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Martedì 26 Settembre 2017 | 13:08

Riunone di Lega: i presidenti in cerca di compattezza

Dopo le decisioni dell'Osservatorio, si riuniscono le società di calcio. Aldo Spinelli, presidente del Livorno: «Si adotti una posizione condivisa. Siamo tutti sulla stessa barca». Il collega della Juve Giovanni Cobolli Gigli: «Se il commissario ha deciso che si gioca, difficile scegliere in modo diverso
ROMA - «Nessun commento, posso solo dire che è stata una riunione serena e produttiva, adesso vado a riferire tutto in Lega», così il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, al termine della vertice dell'Osservatorio per le manifestazioni sportive, riunito sotto la presidenza del ministro dell'Interno Giuliano Amato e del vicecapo della pubblica sicurezza, prefetto Antonio Manganelli. «L'importante è che si adotti una posizione condivisa da tutti e che la Lega si mostri compatta. Siamo tutti sulla stessa barca». Sono le parole di Aldo Spinelli, presidente del Livorno, arrivato all'hotel Hilton di Fiumicino dove è in programma una riunione tra i presidenti dei club di Serie A e Serie B. Alle 15 si terrà l'assemblea informale della Lega Calcio.

«Matarrese è sempre il nostro e il mio presidente. Adesso aspettiamo che ci riferisca su quello che è successo all'Osservatorio del Viminale. Ma per domenica, se il commissario ha deciso che si gioca, difficile scegliere in modo diverso». Così il presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli al suo arrivo all'holtel Hilton di Fiumicino riferendosi alla decisione di ieri del commissario straordinario Luca Pancalli dopo il varo del decreto antiviolenza da parte del Consiglio dei ministri («si ricomincia a giocare nel fine settimana»). «Quello che degli abbonati è un tema che le autorità dovrebbero affrontare con maggiore apertura, la Lega dovrà chiedere al governo la disponibilità a ragionare e a trovare una soluzione». Cobolli Gigli spinge dunque per l'apertura degli stadi almeno per i tifosi già abbonati e chiede al governo maggiore apertura verso questa questione. «In questo modo si limiterebbe comunque l'accesso agli stadi -spiega- consentendo però di far entrare le persone con cui abbiamo sottoscritto dei contratti da tempo».

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