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Calcio - Matarrese: «Il Coni dove era quando doveva controllare?»

Il presidente della Lega di A e B: «Il primo progetto di statuto della Federcalcio passava molti poteri al Coni, ecco perchè mi sono irritato. Abbiamo ricreato la centralità della Figc. Il Coni ha un controllo di legittimità sugli atti, ma quando stava crollando la Federazione perché il Coni non ha controllato?»
ROMA - «Ha vinto la linea Pancalli? Non abbiamo fatto una partita di calcio, ha vinto il buonsenso, l'esperienza e le riflessioni fatte insieme tra tutte le componenti, con un'abile regia e pazienza del commissario Pancalli». Così il presidente della Lega Antonio Matarrese torna a parlare a Radio Anch'io dell'accordo sullo statuto Federale. «Pancalli ha ascoltato molto le esigenze della Lega più importante e si è reso conto che non si poteva far passare una bozza di Statuto presentato tempo fa e che noi avevamo bocciato in toto. Ha capito dove si stava sbagliando e ho apprezzato la sua saggezza».
E' caduto il veto, al centro del dibattito. Il candidato Figc dovrà essere sostenuto almeno da due componenti. «Per le candidature ci vogliono due componenti, massimo tre, per consentire che ci possano essere due candidati - spiega Matarrese. Questa storia divertente del diritto di veto è paradossale: era il minimo consenso che avrebbe dovuto ottenere qualsiasi candidato, non è un veto. Si è fatto un gran parlare di questa storia. Abete uno dei candidati? Non lo sappiamo perchè la formalità delle candidature non è partita. Ci si può trovare di fronte a un candidato che non ottieme il gradimento della Lega maggiore, la nostra, e potrebbe ottenere il 51% dei voti; immaginate voi a che cosa si andrebbe incontro. Chi ha il pallino in mano è la Lega dilettanti che ha il 34%, la Lega di C ha il 17%, Lega da cui pare provenire l'eventuale candidatura di Abete, mio carissimo amico che ho portato nel calcio. E poi non dimentichiamo che l'area tecnica conta il 10% e i calciatori 20%. Noi Lega professonisti, che siamo il motore principale di tutto il calcio italiano, abbiamo solo il 17% e da qui si spiega l'insistenza del diritto di vero. È innaturale che chi porta i soldi conta il 17%».
«E' impossibile pensare a una Federazione che non abbia la Lega come sostenitrice della politica calcistica italiana - continua Matarrese - bisogna trovare intese. Non voglio fare nomi, ma bisogna trovare una persona che unisca. Quando mi è stato chiesto all'inizio chi era il candidato anch'io ho fatto il nome di Abete, ma non ho visto questo grande consenso attorno a lui e questo mi ha meravigliato, ho trovato delle porte chiuse. Io candidato? Non ci siamo fermati a parlarne, i candidati possono essere tanti, l'importante che ci sia una persona che metta insieme questa macchina che è sfasciata perchè la Federazione non esiste più: sono saltati i meccanismi, sono rimaste le Leghe. L'istituzione Federale ha perso la sua forza nel sistema calcistico italiano e nello sport e parecchi si sono divertiti a emettere giudizi e sentenze antitempo. Bisogna ricostruire questo e chi ha la forza lo faccia. Pancalli? Sono stato il suo primo difensore, noi lo abbiamo aiutato, siamo stati collaborativi al massimo. Il primo progetto presentato da Pancalli spogliava la Federazione di parecchie responsabilità e passava molti potere gestionali nelle mani del Coni, ecco perchè mi sono irritato. Abbiamo ricreato la centralità della Federazione e su questo si deve lavorare. Il Coni ha un controllo di legittimità sugli atti, ma mi faccio una domanda, ovvero quando stava crollando la Federazione perchè il Coni non ha controllato? perchè non si assumeva la responsabilità allora? se il controllo c'è deve esserci sempre e non quando si vuole. Il Coni aveva messo il naso nella gestione della Federazione. Adesso che deve controlare il Coni? Stiamo preparando delle regole, tutti insieme, tutte le componenti, siamo uniti intorno a un tavolo».
Nel nuovo Statuto è caduto il diritto di veto, è sparita l'incompatibilità tra le cariche e c'è un nuovo meccanismo per le candidature, quindi il presidente della Lega potrebbe anche diventare vicepresidente federale. «Non necessariamente - dice Matarrese - Non è un obbligo... Io vengo dall'esperienza, ai tempi dell'ottimo presidente Sordillo, allora il presidente della Federazione veniva attorniato nelle sue responsabilità dai tre presidenti delle Leghe. Noi avevamo automaticamente tre vicepresidenti e in quel periodo abbiamo pure vinto un campionato del mondo».

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