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Calcio / Serie B - Bari vince il derby contro il Lecce

Allo stadio di Via del Mare - nel capoluogo salentino - i biancorossi di Maran partono subito in vantaggio nel 1° tempo con 2 gol. Nella ripresa, Diamoutene accorcia le distanze con un rigore, ma poi Santoruvo blinda la vittoria sulla squadra di Zeman • Partita iniziata in ritardo per le violenze fra tifoserie • Tutti i risultati della 16ª giornata • La classifica provvisoria • Martedì prossimo Bari - Rimini e Spezia - Lecce • Due tifosi denunciati
LECCE - BARI 1-3 (0-2 dopo la fine del 1° tempo)

• LECCE (4-3-3): Benussi, Angelo, Schiavi, Diamoutene, Polenghi (25' st Rullo), Giacomazzi, Juliano, Vives (34' st Tulli), Babù (12' st Caccavallo), Osvaldo, Valdes. A disposizione: 22 Rosati, 2 Camorani, 4 Petras, 25 Herzan) All. Zeman

• BARI (4-5-1) Gillet, Milani, Gervasoni, Pianu, Micolucci, Gabbiani, Fusani, Carrus (18' st Rajcic), Bellavista, Ganci (18' st Scaglia), Santoruvo (29' st Vantaggiato). A disposizione: 23 Aldegani, 14 Gazzi, 15 Di Vicino, 31 Mora All. Maran

• Arbitro: Bertini di Arezzo
• Reti: nel pt, al 10' Carrus, al 31' Ganci; nel st, al 7' Diamoutene (rigore), al 20' Santoruvo.
• Angoli: 8-2 per il Lecce
• Recupero: 2' e 4'
• Ammoniti: Schiavi, Bellavista, Giacomazzi, Micolucci per gioco falloso, Santoruvo per condotta non regolamentare.
• Spettatori: 10.300 circa.
Calcio - Lecce Bari LECCE - Sfonda il Bari. Nel derby numero 27 tra quelli disputati a Lecce, i biancorossi arrivano in ritardo all'appuntamento, ma, una volta entrati, inchiodano gli avversari in casa loro e si prendono tutto: gol (3-1 il risultato finale), punti (i 3 si vanno ad aggiungere agli altri 22: a quota 25 il distacco dalla zona playoff è di sole due lunghezze) e inchini. I salentini sono costretti a piegarsi (Maran continua a negare, ma la soddisfazione, battuto Zeman, è doppia) e ad abbandonare definitivamente qualsiasi velleità di promozione. A questo punto, subita l'ottava sconfitta nelle ultime undici partite, sarà il caso davvero di guardarsi alle spalle, sebbene i risultati della sedicesima giornata permettano di mantenere inalterato il distacco (due punti) dalla quint'ultima posizione. La trasferta di La Spezia e la gara interna contro il Vicenza diventano dunque classici spareggi per la salvezza, mentre il Bari potrà giocarsi quasi alla pari il doppio confronto con due tra le favorite per il salto in serie A: il Rimini (sarà martedì al San Nicola, ore 20,30) e il Genoa (a Marassi sabato prossimo).

LA PARTITA

Il derby è un crogiolo di emozioni - Il derby è un crogiolo di emozioni contrastanti. L'ansia dell'attesa (Bari-Lecce è il più sentito dalle tifoserie, perlomeno a cominciare dagli Anni Ottanta), la palpitazione della vigilia (le straordinarie misure di sicurezza riducono le paure di incidenti, che pure ci sono stati - senza gravi conseguenze - lasciando che i timori riguardino prevalentemente una possibile sconfitta sul campo), la commozione per gli accadimenti imprevisti (minuto di silenzio e lutto al braccio per la scomparsa dei due giovani calciatori della Juventus), la gioia oppure l'amarezza alternate ai cori di scherno e agli sfottò, per una volta (a Lecce, come a Bari) destinati soprattutto agli amati/odiati corregionali piuttosto che alle società e ai loro presidenti.

