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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 18:40

Supercoppa di basket Brindisi contro Milano primo match che vale

di FRANCO DE SIMONE
BRINDISI - L’Olimpia EA7 Armani Milano,sabato sarà avversaria della «nuova» Enel Basket Brindisi nella corsa alla conquista della «Beko Supercoppa 2014» (diretta Raisport 2 ore 18). L’altra semifinale è tra i padroni di casa del Banco di Sardegna Sassari e l’Acea Virtus Roma (sabato diretta Raisort 2, ore 20,30)
Supercoppa di basket Brindisi contro Milano primo match che vale
di Franco De Simone

BRINDISI - Non sono i padroni di casa, ma loro sono quelli forti, quelli che hanno il top fra tutti gli starting five nazionali, sono quelli che, anche se a distanza di anni, hanno appena conquistato il titolo italiano. Di conseguenza è facile pronosticare che dalla loro cì siano i favori del pronostico, anche perché hanno i migliori giocatori, oltre ad una solidità societaria che pochi possono vantare. Sono quelli dell’Olimpia EA7 Armani Milano, sabato avversari della «nuova» Enel Basketi nella corsa alla conquista della «Beko Supercoppa 2014» (diretta Raisport 2 ore 18). L’altra semifinale è tra i padroni di casa del Banco di Sardegna Sassari e l’Acea Virtus Roma (sabato diretta Raisort 2, ore 20,30).

La squadra brindisina arriva alla competizione nazionale al termine di un precampionato avaro di gare amichevoli, necessarie per meglio lavorare con un gruppo nuovo per sette decimi ed ancora incompleto (manca l’esterno a cui si chiederà di recitare il ruolo di primo terminale). Quindi, non al meglio per affrontare un impegno così importante.

«Nellìultimo week end - attacca coach Piero Bucchi - abbiamo disputato due buone partite. Non abbiamo fatto canestro, nonostante abbiamo preso dei buoni tiri in campo aperto. La definirei una serata storta al tiro, atteso che abbia realizzato un 2/20 dalla distanza che per certi versi spiegherebbe la sconfitta con Pistoia».

Ma anche nel tiro da sotto misura non è che le cose siano andate poi tanto meglio. Brindisi ha chiuso con il non positivissimo 24/43, ma anche nei liberi il 13/23 è il dato che ha contribuito a portare i biancazzurri alla battuta d’arresto.

«Dopo la vittoria contro l’Acea Virtus Roma ho avuto modo di affermare che c’è ancora molto da lavorare - ha continuato il tecnico bolognese -. Lo ribadisco. Non parlo della serata negativa al tiro perché, certe cose, nel basket avvengono. Parlo della condizione generale della squadra. Avremmo avuto bisogno di più gare amichevoli. Sarebbe state necessarie ai ragazzi per capirsi e capire. È scontato, quindi, che vi siano degli aspetti su cui lavorare per migliorarli».

Conta, però, la disponibilità dei singoli al lavoro. Perché se questa c’è...

«Sotto questo punto di vista niente da appuntare. Tutti, nessuno escluso hanno un gran voglia di mettersi in discussione. Sono disponibili e pronti nel lavoro. Certo - prosegue il tecnico dell’Enel Basket - qualcuno deve migliorare; magari perchè in precedenza non abituato a sostenere allenamenti così come li proponiamo».

Si dice di un Dejan Ivanov ancora non al meglio della condizione.

«Lui ha giocato in Italia quattro anni fa, quando le squadre avevano tre comuntari e due americani. Oggi quasi tutte le squadre hanno optato per il tre più quattro + cinque. Ciò significa che mentre ieri si assisteva ad un basket più compassato, oggi l’atletismo che portano i giocatori americani è quintuplicato. Ci sono giocatori che sono de veri e propri saltatori nati, anche nell’area piccola saltano che è un piacere. Va da se che Ivanov, essendo un giocatore di posizione, faccia più fatica. Però, è un vero atleta, è un gran lavoratore, ha l’etica del lavoro, non sarà esplosivo, ma resterà un buon giocatore d’area».

Si parla spesso (a volte a sproposito) di Sek Henry. Che tipo di play è?

«Nessuno s’aspetti di rivedere un giocatore tipo Dyson. Sek è un ottimo lavoratore, ha un discreto bagaglio tecnico, un bravo passatore. Ha bisogno, per rendere al meglio nel suo ruolo, di esterni che sappiano mettere la palla a canestro. Se accannto a Marcus Denmon riusciremo a mettere un altro tiratore, allora si vedrà il miglior Henry. È per questo che si ritarda nella scelta. Abbiamo bisogno di un giocatore che abbia punti nelle mani per sgravare Henry dall’obbligo di trovare con costanza la via del canestro».

Quindi, è opportuno affermare che quest’Enel Basket è una squadra woark in progress, vero?

«È una formazione rinnovata per sette decimi, fatta di giocatori giovani, alcuni dei quali nuovi per il campionato italiano, che hanno necessità di capire qual è il lavoro a cui devono ottemperare. Però, è un gruppo di ragazzi ben disposti al lavoro».

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