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La tennista Vinci si rilassa a Taranto «Qui i miei affetti»

di ALESSANDRO SALVATORE
TARANTO - «Renzi è simpatico, l’incontro con lui a Palazzo Chigi è di quelli da mettere in biografia nel capitolo riservato all’orgoglio italiano. Se lo voterei? Non so rispondere, di politica non capisco niente…». Dopo essere stata ricevuta dal premier assieme alla ormai inseparabile compagna mondiale di doppio Sara Errani, Roberta Vinci ha fatto un tuffo nel suo mare: «Quello bellissimo della mia Taranto, la cui etichetta di città inquinata mi provoca rabbia e sofferenza»
La tennista Vinci si rilassa a Taranto «Qui i miei affetti»
di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - «Renzi è simpatico, l’incontro con lui a Palazzo Chigi è di quelli da mettere in biografia nel capitolo riservato all’orgoglio italiano. Se lo voterei? Non so rispondere, di politica non capisco niente…».

Dopo essere stata ricevuta dal premier assieme alla ormai inseparabile compagna mondiale di doppio Sara Errani, Roberta Vinci ha fatto un tuffo nel suo mare: «Quello bellissimo della mia Taranto, la cui etichetta di città inquinata mi provoca rabbia e sofferenza» dice la tennista che prima di volare negli Stati Uniti si è fatta avvolgere dal calore di papà Angelo, mamma Luisa e del fratello Francesco, detto Ciccio, ieri mattina suo avversario in coppia con il primo maestro che l’ha seguita nei primi passi da tennista Davide Di Roma.

Alle 11 appuntamento sul campo in terra rossa di Canneto Beach, dove a sette anni il paparino le metteva la racchetta in mano, così come fatto col fratellone «che aveva talento, ma poi mollò anche perché patì col tempo il marchio di essere all’ombra della sorella» svela mamma Luisa, che per regalo le ha fatto trovare in villa l’adorata frittata di zucchine. Mentre Angelo riprende la partitella con la videocamera, lei è la solita spettatrice inappuntabile e critica ai bordi del rettangolo del lido dove la campionessa di Wimbledon vince in coppia col cognato acquisito Giantommaso Rossano un doppio «in famiglia»: oltre la rete il primo maestro e il fratello le punzecchiano simpaticamente e con stile. Alla fine vince in un’ora scarsa il duo Vinci-Rossano ai vantaggi del tiebreak.

La partita «genuina» raccoglie diversi spettatori e la 31enne tarantina mostra una manciata di colpi del suo repertorio, grazie al quale, ha tagliato il traguardo del Career Grand Slam, il titolo, prestigiosissimo quanto simbolico, che racchiude le coppie che nella storia calano l’en plein nei tornei «top». Diviso a metà con Sarita Errani da quando hanno vinto Wimbledon.

«È stata una emozione indescrivibile - confessa Roberta - anni fa, se ci penso, non mi sarei mai aspettata di riuscire a firmare questa impresa. La più bella di questi 15 anni di carriera? Tante, ma l’erba londinese mi è rimasta nel cuore. Conquistata con tutta la forza e l’intesa che abbiamo io e Sara. Il nostro segreto? L’amicizia. Lei è la numero uno per me».

Il successo inglese ha spinto Renzi dapprima a twittare il suo entusiasmo e poi a ricevere le cichis a Palazzo Chigi martedì scorso. «La promessa per le Olimpiadi? Vedremo... Di sicuro quell’oro ce lo sogniamo spesso» dice la Vinci che ripartirà subito per un nuovo viaggio con la racchetta: Montreal, Cincinnati, New Heaven e New York. Il Nord America sarà nuovamente la «terra promessa» come il 2012 che la lanciò alla conquista del primato nel doppio ed in quella rincorsa che nel giugno 2013 le fece toccare la vetta più alta da singolarista con l’11 posto? «Ora sto meglio, dopo aver fatto una preparazione differenziata successiva ad un problema al collo di fine scorsa stagione. Voglio vincere ancora, con la classifica come stimolo ma non come pressione».

Quanto tennis ha ancora in corpo Robertina? «Tanto, amo questo sport, mi diverte ancora. Non mi fermo per ora...».

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