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Europei, Greco a terra rotto tendine d'Achille «Non ho più forza»

ROMA – Finisce ancora prima di cominciare, per un serio infortunio, l’Europeo di atletica per il triplista azzurro salentino Daniele Greco. L’atleta delle Fiamme Oro si è bloccato nel riscaldamento delle qualificazioni per la rottura del tendine di Achille sinistro. «Sono in viaggio in macchina per Pavia dove domani mi opererà il prof. Franco Benazzo. Ora non sento dolore»
Europei, Greco a terra rotto tendine d'Achille «Non ho più forza»
ROMA – Finisce ancora prima di cominciare, per un serio infortunio, l’Europeo di atletica per il triplista azzurro salentino Daniele Greco. L’atleta delle Fiamme Oro si è bloccato nel riscaldamento delle qualificazioni per la rottura del tendine di Achille sinistro. La Fidal informa che tutti gli esami diagnostici effettuati avevano assicurato l’idoneità alla partecipazione di Greco, che verrà operato entro pochi giorni. Anche ai Mondiali di Mosca, l’atleta fu costretto a ritirarsi subito per un infortunio muscolare.

«Sono in viaggio in macchina per Pavia dove domani mi opererà il prof. Franco Benazzo. Ora non sento dolore, da quando mi sono fatto male dolore zero». Il triplista azzurro Daniele Greco, ha già lasciato Zurigo, racconta così quanto gli è accaduto durante gli Europei di atletica. «Oggi era il giorno in cui il tendine mi faceva meno male. Il riscaldamento stava andando avanti senza problemi. Ho messo le chiodate, ero ancora in pieno rodaggio. Ho fatto un solo balzetto ed ho sentito una frustata, come se qualcuno mi avesse dato un calcio da dietro. E poi sono rimasto steso a terra. Ormai me ne sono capitate così tante che non ho nemmeno più la forza di arrabbiarmi».

«Tornando indietro – aggiunge il 25enne salentino, campione europeo indoor – gareggerei di nuovo. Non ho rammarico di averci provato, lo rifarei. Questo è il mio modo di vivere lo sport. Ora bisognerà avere tanta pazienza e ricominciare da capo. Un vero atleta è quello che sa affrontare anche brutti imprevisti come questo. L’obiettivo è tornare al più presto competitivo e con un tendine sano. Al di là di come sia andata, ci tengo a ringraziare tutto lo staff sanitario della Federazione e il fisioterapista Antonio Abbruzzese per come mi hanno assistito fino a questo momento. Per il resto, io sono fiducioso che, dopo questa brutta parentesi, arriverà il giorno del riscatto».

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