Una sfida lunga almeno una settimana - La sfida comincia prima, molto prima. Inizia e si alimenta attraverso emittenti televisive o giornali. Monta soprattutto nell'ultima settimana (nonostante questa sia un'edizione di serie B), anche con ondate di contatti diretti e intrisi di goliardia (quanti parenti e amici ci sono tra leccesi e baresi?). Via telefono oppure via internet i messaggi si sprecano. Anche se non manca la comunicazione… tradizionale. In piena città barocca, è apparso un manifesto con un lupo giallorosso che penetra un galletto biancorosso. Una metafora (per molti volgare) anticipatrice dei desideri da esaudire sul rettangolo di gioco.

Il pullman del Bari bloccato: s'inizia alle 16,35 - Resta soltanto da verificare se davvero il Lecce è attivo a tal punto da rendere il Bari passivo, se realmente la squadra di Zeman (sempre intenzionata a prendere l'iniziativa: è pur sempre il quinto attacco del campionato) sarà in grado di penetrare la solida difesa barese (è la seconda migliore della serie B, non prende gol da 346'). Incastrato fuori dallo stadio sulla tangenziale che porta al Via del Mare (il pullman degli ospiti è male indirizzato, si ritrova in mezzo ai tifosi leccesi e, dopo un po' di tensione, giunge alla meta intorno alle 15,30: l'incontro ha inizio un'ora dopo anziché alle 16), per inibire il 4-3-3 zemaniano, Il Bari risponde con il sistema più caro a Maran, cioè un 4-2-3-1 adattabile, capace come al solito di trasformarsi, circuire e far perdere la testa (proprio il male di cui è afflitta la giovane squadra salentina).

Lecce-Bari è anche Juliano contro Carrus - L'obiettivo, al di là del modulo, è fermare i padroni di casa sulle fasce e mantenere il controllo del centrocampo, dove Juliano da una parte e Carrus dall'altra si confrontano. Hanno in mano le chiavi di volta, possono essere loro a far pendere l'ago della bilancia. Sempre che i compagni sappiano coadiuvarli. Il Lecce, ad esempio, deve evitare (non ci riuscirà) gli errori individuali (costati per l'occasione il posto a Petras, ma non ad Angelo: in difesa da destra a sinistra ci sono il brasiliano, Diamoutene, Schiavi e Polenghi; Rullo va in panchina) e i cali di concentrazione collettivi (la frattura tra i reparti sarebbe un suicidio: Giacomazzi e Vives ne sono consapevoli), condizione essenziale per poter essere compatto e dunque anche incisivo (Babù-Osvaldo-Valdes è il tridente). In quanto al Bari, Maran piazza Fusani-Bellavista davanti alla retroguardia (Gazzi resta ancora tra le riserve), Tabbiani largo a destra e Ganci (e non Scaglia) a sinistra. Santoruvo è l'unica punta.
Quando il gioco si fa duro… - Le prime avance sono dei salentini, che però verificano subito quanto possa essere rischioso un approccio troppo spinto. Complice l'arbitraggio di Bertini, che sembra lasci correre tutto, l'avvio è rude. Dopo un minuto Gervasoni entra duro (anche se colpisce il pallone) su Juliano. Al 3' Valdes recupera palla forse fallosamente su Carrus. Il direttore di gara, però, lascia correre e il cileno può mettere in mezzo pericolosamente (come fa immediatamente dopo anche Babù). Un altro intervento scorretto dà il via all'azione che porta il Bari in vantaggio. Quando il gioco si incattivisce, basta un tocco di Micolucci per Carrus. Il centrocampista sardo riceve molto lontano dall'area (in posizione defilata, a sinistra), ma non ci pensa due volte (evidentemente sollecitato in settimana dall'allenatore): si accentra e al limite dei sedici metri scaglia un destro (leggermente deviato) che sorprende un colpevole Benussi: al 10' è già 0-1.

Vecchio detto: gol sbagliato… - Inserirsi graffiando tra le linee avversarie è una strategia che può pagare. A patto che si inaridiscano le fonti del gioco leccese. In effetti, i giallorossi mantengono in modo sterile il pallino del gioco per metà del primo tempo (e quando le sovrapposizioni funzionano, la difesa biancorossa è attenta o si affida a Gillet, che esce sui piedi di Babù al 18'). Quando però Valdes si accentra, per il Bari risulta più complicato contenerne le accelerazioni. L'ex biancorosso è strepitoso al 22'. In un battibaleno (e in tre passaggi verticali), Giacomazzi serve il cileno, il quale lancia in profondità Osvaldo. Il movimento dell'argentino (a saltare i difensori centrali) è perfetto, ma il tocco sotto (con Gillet in uscita) termina fuori. L'episodio sembra arrivare apposta per rispolverare il vecchio detto secondo cui al gol sbagliato ne segue uno subito, visto che al 30' il Bari raddoppia. Un intervento scomposto di Giacomazzi su Carrus determina un calcio di punizione dal limite. Ganci disegna una parabola perfetta (col Bologna calciò all'incrocio, in questo caso coglie l'angolino) e segna: 0-2.

