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Pallavolo - Taranto fa l'impresa. Ora Treviso o Modena

La squadra ionica, alla prima partecipazione nella Final Eight di Coppa Italia, batte 3-1 Cuneo nei quarti. Costretta sempre a rincorrere, la Prisma rimonta e vince tre dei quattro set. Granvorka, Patriarca e Felizardo sugli scudi. L'appuntamento con la storia si rinnova: sabato semifinale a Milano
Prisma TarantoCUNEO-TARANTO 1-3

CUNEO: Wijsmans 23, Coscione 3, Rigoni, Lasko 22, Omrcen 12, Vergnaghi (L), Giba 12, Rabezzana ne, Curti, Abbadi, Riad 5, Oro. All. Silvano Prandi.
TARANTO: Vicini (L), Ricciardello ne, De Palma 2, Valdir 1, Patriarca 12, Castellano 3, Vulin 7, Felizardo 13, Granvorka 26, Eden ne, Anderson 10. All. Vincenzo Di Pinto.
ARBITRI: Sobrero di Savona, Padoan di Venezia.
NOTE: parziali 25-21, 26-28, 30-32, 26-28. Durata set: 22', 31', 37', 31' per un totale di due ore e 1 minuto. Cuneo: attacco 44%, muri vincenti 13, ace 3, battute sbagliate 22, ricezione positiva 84% (perfetta 61%). Taranto: attacco 46%, muri vincenti 16, ace 2, battute sbagliate 19, ricezione positiva 74% (perfetta 45%).

BASSANO DEL GRAPPA (VICENZA) - L'appuntamento con la storia ha il profumo inebriante dell'impresa. La Prisma Taranto, alla prima partecipazione nella Final Eight di Coppa Italia e mai vittoriosa (in assoluto) contro Cuneo, si aggiudica a Bassano del Grappa il quarto di finale (3-1) della competizione, qualificandosi per la semifinale che si svolgerà sabato a Milano (affronterà Treviso o Modena, in campo giovedì). Per battere la capolista della serie A1 (che potrebbe tornare a incrociare i pugliesi nei playoff scudetto, almeno sperano sullo Jonio), la Prisma sfodera una prestazione di gran carattere. Ribalta il pronostico perché, nonostante le defezioni (Nuti) e le imperfette condizioni di Anderson, mette il cuore oltre la rete quando tecnica e tattica non la sorreggono, sfruttando alla perfezione i momenti di pausa degli avversari, sempre avanti e sempre ripresi nei tre set successivi al primo. Incamerato l'1-0, Cuneo forse ha la convinzione di poter arrivare fino in fondo senza particolari apprensioni. Invece, i tarantini mettono sul campo la forza del gruppo e l'esperienza dei fuoriclasse riuscendo a giocare meglio le fasi decisive di set combattutissimi, come dimostrano i punteggi finali dei tre parziali conquistati da Taranto. Perso 21-25 il primo, Granvorka (il migliore, poi Patriarca e Felizardo) e compagni s'impongono 28-26, 32-30 e 28-26.

LA PARTITA

VICINI AL RIENTRO, DI NUOVO IN CAMPO DE PALMA - Taranto affronta la sfida… impossibile con il peso dell'emergenza, peraltro rivelatasi in campionato una spinta ulteriore. Confermato il palleggiatore De Palma (in luogo di Nuti, rimasto a casa con la varicella), Vicini può tornare a fare il libero. Anderson, dal canto, suo, c'è (nonostante sia menomato da un infortunio alla spalla), ma centellinarne l'impiego è nelle intenzioni del tecnico Di Pinto. Cosicché la Prisma parte con De Palma regista, Granvorka opposto, Felizardo e Vulin centrali, Castellano e Patriarca schiacciatori. La corazzata Cuneo si presenta invece al gran completo: il regista Coscione in diagonale con l'opposto Lasko, Omrcen e Riad centrali, mentre le bande sono di competenza di Wijsmans e Giba.

SFIDA AI DETENTORI, TARANTO PARTE ALLA PARI - Cuneo guarda tutti dall'alto (anche se in questo periodo è Treviso la squadra più in forma) ed è detentrice del trofeo, ma Taranto parte senza complessi di inferiorità. In una gara secca, del resto, le partenze false possono essere irrimediabili. Un paio di errori in avvio (Vulin è da redarguire, Lasko sbaglia la battuta), poi la contesa si eleva. Taranto difende bene (su Lasko e Giba) e contrattacca (subito tre punti di Granvorka), tanto che si porta sul 5-3. Ma la risposta di Cuneo è immediata, grazie (nientedimeno) a Coscione (prima mette una palla vagante, poi mura su Castellano). Si va sul 6-9. L'andamento è alterno, visto che gli ionici hanno l'abilità di riportarsi subito in parità. Granvorka, del resto, continua a macinare punti (ha all'attivo anche un muro-punto): è 11-11.

