impegno? Se un cambio ai vertici deve esserci, è bene che avvenga in tempi rapidi. In modo da ricreare un circolo virtuoso che riporti i tifosi in massa allo stadio per sostenere i giocatori fino al termine della stagione.
In questo momento, le prospettive sono nefaste. A quattordici giornate dalla fine, il Bari si ritrova a due punti dalla zona playout, (e a cinque, o quattro in base all'esito del posticipo di domani sera Albinoleffe-Crotone, dalla retrocessione diretta).

LA PARTITA

Materazzi, scelte obbligate - Tra squalificati (Tabbiani e Gervasoni) e infortunati (Micolucci, Carrus, Fusani e Ganci), Materazzi non ha l'imbarazzo della scelta. Per fortuna (ma servirà a ben poco), rientrano Scaglia e Bellavista. Mentre il primo può collocarsi nella posizione solita (a sinistra del centrocampo completato da Carozza, Rajcic e Cazzola a destra), il secondo è costretto a sacrificarsi in difesa. Il capitano è l'esterno basso di destra (e per dare aiuto c'è Pianu accanto a lui), visto che Materazzi, temendone molto le sgroppate, decide di affidare (invano, visto l'esito) Papa Waigo a Milani, l'unico ad avere le caratteristiche per tentare di fermarlo (Ivan Loseto è giovanissimo e va in panchina insieme con gli altri della Primavera). In attacco, fiducia ancora alla coppia Santoruvo-Sgrigna, la quale però fatica molto ad entrare in partita, anche perché male assistita dai compagni.

Pellicori, ex del Lecce, punisce il Bari - Dalla panchina arrivano le grida di Materazzi (si sentono perfettamente nello stadio vuoto), il quale chiede due tocchi (cioè pretende velocità d'esecuzione). Il Cesena è più vivace, mentre il Bari appare anche in difetto di concentrazione. Già al 2' sbaglia, ma Salvetti viene pescato in fuorigioco (inesistente secondo Castori, allenatore dei romagnoli). Al 3' Milani si fa lasciare sul posto da Papa Waigo, ma Pianu rimedia in seconda battuta. L'errore costa caro, invece, al 12'. Su calcio di punizione di Sabato, i biancorossi sono incerti nell'intervenire. Milani tocca quasi involontariamente. La palla vagante è intercettata da Pellicori. L'ex leccese (protagonista in passato dei derby tra squadre giovanili) va a segno, stronca il morale dei padroni di casa e riapre la contestazione nei confronti dei Matarrese (gli Ultras sono nella Nord inferiore). Tra i tanti striscioni, ce n'è uno in cirillico che, alla vigilia del vertice tra Prodi e Putin nel capoluogo pugliese, invita gli imprenditori russi a comprarsi il Bari.

Pausa, poi una reazione d'orgoglio - I giocatori risentono dell'atmosfera. Dopo un diagonale di Scaglia (20'), ben servito da Santoruvo (gran giocata con tunnel a Zaninelli), bisogna aspettare il 32' per vedere un'altra conclusione, peraltro su calcio di punizione. Carozza mira l'incrocio, ma Sarti ci arriva e mette in angolo, sui cui sviluppi Rajcic manca l'impatto di testa da favorevole posizione. La dimostrazione dell'incapacità del Bari di rimediare sta nella sostituzione che Materazzi opera al 38': fuori Cazzola e dentro Vignaroli, libero di accentrarsi. Il nuovo entrato ci mette la volontà, si muove dietro le punte (visto che in altri modi si fa fatica), ma alle intenzioni non seguono i fatti. Il Bari è fumoso, mentre il Cesena, quando appare, fa male. Gillet è strepitoso al 39' su Salvetti, servito da Papa Waigo. Il portiere gli salta addosso come un felino ribattendo la conclusione. La reazione d'orgoglio arriva nel finale di tempo: al 43' Santoruvo (su assist di Rajcic) coglie la traversa con un pallonetto.

Il Bari si ripresenta alla… Maran. Santoruvo sostituito - Nella ripresa, Materazzi decide di provare a sfruttare il modulo più volte utilizzato dal predecessore Maran. I biancorossi si dispongono con quattro difensori (Milani torna a destra, Bellavista va a sinistra), due interni (Carozza e Rajcic) e la linea a tre (da destra: Vignaroli, Sgrigna e Scaglia) a supporto di Santoruvo. La scelta procura un vantaggio perché il Bari si dispiega meglio (ma ci sono molti errori gratuiti). Lo svantaggio è che Papa Waigo gode di spazi, soprattutto quando indietreggia e riparte da metà campo. Bellavista non ha il passo per stragli dietro (nemmeno Milani, a dire il vero). Le chiusure dei difensori centrali (Belmonte) consentono a volte di metterci una pezza, anche quando l'attaccante di colore del Cesena parte da sinistra (al 59' è fermato per un dubbio fuorigioco). Nel frattempo, Scaglia si distingue per un'iniziativa personale (dribbling e tiro al 60'), poco prima dell'ingresso di Baldassarre (60') in luogo di Santoruvo, menomato dai menischi scricchiolanti.

In campo solo per la firma - Una botta di Sgrigna (Sarti devia in angolo al 65') è l'ultima sequenza di un film corto. Poi, partono in anticipo i titoli di coda. I biancorossi sono svuotati, proseguono per inerzia. Non c'è un'azione degna di questo nome fino al 90'. Soltanto iniziative personali che vanno a sbattere sul dispositivo difensivo del Cesena. Nessuno dei biancorossi vuole mollare individualmente, ma il collettivo si sgretola davanti al compitino dei romagnoli. Né Di Vicino (entra al posto di Scaglia al 77') può fare miracoli. Gli ospiti non possono che ringraziare, compreso Piccoli (subentrato a Pellicori, sempre al 77'): è lui ad avere la libertà di lanciare Papa Waigo, abile stavolta a sfuggire ai controllori. Il senegalese si inserisce, percorre quasi metà del campo, si presenta davanti a Gillet e lo supera (87') con un pallonetto, entrando in porta con il pallone proprio sotto la Curva Nord.
L'umiliazione per i tifosi è evidente, tanto che i cori toccano anche i giocatori. Avviso ai naviganti: calma e sangue freddo. La contestazione deve essere civile. Regola numero uno: no alla violenza. Agli acquirenti non piacerebbe.

G. Flavio Campanella

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