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Calcio - Le società in coro: «No alle gare a porte chiuse»

Il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini: «Una misura demagogica». Chieste le dimissioni di Matarrese. L'ad del Milan, Adriano Galliani: «Siamo d'accordo per giocare da domenica. Il 17 e il 18 aprile i recuperi». 420mila euro destinati alle famiglie dell'ispettore Raciti e del dirigente Licursi
ROMA - I presidenti di A e B vogliono tornare subito in campo, ma senza l'ipotesi degli stadi fuori norma a porte chiuse. La linea dura del Governo è stata sostanzialmente sposata ma con delle eccezioni, nel merito e nella sostanza, perché al pubblico lontano per motivi di ordine pubblico in pochi vogliono pensare. La Lega Calcio, riunitasi oggi a Fiumicino in un Consiglio straordinario seguito da un'assemblea informale, ha esaminato nello specifico tutti i provvedimenti che il Governo si appresta ad adottare domani nel Consiglio dei Ministri ed ha stilato una sorta di contro-dossier da presentare in serata a Palazzo Chigi. Subito caduta nel vuoto la richiesta di Maurizio Zamparini di spingere Antonio Matarrese verso le dimissioni per la totale assenza della Lega dai tavoli istituzionali, proprio il presidente della Confindustria del calcio ed il suo vice vicario Rosella Sensi hanno lasciato l'hotel Hilton per fare rotta su via Allegri, dove spiegheranno le rivendicazioni dei presidenti al commissario straordinario della Figc, Luca Pancalli.
Qualche crepa in seno alla stessa Lega esiste, perché, tanto per citare due nomi, Cobolli Gigli (Juventus) e la Sensi (Roma) hanno fatto sapere di essere pronti ad accettare un calcio a porte chiuse per il bene comune mentre Ruggeri (Atalanta) ha prospettato problemi di ordine pubblico qualora abbonati o semplici tifosi si trovino davanti cancelli serrati. Una posizione che è anche frutto della diversa situazione degli impianti: Juve e Roma sono in regola, l'Atalanta no. Serve mediare, e in fretta, perchè in attesa del via libera di Pancalli, domenica i presidenti vogliono tornare a giocare con la quarta (e non la terza) giornata di ritorno (17 e 18 aprile i recuperi di A e B) dove, ad esempio, spicca in posticipo Messina-Catania, altro derby siciliano ad altissimo rischio. Se il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha detto basta alla cattiva abitudine delle deroghe, i presidenti suggeriranno al Governo di esaminare caso per caso e di far decidere, sull'ordine pubblico, ai prefetti. Una soluzione che per Palazzo Chigi suonerà come un passo indietro rispetto alla linea della tolleranza zero adottata dalla politica passando anche per l'attuazione completa del decreto Pisanu.
Il passo in avanti, invece, è rappresentato dalla decisione della Lega Nazionale Professionisti di devolvere una cifra pari a 420.000 euro alle famiglie del dirigente calabrese Licursi e del poliziotto catanese Raciti, rimasti uccisi nell'ultima settimana che ha messo in ginocchio il pallone italiano e messo a rischio la candidatura del Belpaese agli Europei del 2012. Ogni club si autotasserà di 10.000 euro per due tragedie assurde partorite da un calcio tanto malato da rigettare ogni drastica cura.

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