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Bari, ecco il primo bivio Mangia parla chiaro «È il momento dei fatti»

di ANTONELLO RAIMONDO
LANCIANO - «Dopo cinque giornate mi sento un allenatore alla guida di una squadra nuova e che, quindi, ha bisogno di lavorare con entusiasmo e serenità». L’impressione è che Devis Mangia abbia bisogno di spiegare, raccontare, cercare sostegno. Avverte pressione, il tecnico milanese. E oggi c'è il posticipo della sesta giornata della serie B in casa del Lanciano. Calcio d'inizio alle ore 20,30
Bari, ecco il primo bivio Mangia parla chiaro «È il momento dei fatti»
di ANTONELLO RAIMONDO

LANCIANO - «Dopo cinque giornate mi sento un allenatore alla guida di una squadra nuova e che, quindi, ha bisogno di lavorare con entusiasmo e serenità». L’impressione è che Devis Mangia abbia bisogno di spiegare, raccontare, cercare sostegno. Avverte pressione, il tecnico milanese. Sa bene di essere capitato in una piazza in grado di dare tantissimo ma anche in una città che ti «consuma». Una partenza col freno, le prime critiche, lo scetticismo di parte della tifoseria. Allora il mister prova a far chiarezza. Se mai qualcuno avesse dimenticato che siamo all’«alba» di un campionato che... non finisce mai.

L’assenza di Galano, l’uomo con maggiore qualità della rosa biancorossa, non toglie certezze a Mangia, consapevole di poter contare su un gruppo competitivo. «Mi aspetto di vedere in campo la “mia” squadra - le parole di Mangia in conferenza stampa - A Vicenza è mancato quel valore aggiunto che ti consente di vincere le partite. Partiamo adesso dal non prendere gol, sarebbe un ottimo punto di partenza. E poi, naturalmente, servirà maggiore concretezza in fase realizzativa. Quando ti capita l’occasione giusta, a maggior ragione in una partita in cui non stai giocando bene, devi sfruttarla. Perché sbloccare il risultato, alla lunga, può rivelarsi determinante stante il grande equilibrio che regna in B».

Mangia fa anche un passo indietro. E torna sulle dichiarazioni rilasciate dopo la sconfitta a Vicenza, a suo avviso travisate dagli organi di informazione. «È il caso di piantarla con le interpretazioni. Ho detto che non dobbiamo vivere di ricordi - va all’attacco il tecnico biancorosso - ma si è ricamato su con nomi e cognomi, dividendo il gruppo in due. Qui nessuno può cullarsi sui successi passati, ma deve concentrarsi sulle prossime sfide. Resta questo il mio messaggio, breve e conciso».

Le ambizioni sì, ma nessun proclama. C’è da lavorare, possibilmente pensando a gestire al meglio partita dopo partita. «Penso a Lanciano, alla gara che ci aspetta - l’analisi di Mangia - nella quale proporremo ancora il 4-3-3. Dal gruppo ho avuto le risposte che attendevo in settimana. Ora dobbiamo dimostrare i progressi con i fatti, ovvero facendo risultato in Abruzzo».

Attorno al Bari non c’è, però, un clima particolarmente sereno. Frenesia, voglia di spaccare il mondo, una terribile e pericolosissima fretta di vedere all’opera una squadra che domini il campionato. «Avere serenità anche dall’esterno può essere una risorsa in più. Non dobbiamo farci condizionare dal resto. Tutta Bari vuole vincere le partite».

«Tutto ruota intorno alla parola continuità, tattica, tecnica, fisica e mentale. La testa determina tutto - l’approfondimento di Mangia - Il Lanciano è partito molto bene, in un torneo molto equilibrato. Ha giocatori veloci davanti, non rischia molto ma prova a mettere la partita sui binari che preferisce. Turnover? Ogni settimana valutiamo. Donati? Se non fosse in condizione, sarebbe il primo a farmelo presente. A qualcuno non è piaciuta la sua prestazione, a me sì».

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