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I calciatori: «Nessuna discriminazione o ci fermiamo noi»

Cristiano Lucarelli del Livorno, spiegando il senso dell'iniziativa dell'Assocalciatori, su richiesta dei presidenti dei club: «Rispettiamo le decisioni, ma chiediamo che non ci siano differenze tra stadi aperti e chiusi. Altrimenti potremmo anche fermarci noi per riflettere ancora una domenica»
ROMA,- «Rispettiamo le decisioni del governo, ma noi calciatori chiediamo che non ci siano discriminazioni tra stadi aperti e chiusi: altrimenti, potremmo anche fermarci noi per riflettere ancora una domenica». Lo ha detto Cristiano Lucarelli, spiegando il senso dell'iniziativa dei giocatori italiani e dell'Assocalciatori.
Che effetto fa giocare un Milan-Livorno a porte chiuse? Se si gioca...», ha detto il centravanti del club toscano, poco prima dell'allenamento con il suo Livorno. «Ieri i presidenti di club hanno sondato l'Aic per sapere se saremmo disponibili, in caso, a una giornata di stop. E noi abbiamo detto sì».
La richiesta che è partita oggi dai calciatori italiani è «di evitare discriminazioni tra partita e partita: rispettiamo le decisioni del Governo, ma siamo nella parte finale del campionato, il torneo rischia di essere falsato se si gioca in stadi con condizioni diverse. Non possiamo accettare che alcune squadre giochino senza pubblico e altre con gli spalti pieni. E allora o apriamo le porte agli abbonati, oppure giochiamo tutti a porte chiuse. Noi siamo pronti a tutte le decisioni, tranne che a un campionato a discriminazioni».
L'Assocalciatori insomma è disponibile, su proposta dei club, a fermarsi un'altra giornata di campionato in attesa di trovare una soluzione al problema degli stadi che coniughi le esigenze di ordine pubblico, ritenute dall'Aic «essenziali», con quelle di giocatori, squadre e abbonati.

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