Domenica 19 Agosto 2018 | 00:25

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Calcio/Serie B - Lecce, un fantasma che vince

I salentini battono il Brescia 2-1, nonostante una gara largamente insufficiente. Vantaggio di Osvaldo (ma la palla non aveva oltrepassato la linea di porta), pareggio di Possanzini (su uno svarione di Camisa) e rete della vittoria ancora dell'argentino in pieno recupero. Sabato prossimo c'è Bologna-Lecce
LECCE-BRESCIA 2-1 (1-1 nel primo tempo)

LECCE (4-3-3): Benussi; Angelo, Camisa, Petras, Polenghi (71' Rullo); Giacomazzi (80' Herzan), Juliano, Vives; Babù (52' Cozzolino), Osvaldo, Valdes. Allenatore: Zeman. A disposizione: Rosati, Mihoubi, Cozzolino, Arrieta, Mingozzi.
BRESCIA (4-3-2-1): Viviano; Santacroce, Mareco, Zoboli; Cortellini, Stankevicius, Zambrella (72' Jadid), Hamsik; Possanzini, Mannini (92' Serafini); Colombo (88' Maccan). Allenatore: Somma. A disposizione: Ambrosio, Piangerelli, Serafini, Fiumicelli, Mustacchio.
Arbitro: Trefoloni di Siena (Conca-Iannello).
Reti: 14' Osvaldo, 29' Possanzini, 92' Osvaldo.
Note - Spettatori 5.000 circa. Ammoniti: Petras e Juliano nel Lecce, Viviano, Santacroce e Zoboli nel Brescia.

