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Matarrese, presidente della Lega: «Un po' di pace per il calcio»

È arrivato come "traghettatore", ma in molti l'accusano di averci preso gusto e di aver deciso di rimanere in sella a lungo. «A 66 anni mi sono svegliato in un hotel milanese e mi sono chiesto perché avessi lasciato le comodità di casa mia per essere qui. Io sono stato eletto democraticamente»
MILANO - La vendetta, recita un antico adagio, è un piatto che si serve freddo e Antonio Matarrese, presidente per la seconda volta della Lega Calcio, ha atteso anni per «servirla» a quanti, senza molte cortesie, lo volevano relegare nel dimenticatoio dello sport italiano. Lui che era stato presidente del Bari calcio, della Lega professionisti, della Figc e vicepresidente dell'Uefa. Matarrese a 66 anni, dopo essere stato messo alla porta anche dalla presidenza dell'Unire, è stato richiamato ad agosto, dopo lo scandalo di «calciopoli», come l'uomo della «Provvidenza» e si è insediato in via Rosellini per la seconda volta nella sua vita.
Ha affrontato e preso per mano i 42 presidenti di A e B e, con tutta la pazienza derivante dalle sei legislature con la Dc in Parlamento, li ha portati a riformare completamente il regolamento del calcio italiano e trovare l'accordo economico per la serie B. «Tutti i presidenti - afferma Matarrese - si devono vergognare perché hanno distrutto una storia e un'immagine con calciopoli».
E' arrivato come «traghettatore», ma in molti l'accusano di averci preso gusto e di aver deciso di rimanere in sella a lungo. «Matarrese è arrivato in Lega - spiega il numero 1 della Confindustria del calcio - perché non hanno trovato uno «fresco» ma, evidentemente, non avevo fatto molti errori prima e avevo fatto qualcosa di buono. Io ho lo stesso entusiasmo di qualche anno fa solo che non devo fare carriera - ha continuato Matarrese -. I presidenti vogliono solo essere aiutati e mi hanno eletto senza che io lo chiedessi. A 66 anni mi sono svegliato in un hotel milanese e mi sono chiesto perché avessi lasciato le comodità di casa mia per essere qui. Io sono stato eletto democraticamente e non si può criticare questa scelta visto che non sono stato designato da nessuno. Allora a chi dice che sono il vecchio che avanza rispondo che avanzo eccome e, anzi, vedrete come avanzo se sto qui io. Sennò non avrei accettato e se non mi dessi coraggio da solo chi lo dovrebbero fare i presidenti?».
Alcuni dei presidenti che lo hanno eltto adesso lo criticano. «Ci sono i trucchetti di quelli che c'erano e che vorrebbero tornare, gli amici, gli amici degli amici, gli avvocati... Ma dove vanno questi? Iniziamo, invece, a ragionare bene e prendere per buono quello che c'è nel calcio e utilizziamolo. Quando il presidente della Repubblica Leone fu, purtroppo e ingiustamente, cacciato mica cambiarono la Costituzione ma il presidente». Il nuovo regolamento, da lei fortemente voluto, però modifica radicalmente la struttura della Lega Calcio. «Adesso la Lega - spiega Matarrese - avrà una struttura agevole, snella e più immediata con un cda che si prende le sue responsabilità senza bisogno di riunire ogni volta l'assemblea saltando, così, formalità e discussioni infinite che spesso non approdano a nulla. Ci sarà un consiglio di Lega che avrà notevoli compiti in modo da avere decisioni più veloci e con un direttore generale con ampi poteri come in una vera azienda».
A tal proposito si fa con insistenza il nome dell'attuale segretario della Lega, Marco Brunelli. «E' una persona molto pacata e preparata. Ancora è presto per parlarne, vedremo...». La pacatezza di Brunelli sembra mancare a molti presidenti che spesso tuonano contro Matarrese. «Il codice etico che ho voluto avrà il compito di sferzare chi esagera e fa male al calcio. Speriamo dia buoni risultati ma certo dipenderà anche dalle persone che comporranno la commissione. Quando mi chiedono se mi diverto in questo calcio, la mia risposta è negativa perché la politica sta invadendo lo sport».
I rapporti tra Matarrese e gli altri «palazzi» della politica non sono sempre stati idilliaci. «Anche a livello internazionale esistono spesso discussioni - replica il presidente della Lega -. E quando parlo di politica, non faccio distinzioni tra destra o sinistra. La loro è un'occupazione abusiva, che va fermata altrimenti arriveremo a leggere che i presidenti di Lega, Figc e Coni sono frutto di spartizioni politiche. Il Coni non conta più come una volta. Comunque, Pancalli mi fa tenerezza, tanto quanto Guido Rossi perché sono stati proiettati nel mondo del calcio che non è il loro. Però non è giusto come Guido Rossi ha trattato il calcio dal quale ha ricevuto grande visibilità. Deve rimangiarsi quelle parole che ha detto perché non è un mondo di malandrini ma, al massimo, di millantatori e sbruffoni».
Infine ecco cosa si aspetta il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, dal 2007. «Io voglio bene al calcio italiano e spero che abbia un pò di pace».

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