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Domenica 22 Ottobre 2017 | 14:04

Calcio / Serie B - Brescia e Bari a reti inviolate

In trasferta i biancorossi hanno pareggiato 0-0 al "Rigamonti", a porte chiuse perché la struttura rientra fra quelle dichiarate dal decreto anti-violenze non dotato di strutture di sicurezza • Tutti i risultati della 2ª giornata di ritorno • La classifica • La classifica cannonieri • Le partite del prossimo turno
BRESCIA-BARI 0-0

• BRESCIA (4-3-2-1): Viviano, Santacroce, Mareco, Zoboli, Dallamano, Hamsik (34' st Cerci), Piangerelli (43' st Serafini), Lima, Mannini, Possanzini, Roussel (16' st Del Nero). (31 Ambrosio, 5 Jadid, 6 Cortellini, 33 De Maio). All: Somma.
• BARI (4-2-3-1): Gillet, Milani (25' st Belmonte), Pianu, Gervasoni, Micolucci, Sgrigna (19' st Tabbiani), Fusani (42' st Carozza), Carrus, Bellavista, Scaglia, Santoruvo. (23 Aldegani, 15 Di Vicino, 18 Ganci, 31 Vignaroli). All: Maran.
• Arbitro: Pantana di Macerata
• Angoli: 4-2 per il Brescia
• Recupero: 1' e 3'
• Ammoniti: Gervasoni e Bellavista per gioco falloso. Gara giocata a porte chiuse.
pallone da calcio in stadio vuoto BRESCIA - Il colpo d'occhio è desolante (il Rigamonti è tra gli stadi inadeguati rispetto al decreto legge approvato dal Governo), il minuto di silenzio (per ricordare la morte del poliziotto Filippo Raciti) è assordante anche se non ci sono applausi. I tifosi sono estranei all'evento (c'è la televisione, per chi ne ha la possibilità). Le porte possono aprirsi soltanto nel rettangolo di gioco, ma sembra quasi che tutti (portieri compresi, ovviamente) vogliano mantenere chiuse pure quelle (infatti, finisce 0-0). A centrare lo specchio, da parte biancorossa, dovrebbe essere Santoruvo, con l'appoggio di Sgrigna (a destra) e Scaglia (a sinistra). Ma la chiave è consegnata a Carrus, che, tra alti e bassi, si muove a tutto campo: va a prendersi palla davanti alla difesa, si fa trovare nella zona nevralgica, propone assist, prova il tiro (14'), avendo cura di mantenere i sincronismi con gli altri due centrocampisti (Fusani e Bellavista), in modo da non sguarnire la linea mediana.

BARI ORDINATO, VANTAGGIO SFIORATO - Il Bari parte con ordine, costringe i padroni di casa a indietreggiare (il tecnico dei lombardi si sbraccia perché vorrebbe maggiore aggressività), le ripartenze si sviluppano con una velocità che è sufficiente a creare occasioni da gol. La prima arriva al 10': Santoruvo calcia dal limite dell'area, un rimpallo favorisce l'inserimento di Micolucci, ma il pallonetto è fuori misura. La seconda giunge dopo la risposta del Brescia (su punizione di Hamsik, Santacroce arriva in ritardo e manca il tap-in): al 16' Milani si sgancia dalle retrovie, va al cross e trova Sgrigna tutto solo davanti a Viviano. Il piatto destro è troppo centrale, tanto da permettere al portiere di parare d'istinto. La terza si materializza al 31': stavolta è Scaglia a trovare Sgrigna in profondità, ma l'esito è pressoché identico perché il destro è intercettato dal numero uno del Brescia.

PRECEDENTI DIMENTICATI, IL GRUPPO È MATURO - Visto il primo tempo, la inguardabile prestazione contro il Verona è lontana. Nonostante la striscia negativa (il Bari non vince dal derby di Lecce del 16 dicembre, dopo il quale ha colto quattro punti in sei gare, impegno odierno compreso), l'interruzione forzata del campionato e gli strascichi polemici in seguito al mercato di riparazione del tutto inadeguato, la squadra si ricompatta intorno all'allenatore e segue le indicazioni del presidente, che in settimana ha chiesto una reazione. La prova, sia chiaro, non è entusiasmante (ci vorrebbe ben altro…), ma il gruppo ha la maturità per non farsi travolgere dagli eventi. Certo, il contraccolpo psicologico, per chi avrebbe voluto un segnale d'ambizione, è sempre in agguato (come non farsi condizionare almeno un po' dalle operazioni di compravendita che sottintendono, volenti o nolenti, la rinuncia alla scalata verso la serie A? Come valutare il rifiuto dei calciatori a trasferirsi in Puglia se non come una mancanza di fiducia nei confronti della società barese? Si sceglierebbe il Crotone se, pur con un ingaggio inferiore, si fosse certi di poter fare il salto di categoria con relativi premi?).

BRESCIA A CORTO DI IDEE. SI RIVEDONO GLI OSPITI - Il Brescia, dal canto suo, fa molto poco per rendere la vita difficile agli avversari. Il nuovo arrivato ed esordiente Roussel è ancora un pesce fuor d'acqua (finisce tra l'altro per limitare Possanzini, che, così come Mannini, parte alle spalle del belga), ma a pesare è soprattutto l'assenza di Zambrella. Somma per sostituirlo si affida a Piangerelli (uscirà addirittura all'89' per dar spazio a Serafini). Jadid (inspiegabile in apparenza) siede in panchina. Cosicché, anche l'avvio di ripresa è di marca biancorossa: al 47' Sgrigna sfida ancora a duello Viviano, stavolta direttamente su punizione; al 49', sugli sviluppi di due corner, prima Pianu (viene anticipato) e poi Bellavista (spara nel mucchio) cercano invano di sbloccare la partita. Quando poi risale in cattedra Carrus, l'avvicinamento è tanto lineare quanto efficace. In pochi secondi, si ripete l'azione: palla da Carrus a Milani e cross verso il centro dell'area. Nel primo tentativo (il secondo è fermato sul nascere dalla difesa bresciana), Sgrigna dimostra che l'intesa con Santoruvo migliora. Il bitontino, con il suo movimento, lascia varchi. Sgrigna si inserisce, anche se il colpo di testa (53') termina a lato.

GILLET SEMPRE DECISIVO - Dopo un'ora di gioco, Somma si decide a cambiare. Richiama Roussel (62') per inserire Del Nero. Possanzini diventa il terminale d'attacco, Mannini gli sta più vicino, mentre De Nero parte largo sulla sinistra. Maran risponde dando respiro a Sgrigna (65') per giocare la carta Tabbiani. Dopo qualche minuto (al 71') subentra anche Belmonte (Milani esce zoppicando, il giovane difensore ha la possibilità di mettersi in mostra come chiesto dalla società). La sostituzione arriva subito dopo l'occasione migliore del Brescia (ma è soltanto una coincidenza): al 70' Hamsik batte un calcio d'angolo, Zoboli sfiora di testa quel tanto da riuscire a far intervenire Possanzini. Palla indietro e tiro di Mareco da due passi. Gillet si supera ribattendo con il corpo. Non è però l'unico rischio dell'ultimo quarto d'ora, perché al 75', su assist di Del Nero, saltano le marcature e Possanzini può tentare al volo con l'esterno destro. Il diagonale finisce fuori di un niente. Ci provano poi dalla distanza Hamsik (77'), che uscirà per far posto a Cerci (80'), e Santacroce (83'). Il Bari subisce, ma non cede, anche grazie all'apporto di Carozza (esce Fusani all'87'), alla prima partita con i biancorossi.
G. Flavio Campanella

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