GRANVORKA HA SPALLE LARGHE, MA NON BASTA - Per tenere a contatto Cuneo, però, è necessario essere perlomeno continui, mentre Castellano non sempre lo è (Giba lo respinge ed è 13-16). De Palma (sempre a muro) riporta sotto i suoi (15-16), ma ci pensa ancora Giba (e qualche sbavatura di Taranto) a raggiungere il massimo vantaggio: 16-20. E' lo strappo decisivo, anche perché il quarto errore su battuta (stavolta è di Felizardo) impedisce il riavvicinamento. Granvorka si carica la responsabilità quasi da solo (19-22), ma non basta (Coscione, al contrario di De Palma, cerca e trova anche i centrali). Quando Wijsmans spegne un attacco del francese (19-24), il set è praticamente chiuso. Dopo i primi due punti di Castellano (intanto entra Anderson, che tornerà in panchina nel secondo parziale), si chiude 21-25.

ANDERSON VA IN SOCCORSO, PRIMO RISVEGLIO - Il livello deve alzarsi per pensare di mettere in difficoltà Cuneo. La battuta, ad esempio, deve essere più incisiva. Ma non solo. Serve variare il gioco e maggiore velocità. Al contrario, va a farsi benedire anche la precisione. Cosicché Cuneo si porta in men che non si dica sul 5-1 (sbagliano Patriarca e Granvorka). Purtroppo, il tentativo di utilizzare con maggiore frequenza le bande appare inutile. Anche Castellano non passa. Cuneo, insomma, vola e va sull'8-3. Urge il contributo di Anderson, il quale torna sul parquet (esce Castellano) senza riuscire subito ad incidere (murato anche lui: 4-10). Qualcosa si muove intensificando i primi tempi. Approfittando, tra l'altro, di un calo di tensione di Cuneo, la Prisma piazza tre punti di fila (Felizardo ne firma due):da 5-11 a 8-11.

SBAGLIA ANCHE DI PINTO, MA CUNEO DI PIU' - Non è finita, perché Granvorka rimette la marcia più alta e, con l'aiuto di Patriarca e di Anderson (ma anche di Lasko, al primo errore) porta la squadra sul 13-13 (parziale di 8-2). E' Cuneo, però, che è sopito. Se ne accorge Giba. Il brasiliano si desta e mette le distanze (13-16), che rimarranno per un po' (14-17, 16-19). Del resto, a Cuneo sembrano bastare un servizio pungente e un muro redditizio. L'attacco diventa quasi un complemento. Inoltre, come non bastasse, sul 17-19 Di Pinto richiama De Palma per alzare il muro con Valdir Sequeira senza accorgersi di avere troppi stranieri in campo: ammonizione e punto del 17-20 per gli altri. La Prisma non si sfalda (19-20, 23-24), sebbene l'ultimo treno per raddrizzare il set sembra perso (tra l'altro si sveglia Wijsmans con tre punti consecutivi). Invece, Riad manda fuori addirittura due primi tempi (Prandi s'infuria), rimettendo in piena corsa Taranto (che va prima sul 24-24, poi sul 25-24). Si va avanti fino al mani e fuori di Patriarca (non sarà l'unica volta). Taranto ringrazia (Cuneo deve fare mea culpa) e chiude 28-26.

LOTTA CONTINUA (ERRORI COMPRESI) - Nel terzo set, Di Pinto non cambia formazione. Ciò significa che Anderson (fuori Castellano) resta nel sestetto (sempre da attaccante con Granvorka opposto). Basta per mantenersi a stretto contatto con Cuneo (la fase presenta buone giocate miste a errori gratuiti, anche in battuta), sebbene un primo tempo fuori misura di Vulin porti gli avversari al time out tecnico avanti di un punto. Taranto ci crede. La dimostrazione arriva al ritorno in campo. Si lotta, lo scambio è lungo, ma è Anderson a sbrogliare la matassa (8-8). Il brasiliano comincia a carburare. Peccato che un paio di falli di invasione consentano a Cuneo di fare il break, che Giba (muro e attacco vincente) rifinisce (10-14). Mai, però, pensare che la Prisma sia morta, soprattutto se Riad è ancora in vena di regali.

