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Martedì 24 Ottobre 2017 | 09:44

Pallavolo - Taranto eliminato in Coppa Italia da Treviso

Finisce in semifinale la favola della Prisma, capace di battere Cuneo nei quarti. La squadra di Di Pinto cede 3-0 alla Sisley, superiore in tutti in fondamentali, che giocherà la finalissima contro Roma (3-1 a Latina) domenica 4 marzo alle ore 18. Granvorka sotto gli standard abituali
SISLEY TREVISO-PRISMA TARANTO 3-0

TREVISO: Horstink ne, Novotny ne, Fei 16, Vermiglio ne, Papi 8, Farina (L), Kral 1, Ahmed 5, Gustavo 10, Tencati 1, Cisolla 11. All. Daniele Bagnoli.
TARANTO: Vicini (L), Ricciardello ne, De Palma 2, Valdir 2, Patriarca 4, Castellano 2, Vulin 7, Felizardo 8, Granvorka 7, Eden, Anderson 7. All. Vincenzo Di Pinto.
ARBITRI: Saltalippi di Perugia, Achille di Roma.
NOTE: parziali 25-22, 25-15, 25-20. Durata set: 26', 21', 25' per un totale di un ora e 12 minuti. Treviso: attacco 55%, muri vincenti 12, ace 9, battute sbagliate 11, ricezione positiva 65% (perfetta 43%). Taranto: attacco 40%, muri vincenti 6, ace 2, battute sbagliate 12, ricezione positiva 49% (perfetta 27%). Spettatori 8500.

MILANO - Che squadra Treviso! Taranto stavolta non può sfruttare (come contro Cuneo) il livello di gioco (basso rispetto alle potenzialità) degli avversari. La Sisley tiene alto il tasso tecnico-tattico, modulandolo a seconda dei frangenti, comunque sempre in linea con quel che serve per controllare l'incontro di semifinale di Coppa Italia (3-0 il risultato finale). La corazzata allenata da Bagnoli (in strepitosa forma, come dimostrano anche le recenti esibizioni in campionato e in Champions League) ha individualità (i nazionali italiani Cisolla, Fei, Papi e Tencati, per non parlare di Gustavo, campione del mondo in carica con il Brasile) che diventano inarrestabili se plasmate nel gruppo. La qualità in tutti i fondamentali sbaraglia la Prisma, stavolta incapace di superare l'emergenza, anche perché Granvorka è limitato dalla marcatura ferrea degli avversari. Sebbene la finalissima in programma domenica 4 alle ore 18 vedrà protagonista la squadra veneta (contro Roma, che ha superato Latina 3-1 nell'altra semifinale), gli ionici possono ritenersi soddisfatti (erano alla prima partecipazione in Coppa Italia e hanno eliminato la capolista di A1). Ritrovando la piena efficienza degli uomini migliori, non è escluso che il club di Bongiovanni possa ripetersi nei playoff del campionato, peraltro ancora da conquistare (è consentito toccare ferro).

LA PARTITA

LA DIFFERENZA C'E', MA INIZIALMENTE NON SI VEDE - La differenza c'è ma in principio non si vede. Non fosse per una distrazione (pensando a un punto acquisito) e un'invasione di Vulin (mura ma tocca la rete), Taranto partirebbe con un punteggio migliore del 6-3 che si materializza in avvio. Passa soltanto Fei, mentre De Palma si permette di murare Cisolla e di segnare il punto che porta al primo timeout tecnico (8-6). Sempre dei campioni d'Europa in carica si tratta, ma la Prisma se la gioca alla pari, anche perché è buono l'approccio di Granvorka, di Castellano (sembra meno falloso rispetto alla gara contro Cuneo) e di Felizardo. Si va sul 9-6, poi sul 10-7, anche se un'imperfezione in palleggio di De Palma (la battuta di Ahmed, sostituto dell'infortunato Vermiglio, è un bolide che fa traballare la ricezione) permette alla Sisley di riportarsi sotto (10-9). Quando poi Tencati piazza due muri, non basta un primo tempo di Vulin per evitare il riequilibrio (12-12).