LECCE - Il profeta stavolta è Babù. Non perché abbia segnato (il 2-1 contro il Brescia porta la firma di Osvaldo, autore di una doppietta). Ma perché ha previsto tutto. "Vincere anche giocando male", ha affermato alla vigilia (pensando anche a se stesso, si presume valutando la prestazione). Detto e fatto. I salentini, sovrastati sul piano del gioco dagli avversari, disputano una delle peggiori partite della stagione, consentono (erroraccio di Camisa) a Possanzini di siglare il gol del pareggio momentaneo, rischiano ripetutamente di andare sotto, ma in pieno recupero colgono un successo che mancava al Via del Mare dal 30 settembre contro il Genoa (da allora soltanto sette punti in dieci partite, ora dieci in undici gare). I tre punti permettono ai giallorossi di staccarsi dalla zona retrocessione (tre lunghezze di vantaggio rispetto alla quint'ultima, il Crotone) lasciando però intatti gli interrogativi sul futuro, da affrontare peraltro in un ambiente surriscaldato. Dopo la trasferta di Bologna (sabato 9 dicembre), ci sarà il derby contro il Bari. Sarà molto difficile contare ancora sulla fortuna sfacciata avuta in questa occasione (vedi anche il primo gol ingiustamente accordato dagli arbitri).
ZEMAN ACCONTENTA I TIFOSI: IN CAMPO C'E' CAMISA - Angelo, che a pochi secondi dal via interviene per interrompere la prima delle innumerevoli azioni pericolose del Brescia, è l'unico titolare presente nella falcidiata difesa salentina (Diamoutene è squalificato, Schiavi è infortunato, Rullo è in panchina per scelta tecnica). In campo ci sono anche Polenghi (a sinistra), Petras e Camisa (all'esordio stagionale, come richiesto in settimana dai tifosi nel faccia a faccia con l'allenatore boemo). Il giovane centrale dimostra di voler ricambiare le attestazioni di stima dei sostenitori (è uno dei prodotti della Primavera mietitrice di successi), visto che al 5', su schema da calcio di punizione del Brescia, frena Colombo prima che possa far male. Ma alle buone intenzioni non sempre seguiranno i fatti. I lombardi, che hanno un approccio alla partita più che soddisfacente (al 7' c'è anche una botta di sinistro di Stankevicius), potranno sfruttare un suo svarione per rimediare a una svista incredibile ai loro danni da parte del guardalinee.
LECCE IN VANTAGGIO, MA LA PALLA NON SUPERA LA LINEA DI PORTA - A un giorno dalle polemiche scoppiate per il gol… fantasma non convalidato ai toscani in Torino-Empoli, Iannello commette un errore che fa infuriare il Brescia. Rispetto a Ivaldi (il collega che non ha visto domenica la rete di Marianini), l'assistente designato per la gara del Via del Mare assegna al Lecce l'1-0 (l'arbitro Trefoloni non può che prenderne atto), nonostante la palla non abbia varcato la linea di porta allorquando Osvaldo (alla quarta segnatura stagionale, saranno cinque) corregge di testa una punizione calciata da Valdes. La palla sta per entrare, ma il portiere Viviano riesce a bloccare in tempo. Il direttore di gara, però, convalida tra le furiose proteste degli ospiti, la cui reazione al torto subito si avverte subito (al 16' Benussi esce su Mannini, al 27' una punizione di Cortellini è deviata in angolo) e si concretizza al 29'. Camisa interviene goffamente, scivola e lascia passare il pallone. Possanzini si avventa, evita l'intervento di Benussi e segna l'1-1.
BRESCIA PADRONE DEL CAMPO - I problemi del Lecce sono tecnico-tattici (senza interventi sul mercato si rischia davvero di giocare i playout) e psicologici: subìto il pareggio, i giallorossi escono dalla gara. Nulla funziona: si spegne la luce (altro che pressing, ripartente e sovrapposizioni…), subentra la paura, i giocatori più rappresentativi (Giacomazzi sembra uno di quei bresciani che l'anno scorso abbandonarono Zeman all'amaro destino dell'esonero) girovagano per il campo senza criterio, i giovani perdono i riferimenti. Anche chi ha avuto finalmente la possibilità di riscattarsi (Polenghi, preferito a Rullo, inizia con piglio e tempi giusti), si arena. In difesa si sbanda paurosamente (ci provano Hamsik due volte e Zambrella da lontano, ma capita soprattutto a Mannini al 37' l'opportunità per il sorpasso: la conclusione è incredibilmente fuori). A centrocampo si apre una voragine. Ovvio che anche l'attacco ne risenta. Valdes, l'unico che tenti di staccarsi dal mediocre coro, appare come impotente. Dagli spalti i cori di contestazione si intensificano (e toccheranno sempre più Semeraro e la società). I tifosi invitano i giocatori a mostrare gli attributi.
SALENTINI FUORI DI TESTA, MA CHE FORTUNA! - Di buono resta il risultato, l'ultima risorsa cui aggrapparsi (alla fine si moltiplicherà per tre contro tutte le previsioni). Ma l'avvio della ripresa (c'è Cozzolino al posto di Babù dal 52') ripropone lo stesso canovaccio del primo tempo. Il Brescia continua a comandare e a bersagliare: all'8' sbaglia Colombo, all'11' Mannini colpisce di testa (Benussi si supera), poi ci prova ancora Stankevicius dalla distanza. Il Lecce resta svagato, indisciplinato. Zeman chiede alla squadra di essere corta e ottiene l'effetto contrario: si allunga. I giocatori concedono troppo spazio alle giocate dei bresciani (va bene la zona, ma seguire l'uomo, mettergli pressione, è indispensabile), tanto che alla fine saranno una ventina le conclusioni del Brescia, compresa quella di Stankevicuis al 75' (il lituano fa venire i brividi a Benussi). Purtroppo, non ci sono rimedi. Nemmeno la carta Rullo (fuori Polenghi al 71') incide. Tra l'altro, si fa male Giacomazzi (all'80' entra Herzan), comunque tra i peggiori in campo. Il Brescia, però, non ne approfitta. Anzi, è punito severamente nel secondo dei quattro minuti di recupero. Un tiro di Herzan è ribattuto da Zoboli con il braccio (sarebbe rigore) proprio sui piedi di Osvaldo. Il destro dell'argentino vale il 2-1 per il Lecce. Sì, per il Lecce.
G. Flavio Campanella

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