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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 19:10

Primo Daspo di gruppo per 52 tifosi baresi Il legale: è illegittimo Paparesta: È da modificare

di GIOVANNI LONGO
BARI - Il primo «Daspo di gruppo» applicato in Italia «sarà impugnato nelle opportune sedi giudiziarie» perché «le responsabilità sono individuali e non possono essere collettive». Il giorno dopo il divieto di assistere a manifestazioni sportive inflitto dal Questore di Frosinone nei confronti di 52 tifosi biancorossi il tema si sposta sulla concreta applicazione della nuova norma voluta dal ministro Alfano
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Primo Daspo di gruppo per 52 tifosi baresi Il legale: è illegittimo Paparesta: È da modificare
GIOVANNI LONGO
BARI - Il primo «Daspo di gruppo» applicato in Italia «sarà impugnato nelle opportune sedi giudiziarie» perché «le responsabilità sono individuali e non possono essere collettive». Il giorno dopo il divieto di assistere a manifestazioni sportive inflitto dal Questore di Frosinone nei confronti di 52 tifosi biancorossi che si trovavano a bordo dell’ultimo dei cinque pullman diretti a Bari (con il rischio, per qualcuno di loro, anche di una denuncia penale) il tema si sposta sulla concreta applicazione della estensione della norma voluta dal ministro Alfano.

L’avvocato Luca Maggi, esperto nei reati da stadio, ha incontrato ieri molti di quei 52 sostenitori. «Mi hanno raccontato una versione completamente diversa rispetto a quella che è stata ricostruita». Gli incidenti, ma questa certo non può essere una esimente, si sarebbero verificati al termine di tensioni e provocazioni maturate prima che il convoglio raggiungesse il casello autostradale. Con i tifosi ciociari pronti a colpire con lanci di pietre i baresi da un cavalcavia, appostati su una strada complanare e poi fuggiti quando sono arrivati i rinforzi della Polizia. «I miei assistiti sono giunti sul posto quando c’erano già stati disordini e danneggiamenti. Non c’entrano nulla».

Alcuni ultras baresi - questa è invece la ricostruzione della Questura di Frosinone - avrebbero scavalcato e raggiunto una strada adiacente l’A1, prendendo di mira una vettura con due sostenitori locali: avrebbero rotto un vetro e gettato un fumogeno all’interno. Per spegnerlo, temendo l’incendio della macchina già piena di fumo, il conducente si è procurato delle ferite, mentre il figlio è stato aggredito. Sull’A1 si sono vissuti momenti di panico, anche per le compromesse condizioni di sicurezza della viabilità. Sul campo di battaglia si sono registrati danni alle reti di protezione dell’autostrada, con conseguente blocco della circolazione e disagi per gli automobilisti diretti verso Napoli. Un poliziotto è rimasto ferito.

Essendo - come noto - la responsabilità penale personale, Daspo di gruppo a parte, è in corso l’identificazione tra chi tra gli occupanti l’ultimo pullman avrebbe commesso quei reati. Per tutti, intanto, è scattato il divieto per tre anni di assistere a manifestazioni sportive. Tra loro alcuni appartenenti al tifo organizzato, qualcuno noto alle forze dell’ordine, ma anche studenti universitari, impiegati, persone anziane, gente perbene, solo appassionati del Bari. In tanti sono rimasti a bordo, non hanno fatto nulla, eppure, in base alla nuova norma, si sono visti notificare il Daspo. Per qualcuno scatterà la denuncia penale per interruzione di pubblico servizio, danneggiamento aggravato della recinzione autostradale, lancio pericoloso di oggetti e lesioni a pubblico ufficiale.

«Non più tardi di nove mesi - commenta l’avvocato Maggi - a Varsavia furono arrestate decine di tifosi della Lazio colpevoli solo di passeggiare per le strade della capitale polacca e accusati di condotte che non avevano consumato. Allora la classe politica si mobilitò per la loro liberazione immediata e gridò allo scandalo per la evidente lesione dei diritti e garanzie di quei tifosi. Constato che oggi la stessa classe politica ha partorito il decreto Alfano che attribuisce alla polizia italiana gli stessi poteri della polizia polacca».

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