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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 06:26

Calcio/Bari - Matarrese è scocciato. Non è l'unico

Il presidente ha cominciato da tempo un braccio di ferro contro i tifosi (e non solo), anche se mancherebbe il nesso di alcune sue dichiarazioni. Forse sta aspettando di capire quel che accadrà nell'area del San Nicola. Altrimenti potrebbe davvero consegnare il club nelle mani del sindaco
Bari - Stadio San NicolaBARI - A volte fa tenerezza, come quando si arrabbia e sostiene di essersi proprio scocciato (i cori contro sono insopportabili). Vincenzo Matarrese è abile. Non avrebbe, insieme con la famiglia, costruito un impero. Non sarebbe riuscito a superare una crisi economico-finanziaria che avrebbe potuto travolgerlo. Ecco perché, a prima vista, si fa fatica a comprendere il motivo per il quale voglia continuare a essere il proprietario del Bari calcio con tutto quel che gli costa, sia in quattrini sia in salute, dal momento che incassare insulti di continuo può nuocere, anche psicologicamente.
Il presidente, invece, ha cominciato da tempo un braccio di ferro contro i tifosi (e non solo), anche se mancherebbe il nesso di alcune sue dichiarazioni. Quando minaccia «gli pseudo-sostenitori», affermando che «potrebbero non avere più un presidente e una squadra di calcio», non si comprende in base a quale logica lo dica, dal momento che quasi tutta la città stapperebbe spumante in caso di avvicendamento ai vertici.
Delle due l'una. O Matarrese ha deciso di distruggere anche quel che resta (dando riscontro a chi sostiene che non andrà mai in serie A per dispetto nei confronti dei baresi) oppure, dal momento che le forze non gli permetterebbero di essere protagonista ai massimi livelli (oggi come oggi i costi sono elevatissimi e non è conveniente nemmeno andare in Coppa Uefa), sta aspettando di capire quel che accadrà nell'area del San Nicola.
Intanto, tra breve si saprà come il Governo intenderà favorire la privatizzazione degli stadi (tassi agevolati piuttosto che soldi in conto capitale), poi si dovrebbe finalmente comprendere quando s'intende (e come) procedere alla vendita dell'impianto da parte del Comune. Sarà forse per questo che i Matarrese prendono tempo. Ci sarebbe un altro motivo, ma è da escludere che il grido di dolore di Antonio Matarrese («ci sono società sull'orlo del collasso») possa determinare uno stravolgimento dei campionati (così da ritrovarsi in serie A a tavolino).
Del resto, il cambio al vertice ipotizzato (i figli al posto dei padri) non cambierebbe gli umori della piazza disposta «ad andare in Eccellenza» pur di non avere «questa presidenza». Anche il bacino elettorale, con questi chiari di luna, si va assottigliando sempre più. In altre città hanno consegnato il club nelle mani del sindaco, il quale ha poi provveduto a trovare acquirenti. In questo caso, basterebbe decidere di non guardare il colore dei soldi. Nessuno, peraltro, è disposto a scucirne troppi. Anche se i termini dell'accordo potrebbero cambiare potendo contare su un diritto di prelazione sull'acquisto dell'immobile (lo stadio) e ritenendo di poter rientrare nel futuro sviluppo dell'area.
G. Flavio Campanella

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