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Calcio / Serie B - Santoruvo non si opera: è disponibile

La punta: «A fine stagione o quando il Bari sarà matematicamente salvo, ci penserò». Torna in gruppo Esposito, ma a Bologna non ci sarà Gervasoni per squalifica. Fuori causa anche Carrus, Micolucci e Ganci. Bellavista si sfoga. Il tecnico Materazzi: «Cori poco edificanti. Sosteneteci»
BARI - Giocatori contati per il tecnico del Bari Giuseppe Materazzi. Torna in gruppo Esposito, ma a Bologna non ci sarà Gervasoni per squalifica. Si rivede anche Santoruvo che ha ripreso la corsa e potrebbe tornare disponibile anche se non in condizioni perfette: «C'era da fare una scelta - ha detto Santoruvo - dopo che il dottore a Roma mi ha detto che l'intervento al ginocchio avrebbe richiesto più settimane di recupero e non un mese. Ho preferito lasciare tutto al suo posto. Mi rendo che d'ora in avanti rischierò, ma non voglio assentarmi in questo momento. A fine stagione o quando il Bari sarà matematicamente salvo, ci penserò. Ovviamente se fino ad allora il ginocchio regge». In mattinata ha provato anche Fusani che tuttavia non sembra nell'immediato recuperabile. Fuori causa, senza dubbio, Carrus, Micolucci e Ganci. Materazzi non si dispera e avverte i suoi: «Guai a partite sconfitti, anche se a Bologna ci sarà da soffrire, siamo in emergenza giocatori, speriamo di recuperarne qualcuno».

Intanto, il capitano del Bari, Antonio Bellavista, da alcune settimane al centro delle critiche dei tifosi ha mostrato un forte risentimento per i cori offensivi che gli hanno rivolto gli ultras ed ha così replicato: «Ho le spalle larghe, ma ormai ogni volta che va tutto male a Bari la colpa viene affibbiata a me e questo non va bene. Sarò anche un mediocre giocatore, ma non sono un capomafioso, nè ho mai venduto partite, nè sono andato in sede per far cedere un giocatore». «Provo solo - ha aggiunto - a tenere unito il gruppo. Sabato ci giocavamo la salvezza, e siamo stati duramente contestati. Se retrocediamo, retrocede anche la città». In conclusione il capitano ha poi fatto intendere che a fine stagione lascerà il Bari: «Io prima o poi andrò via, e vedremo con chi se la prenderanno i tifosi».

L'allenatore del Bari, Beppe Materazzi, dopo la contestazione, chiede al pubblico di sostenere la squadra: «I cori che ho sentito sabato al San Nicola sono stati poco edificanti per chi li ha fatti. Poi se fossi tifoso potrei contestare anch'io. Ma la protesta deve essere civile e soprattutto bisogna farla al momento opportuno. La serie B è della città e dei tifosi, e tutti dobbiamo difenderla. Chiediamo al pubblico di sostenerci, la squadra ha necessità di una mano».
Il tecnico di Arborea ha detto chiaramente dopo l'allenamento odierno il suo pensiero sulle proteste in atto contro la società ed il presidente, Matarrese, evidenziando allo stesso tempo come possano essere controproducenti certe manifestazioni in gare così delicate come quella con l'Arezzo. «I giocatori - ha proseguito - magari non devono essere esaltati ma meritano rispetto per il loro impegno ed il loro sacrificio. Non mi trova assolutamente d'accordo chi sostiene che è meglio la C, ma con un altro presidente. Sapessero quanto è difficile poi risalire...».
Il punto contro i toscani per il tecnico ha valore soprattutto per la risposta sul piano del temperamento ricevuta dai giocatori: «Una volta in svantaggio - ha commentato - abbiamo giocato a calcio. E' il Bari che voglio? Non ancora, ma puntiamo a proporci per 90' con capacità di palleggio ed applicazione. Undici contro undici avremmo potuto vincere. Gillet è stato bravo nello sventare i pericoli creato da Floro Flores e compagni, ma Sgrigna e Baldassarre hanno avuto due palle gol nitide. Bologna? Per venerdì inventeremo qualcosa. Al Dall'Ara andremo a giocare la nostra partita, senza nessun alibi».

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