SI SVEGLIA PAPI, CHIUDE CISOLLA - L'atteggiamento, però, è quello giusto per tentare di incrinare le certezze altrui. I tarantini si avventano su ogni palla, difendono anche l'inverosimile. Treviso resta attaccato grazie al muro e a Fei (15-15). Quando però si sveglia Papi arriva il sorpasso Sisley (15-16), che piazza un parziale di 5-1 e va sul 15-17. Serve l'aiuto di Granvorka, puntuale quando porta Taranto sul 18-19. Successivamente, però, il francese manda fuori un diagonale e favorisce un solco (18-21). Pungolato Cisolla (suo il 19-22), a Taranto serve forzare il servizio. E' ancora una volta Granvorka a ridare le speranze (ace del 21-22), che si moltiplicano dopo l'errore di Fei (22-22). Occasione sprecata perché in dirittura d'arrivo (e con Anderson in campo) una ricezione imperfetta permette a Treviso di rigiocare e di andare a portata di set. Cisolla (autore del 22-24) chiude con un muro (a tre) su Granvorka: 22-25.

ANDERSON IN CAMPO, TARANTO CI PROVA - Taranto si affida anche ad Anderson (sempre come martello, Castellano resta in panchina) per cercare di ridurre il gap. Solo che la Sisley ha risorse infinite. Ecco perché urge il contributo del gruppo. Vulin mura (5-6), ma Tencati è davvero invalicabile (5-7). Al punto da determinare in Taranto anche un calo di tensione da scoramento (5-8), che Fei accresce fermando anche Anderson (6-10). Quando anche Felizardo non passa (6-12), si capisce che il parziale durerà poco. Di Pinto richiama Granvorka e manda in campo Valdir, ma la tendenza non cambia (anzi, si va sull'8-14). Trovare un varco diventa difficile, scorgere una lacuna in Treviso diventa impossibile. Un recupero fuori dal campo e un anticipo di Gustavo su Vulin su una palla vagante dimostrano che Treviso è oltretutto reattiva, mentre Taranto perde smalto e concentrazione (10-16). Bagnoli si concede il lusso di togliere Tencati (entra Kral). Per Di Pinto, invece, è una necessità tentare di smuovere le acque riproponendo Castellano e spolverando Eden. Ma il secondo set fila via velocemente. Una botta di Fei lo archivia: 25-15.

TARANTO PRESENTA IL SESTETTO BASE - La Prisma può giocarsi un'altra possibilità e torna a schierare la formazione base (con Anderson opposto e Granvorka schiacciatore). L'approccio fa ben sperare (le stelle degli ionici portano Taranto sul 2-0, Patriarca mette a segno il 4-2, Vulin il 5-3). Ma il colpo di martello di Fei, che colpisce in faccia Vicini (è il 5-4) fa supporre che i giganti stiano per tornare. Anche Ahmed (il regista) fa più del dovuto (ma è nelle sue corde): mette due ace (5-6) e riporta Treviso davanti. Granvorka non trova continuità, Anderson tiene soltanto a galla i pugliesi. Se però si ferma Tencati, c'è Gustavo; se ha una pausa Papi, c'è Cisolla, senza considerare Fei (e Ahmed che li rifornisce). Taranto si sforza di non perdere contatto (10-10), ma non può nulla. Si va sul 10-13 dopo una battuta vincente di Cisolla. La Sisley concede l'impressione di essere in partita. In realtà, ha assoluta padronanza di sé. Patriarca sbaglia la misura dell'attacco e davvero la fine appare segnata (11-15). Anzi, sembra inevitabile quando Gustavo batte e Anderson non riesce ad evitare l'impatto con la palla che sta per uscire (11-16).

REAZIONE D'ORGOGLIO, LA PRISMA ESCE CON ONORE - Taranto è una squadra che ha cuore. Per questo non molla, portandosi sul 14-16. Non appena è necessario, però, Treviso cambia gioco trovando alternative con estrema facilità (pipe di Cisolla per il 15-18). Se proprio non accelera, la Sisley comunque pressa e mantiene l'andatura (16-19, 17-20, 18-21). Insomma, non è in discussione l'esito del set (e quindi del match). Si nota in modo abbastanza evidente che Taranto non ci crede (non riesce a crederci) fino in fondo. L'ultimo ad ammainare la bandiera è Felizardo (muro del 19-21). Il distacco non aumenta, ma non diminuisce. Poi, Fei si assume l'onere di tirare la volata (non sbaglia quasi nulla: 23-20), mentre Gustavo taglia il traguardo dalla linea di fondo: due ace interrompono la favola di Taranto (25-20). Finisce 3-0, un punteggio netto, spiegato anche dalle cifre, tutte a favore della Sisley: 56 punti vincenti contro i 39 della Prisma, nove in battuta contro due e dodici muri contro sei, cui si aggiungono bassissime percentuali di Taranto in ricezione (positiva 49 per cento, perfetta 27 per cento) e in attacco (efficienza 32 per cento, 40 per cento di attacchi vincenti). Treviso (il trofeo difficilmente sfuggirà) si impone in tutti i fondamentali.

G. Flavio Campanella

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