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Martedì 26 Settembre 2017 | 21:55

Bari, nuovo corso col ritorno al 4-3-3 Ora sotto col Vicenza Torna  bomber-Caputo

di ANTONELLO RAIMONDO
BARI - Senza dimenticare che si vince con i calciatori bravi più che con questo o quel sistema di gioco, il modulo può, però, aiutare il gruppo a tirare fuori il meglio. E da questo punto di vista è indubbio come il 4-3-3 fosse l’abito più adatto al Bari. L’idea di calcio più vicina al tipo di rosa e dei singoli interpreti. La controprova, dopo il successo contro il Livorno, arriva subito: domani sera trasferta a Vicenza con calcio d'inizio alle ore 20,30 (nella foto, il tecnico Mangia)
Bari, nuovo corso col ritorno al 4-3-3 Ora sotto col Vicenza Torna  bomber-Caputo
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Da un lato la vittoria, dall’altra le difficoltà. In mezzo, la piccola svolta firmata Devis Mangia. Erano in pochi gli addetti ai lavori pronti a giurare sul fatto che l’allenatore avrebbe rinnegato il 4-4-2, autentico marchio di fabbrica di un «sacchiano» convinto, dopo appena tre giornate di campionato. Un segnale di saggezza prim’ancora che di elasticità mentale. Evidentemente senza dimenticare che si vince con i calciatori bravi più che con questo o quel sistema di gioco.Il sistema di gioco può, però, aiutare il gruppo a tirare fuori il meglio. A valorizzare certe caratteristiche. A dare più logica all’impostazione tattica. E da questo punto di vista è indubbio come il 4-3-3 fosse l’abito più adatto al Bari. L’idea di calcio più vicina al tipo di rosa e dei singoli interpreti. D’altronde parliamo di un progetto avviato tre anni fa da Vincenzo Torrente e Guido Angelozzi e proseguito, seppur con qualche discutibile «pausa», dal duo Alberti-Zavettieri.

Non è un mistero che gran parte delle fortune di una squadra dipendano dal «peso» del centrocampo. Il reparto cjhe garantisce copertura ed equilibrio alla fase difensiva e quello che può esaltare le potenzialità degli attaccanti. Nel 4-3-3 giocano un ruolo fondamentale, a volte decisivo, le mezze ali. E il Bari ne ha due che in serie B hanno pochissimo rivali: parliamo di Defendi e Sciaudone. Gente duttile, ci mancherebbe. E quindi in grado di giocare a «4» e anche, magari, in posizione più defilata. Quando possono fare gli incursori, però, sanno essere devastanti. A maggior ragione quando possono permetersi il lusso di interagire con personaggi dello spessore di Donati e Romizi. Il primo già calato nel ruolo di leader, l’altro un po’ ai margini ma mediano di assoluta affidabilità.

Certo, col 4-3-3 cambia inevitabilmente qualcosa in attacco. «In ogni modulo c’è sempre qualcuno che deve adattarsi», il chiarissimo messaggio di Mangia. Toccherà a Peppe De Luca (ieri ha accusato un rialzo febbrile), tanto per fare nomi e cognomi, sacrificarsi sull’altare degli equilibri di squadra. L’attaccante arrivato dall’Atalanta è la perfetta seconda punta nel 4-4-2 ma potrebbe incontrare qualche difficoltà nel tridente. Sulla fascia serve «gamba» e resistenza. E agli esterni gli allenatori chiedono anche qualità negli ultimi venti metri. Magari pure con qualche golletto.

Occhio ragazzi, però. Mai come in questo momento sarabbe un errore ragionare in modo diverso dal «noi». Conta la squadra, non l’esigenza del singolo. La differenza sta nello spirito, nella mentalità, nella personalità. «Testa bassa e pedalare», la ricetta di un Mangia che ha preso i tre punti ma che sa fin troppo bene come la quadratura del cerchio sia ancora troppo in là. Ma a settembre, lo ripeteremo fino alla noia, sarebbe una follia farne venir fuori un «caso».

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