FELIZARDO METTE LA PRIMA FIRMA - Metteteci un paio di muri di Felizardo e il pareggio (14-14) è cosa fatta. Difficile che Taranto possa fare l'andatura (mai successo, infatti). Più facile che debba recuperare. Ad esempio, dal 15-17. Detto e fatto. Sbaglia Omrcen ed è 18-18. A questo punto, ci vorrebbe un inedito. Appunto, mettere qualche punto consecutivo e andarsene di filato verso la conquista del set. Non accade. Anzi, come al solito, succede il contrario (che sfortuna, però, per un tocco con la gamba di Granvorka che consegna a Cuneo il 21-19). Lasko e soci allungano, Taranto rientra 21-21. Quando Giba sbaglia, Felizardo tocca la rete e il punto va a Cuneo (21-22). La lotta si fa serrata (22-22). Felizardo pareggia ancora (23-23). Può essere il momento decisivo del quarto di finale. Si capisce anche dagli spalti, da dove il presidente Bongiovanni tifa come un forsennato (poi esulterà).

IL GIOCO SI FA DURO, LA PRISMA HA CARATTERE - Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. Giba estrae un colpo da maestro (23-24), Patriarca (modestamente) lo emula (24-24). Poi è la volta di Wijsmans (24-25). Mentre Riad spreca come al solito (su battuta): 25-25. Vulin cambia l'inerzia (26-25), ma Lasko prima tiene a galla Cuneo (26-26) e poi piazza un ace (26-27). La successiva battuta esce di un niente (27-27), mentre Valdir entra, cannoneggia (28-27), sbaglia il successivo servizio (28-28) ed esce. A decidere potrebbe essere una svista arbitrale (Granvorka la mette dentro, invece è chiamata fuori), invece si procede (29-29). Felizardo (ecco il momento) è decisivo: con due muri (uno stratosferico) prima salva Taranto (30-30), poi (dopo un errore di Riad, ma anche in questo caso la palla è in campo) la trascina sul 32-30.

TARANTO RIPARTE MALE, COME SEMPRE… - Il rischio di un calo (dopo la tensione) esiste. In effetti, Taranto parte male (come sempre…). Cuneo va sul 3-0, poi sul 4-1, quindi sul 6-2 e sul 7-3 (nonostante un muro di Anderson su Lasko). La Prisma evidentemente ha bisogno di soffrire per sentire il match. Anche stavolta passa dal possibile crollo al progetto di rimonta (5-7), per il quale Patriarca (7-8), Granvorka (8-9) e Vulin (9-10) hanno intenzione dare il loro contributo. Wijsmans non è d'accordo. Porta Cuneo avanti 12-9 (ace) e poi 13-10. Giba è malinconicamente in panchina, ma Abbadi lo fa rimpiangere (viene murato). Lasko, invece, mette il turbo (è il miglior realizzatore insieme con Wijsmans). Tutto ciò non è comunque sufficiente per scrollarsi di dosso Taranto. Vulin piazza le palle del 14-15 e del 15-16, mentre è Granvorka a riportare il perfetto equilibrio (16-16).

L'IMPRESA E' VICINA, PATRIARCA METTE IL SIGILLO - Gli ionici sanno di essere vicini alla grande impresa (intanto Castellano rileva Anderson, sofferente alla spalla). Quando Wijsmans sbaglia (18-17 per Taranto), Prandi comincia a temere e rimanda dentro Giba. Il ventesimo errore in battuta di Cuneo (Wijsmans) vale il 19-18. Poi, arriverà il ventunesimo (Omrcen). La corazzata sta per perdere la rotta, anche se Lasko fa di tutto per mandarla nella direzione giusta. Si sbaglia meno perché c'è massima attenzione (da parte di Giba e di Patriarca). Fanno eccezione Felizardo, che forza (e sbaglia) al servizio (22-22), e Riad (che lo emula). Granvorka si guadagna il match point (24-23) e Taranto città ferma il fiato. Lasko ricaccia due volte l'urlo di gioia in gola (24-24 e 25-25). Ma il francese non ci sta. Si guadagna con un attacco il servizio (26-25) e va in battuta per chiudere. Non ci riesce (26-26), ma l'ennesimo muro (l'ottavo) di Felizardo riporta la Prisma a un passo dalla gloria (27-26). Patriarca (un nome, una garanzia) si traveste per l'occasione da capo famiglia e mette il punto del 28-26. Esplode la gioia. La storia continua.

G. Flavio Campanella

Questo il quadro dei quarti di finale di Tim Cup di A1 di volley

Bre Banca Lannutti Cuneo-Prisma Taranto 1-3 (25-21, 26-28, 30-32, 26-28)
Copra Berni Piacenza-Maggiora Latina 0-3 (21-25, 16-25, 23-25)

GIOVEDI' 1 MARZO

M. Roma Volley-Acqua Paradiso Gabeca Montichiari ore 18, diretta Sky Sport Extra Sisley

A seguire

Treviso-Cimone Modena diretta Sky Sport Extra

SABATO 3 MARZO (semifinali)

Taranto-vicente Treviso-Modena
latina-vincente Roma-Montichiari

DOMENICA 4 MARZO FINALISSIMA

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