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Senato - Sì unanime a decreto anti Ultrà. Ora alla Camera

Il sottosegretario alle Politiche giovanili ed allo Sport Giovanni Lolli: «Un messaggio al Paese molto chiaro e forte: sulla violenza negli stadi parte un contrasto senza tolleranza» • Antonio Matarrese: «La Lega Calcio deve gestire i diritti tv» • Vincenzo Matarrese: «A fine stagione vendo il Bari» • Può lasciare da grande presidente
Calcio - Violenza negli stadi ROMA - Sì unanime del Senato al decreto legge contro il calcio violento. Il provvedimento è stato approvato con 246 sì e 5 astenuti. Il decreto ora andrà all'esame della Camera.

LOLLI: BENE SENATO NORME PIU' PREGNANTI
«Dal Senato viene un messaggio al paese molto chiaro e forte: sulla violenza negli stadi parte un contrasto senza tolleranza». Il sottosegretario alle Politiche giovanili ed allo Sport. Giovanni Lolli, esprime soddisfazione per l'approvazione a palazzo Madama, in prima lettura, del decreto legge contro le violenze negli stadi.
Un voto bipartisan definito «molto positivo ed importante» che, soprattutto, «smentisce le numerose cassandre che prevedevano un alleggerimento, un annacquamento del decreto legge in parlamento». «Al contrario - osserva il sottosegretario - il dibattito ha reso più precise e preganti quelle norme».
«Dal Senato - sottolinea Lolli - viene un messaggio di tolleranza zero contro gli eccessi. Il decreto ha però anche una parte propositiva volta a creare una nuova cultura dello sport».
«C'è al consapevolezza che non basta un decreto per modificare un costume», osserva il sottosegretario allo Sport che parla di «uno spettacolo osceno» sulla violenza negli stadi «confermato anche ieri». Il riferimento è alla bagarre scoppiata al termine della partita tra Inter e Valencia di Champions League.
Lolli non nasconde la sua preoccupazione per la violenza diffusa che accompagna le partite di calcio e ricorda come nel solo anno scorso «gli arbitri con più di dieci giorni di prognosi sono stati più di duemila». «Parlo - aggiunge - dei casi più gravi senza contare le violenze che comportano un danno minore agli arbitri e che, soprattutto sui campi di calcio di periferia e nelle categorie più basse, sono frequenti».
In altri sport - lamenta il sottosegretario - tutto questo non accade. Occorre allora dire basta ad un atteggiamento buonista e il messaggio che arriva oggi è che le regole, non solo ci sono, ma anche che si applicano».
I provvedimenti più importanti che secondo il sottosegretario a allo Sport sono contenuti nel decreto, sono quelli che riducono «le possibilità di movimento di forze organizzate che per troppi anni sono state tollerate dalle società e dal sistema». «Il decreto - osserva Lolli - contiene anche indicazioni in positivo segnalando al governo la condizione degli stadi che da noi sono troppo vecchi e insicuri e devono essere ammodernati». A questo proposito, Lolli ricorda che l'attuale gestione degli stadi, oggi in mano ai comuni, è «onerosa per i contribuenti e fallimentari». «In altre parti d'Europa - conclude Lolli - gli stadi che sono gestiti dalle società sono un cespite in attivo».

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