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Calcio / Serie A - Lazio e Fiorentina guardano all'Europa

I biancocelesti battono la Samp con gol di Rocchi, la Fiorentina tracima (5-1 al Torino). Anche l'Empoli (1-0 a Udine) vola. In caduta secca il Palermo, sconfitto nel derby con il Messina. Vince il Cagliari contro l'Atalanta. Gol ed emozioni in Parma-Reggina 2-2. Finisce in parità anche Catania-Siena (1-1)
MILANO - Mentre la lotta per il terzo posto ha fatto registrare un passo importante (in negativo) per il Palermo che, con una partita in più, ha rimesso in gioco il terzo posto (Lazio, Empoli e Milan sono a pochi punti) Giorgio Tosatti ci avrebbe ricordato, numeri alla mano, che nei campionati a 20 squadre il maggior vantaggio sulla seconda è stato di 16 punti (Torino 1947-48 sul Milan). Ora l'Inter ne ha proprio sedici sulla Roma, ma il campionato non è finito. Il calcio italiano nel prossimo turno di Champions avrà si, l'opportunità di piazzare tre squadre fra le prime otto d'Europa (era successo nel 2002-03, con Milan Juventus e Inter), ma teme anche di perdere qualche pezzo.
In effetti l'Inter sembra la squadra più in palla, ma deve vincere a Valencia, e non sarà facile; Mancini a Livorno ha schierato una squadra molto simile a quella che farà giocare in Spagna e i nerazzurri, grazie alle prodezze di Ibrahimovic e Cruz, hanno vinto colpendo anche due pali. Ma il Valencia ci sembra più forte del Livorno (una vittoria in 14 partite) e lo ha dimostrato nel finale di San Siro. Nell'Inter si sentiranno le defezioni di centrocampo (specie Vieira). Il Milan sembra in progresso con Ronaldo (assente contro il Celtic), ma dovrà battere gli scozzesi, che ha già tenuti a bada all'andata. Epperò i rossoneri fanno fatica a segnare, senza Ronaldo. (Inoltre certe paperone come quelle della difesa rossonera (Dida e Bonera sul gol del Chievo) fanno meditare. Dice Berlusconi (che fa bene a tener su il morale della truppa) che il Milan non è da rifondare. Secondo noi, bisogna però ritoccare tutti i reparti, come ha fatto notare l'arguto Sacchi, secondo cui la coperta rossonera è sempre corta: manca equilibrio fra i reparti.
A una Roma non al top moralmente (fuori casa in campionato non vince da Natale: non l'ha fatto manco ad Ascoli), basterà un pareggio con gol, sul campo del fortissimo Lione. La squadra di Spalletti ha forse bisogno di stimoli forti (leggi grandi avversari) per giocar bene e soprattutto vincere ? Parrebbe di si, visto che ha ha perso molti punti con le ultime in classifica: 4 con l'Ascoli, 2 col Messina (una partita), 3 con la Reggina, 4 con Chievo. Sommateli: fanno 13 punti e, visto che lo scontro con l'Inter si deve ancora giocare, se i giallorossi non avessero dissipato, forse sarebbero ancora in grado di operare l'aggancio.
Il Palermo (7 punti in 8 partite, ma parecchi episodi contestati) ha perso fra le polemiche il derby di Messina dove Riganò, rientrato, ha fatto una doppietta. La Lazio (migliore difesa) ha battuto non facilmente la Samp ed è ormai a due punti dal terzo posto. Rocchi (12 gol) ha continuato a segnare. L'Empoli ha vinto a Udine e per adesso è l'ospite più indesiderato del gruppo che lotta per la Champions, insieme con il già citato Milan. Chissà se ce la farà la Fiorentina, a entrare nel gruppo: Toni (doppietta: ora è a un gol da Totti) l'ha guidata a schiantare il Torino.
I miracoli di De Biasi sono finiti presto. L'Atalanta non vince da sei partite. Adesso ha perso sul campo del Cagliari, che s'è ripreso. Il Catania (sette turni senza vittorie) stavolta sul neutro di Rimini è stato fermato da un Siena che ha pareggiato 13 volte. In coda il passo più importante l'ha fatto il Messina, mentre fra Parma e Reggina (Bianchi 14 gol) è finita 2-2 con rigori sbagliati, ritirati, segnati. Il giovane G.Rossi ha mostrato personalità nel batterne tre, la Reggina ha palesato sopportazione, visto che in tre partite ne ha subiti quattro.
La scomparsa di Benito Lorenzi, agguerrito protagonista dei derby milanesi d'altri tempi, ci fa ricordare che la stracittadina è alle porte. Ai suoi tempi i giocatori sentivano la partita perchè vivevano fra la gente, a Milano. Ora abitano nei villoni sui laghi, a due passi della Svizzera, dove passano a fare i conti in banca.
Franco Zuccalà

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