Santoruvo, prove generali - La mazzata per il Lecce è tremenda. Come in altre occasioni, pur non demeritando, si ritrova sotto e con le mani legate, costretto a subire. Più che masochisti i salentini, sono però sadici i baresi. Alla fine del primo tempo, è altissima la percentuale relativa alle segnature in rapporto alle conclusioni. Il due (tiri) su due (gol) si… sporca al 38' quando Fusani da posizione centrale fa partire una staffilata che Benussi può solo respingere. Si avventa Santoruvo, il quale controlla, ma non è abbastanza rapido per evitare che il portiere gli chiuda lo specchio della porta (sarà molto più abile nella ripresa). La recriminazione per non aver chiuso definitivamente la contesa si somma al disappunto per l'ammonizione (40') a Bellavista: era diffidato, salterà la partita infrasettimanale contro il Rimini (Gazzi già si scalda). La reazione del Lecce è invece tutta in un diagonale di Valdes (fuori dal coro della mediocrità) al 36'.

Valdes crea, Diamoutene trasforma - Nella ripresa, torna (negli uomini) il Lecce già visto in avvio. L'ipotesi di qualche avvicendamento resta tale perché Zeman continua ad affidarsi agli undici del primo tempo. Anche il Bari è identico, tranne che per l'inversione di posizione tra Tabbiani (ora a sinistra) e Ganci (a destra): il primo va a pressare alto Angelo, il secondo a ricomporre l'asse con Milani, protagonista suo malgrado al 51' (verrà anche ammonito), quando Valdes, la variabile impazzita, lo salta in dribbling costringendolo al fallo in area di rigore. Diamoutene va sul dischetto (52'), spiazza Gillet (è 1-2) e concretizza un periodo di marca leccese che induce Maran a cambiare: prima entra Scaglia per Ganci (Tabbiani torna a destra), contemporaneamente (56') alla sostituzione di Babù (entra Caccavallo); poi, dopo la traversa di Caccavallo (60') su assist dello scatenato Valdes, inserisce un altro pilastro a centrocampo: fuori Carrus (63'), dentro Rajcic.

Elogio di Santoruvo: gol e ovazione - Si aspetta, insomma, l'assalto del Lecce. Invece, è Santoruvo a interrompere sul nascere eventuali orgasmi leccesi usando elegantemente la frusta. Al 65' Scaglia lo trova in area di rigore. L'attaccante bitontino estrae una giocata di gran classe perché controlla a seguire con il destro (mandando in confusione la difesa, Angelo compreso) e, una volta giratosi, ha la freddezza di aspettare un attimo e infilare Benussi proprio davanti ai tifosi del Bari. L'apoteosi coinvolge l'autore del gol, che va ad abbracciare idealmente la curva Sud e si fa ammonire (sarà più pesante il cartellino giallo successivo a Micolucci, anch'egli in diffida). La quarta rete in campionato del bitontino nel primo Lecce-Bari della carriera gli vale una standing ovation che Maran gli concede al 74', richiamandolo per far entrare Vantaggiato.

Derby chiuso, Lecce a capo chino - A quel punto, il derby è virtualmente concluso. A nulla valgono, infatti, l'ingresso di Rullo per Polenghi (70') e quello di Tulli per Vives (79'): l'ex romanista fa la punta centrale, Caccavallo passa a destra e Osvaldo a sinistra con Valdes più arretrato. L'unica opportunità è però per Juliano nel primo dei quattro minuti di recupero. Dopodiché, mentre i leccesi escono a capo chino ascoltando la contestazione, i giocatori baresi si uniscono all'orgia di entusiasmo che durerà almeno fino al derby di ritorno.
G. Flavio Campanella

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