Venerdì 17 Agosto 2018 | 10:59

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Calcio / Serie B - Bari senza reti

Commemorato Catuzzi, è finita 0-0 la partita a Mantova. Fra le partite della 14ª giornata, lunedì 3 dicembre Lecce-Brescia • Nella classifica provvisoria domina il Napoli • Pioggia di petardi durante Napoli - Frosinone • La classifica cannonieri • Nel prossimo turno, il 9 dicembre Bari-Modena e Bologna-Lecce
MANTOVA-BARI 0-0

• MANTOVA (4-4-2): Brivio, Sacchetti, Di Cesare, Cristante, Mezzanotti, Tarana (19' st Spinale), Grauso, Doga, Caridi (37' st Sommese), Bernacci, Noselli (41' st Altinier). (1 Bellodi, 21 Rizzi, 19 Brambilla, 9 Graziani). All.: Di Carlo.

• BARI (4-2-3-1): Gillet, Bellavista, Esposito, Pianu, Micolucci, Cazzola (1' st Scaglia), Carrus (28' st Milani), Gazzi, Fusani (37' st Rajcic), Santoruvo, Ganci. (23 Aldegani, 17 Gervasoni, 10 La Vista, 11 Vantaggiato). All.: Maran.

• Arbitro: Velotto di Grosseto.
• Angoli: 3-1 per il Mantova.
• Recupero: 1' e 3'.
• Ammoniti: Mezzanotti, Di Cesare, Bellavista, Grauso, Micolucci, tutti per gioco falloso, Ganci per comportamento non regolamentare, Doga per proteste.
• Spettatori: 7.125, per un incasso di 71.920,25 euro (comprensivo della quota abbonati: 5.668 per un incasso di 54.577,25 euro).
• Note: squadre in campo col lutto al braccio e un minuto di silenzio prima dell'inizio della gara, per ricordare il tecnico Enrico Catuzzi, in passato allenatore di entrambe le formazioni.
Calcio Bari - Vincenzo Matarrese e Rolando Maran MANTOVA - Catuzzi si starà rivoltando nella tomba. La straordinaria partecipazione prima dell'inizio di Mantova-Bari (minuto di silenzio, applausi e lutto al braccio: entrambe le squadre hanno potuto apprezzare uno straordinario maestro di calcio) è stata cancellata da una partita noiosa e caratterizzata da pochissime azioni da gol. Il pareggio senza reti è specchio fedele, assolutamente stridente rispetto al ricordo di uno spettacolare Bari, quello dei baresi allenati da "mastro Enrico", stroncato da un infarto la scorsa settimana. Cosicché non resta che restare legati al ricordo di chi non c'è più e dimenticare invece in fretta una prestazione scialba, ancorché tatticamente utile a fermare un avversario altrettanto evanescente.
Condizionati dalla striscia di risultati che ha preceduto la trasferta di Mantova, i biancorossi proseguono la convalescenza accontentandosi di un punto ottenuto in trasferta, un altro piccolo passo che li mantiene tra coloro che sono sospesi (- 4 dai playoff e + 5 dalla zona retrocessione), in attesa della guarigione (si spera sabato 9 dicembre al San Nicola contro il Modena)

MARAN TORNA AL 4-2-3-1 - Maran per l'occasione torna all'antico. Complice il novembre nero, ridisegna il Bari. Gazzi e Fusani danno sostanza a centrocampo, in modo che Carrus possa essere lasciato in posizione più avanzata, libero di suggerire. Gli esterni alti sono Ganci a sinistra (Scaglia è in panchina) e Cazzola a destra (preferito a La Vista per avvicendare lo squalificato Tabbiani). Di Vicino siede in tribuna. In difesa, confermato il rientro di Esposito in sostituzione di Gervasoni. Il sistema di gioco appare subito il più adatto alla circostanza, anche perché in fase difensiva permette di avere superiorità a centrocampo. Quando poi c'è da ripartire sarebbero determinanti la posizione di Carrus e il lavoro di Ganci (al 3' innesta Micolucci in sovrapposizione: il cross è mandato in angolo da Mezzanotti) e Cazzola (all'8' cerca Carrus in area, il colpo di testa del sardo, da ottima posizione, è debole e centrale).

IL MERITO DEL BARI: MANTOVA BLOCCATO - Il Mantova subisce la disposizione del Bari, attento a frenare la manovra fin dal nascere e a ostruire le fasce già nella metà campo altrui. L'avvicinamento all'area biancorossa difetta dunque in linearità e velocità. Nel primo quarto d'ora i padroni di casa cercano prevalentemente la sponda di Bernacci (anche con i rilanci del portiere Brivio). Il rientrante Noselli, già protagonista di un'iniziativa personale al 9', ci prova ancora al 14' proprio dopo un tocco del compagno di reparto (palla deviata in corner). Insomma, i pugliesi costringono i lombardi a essere monocordi. Esposito (sempre vicino a Bernacci) e Pianu (pronto a cercare l'anticipo sulle punte nelle circostanze che lo richiedano), completano l'opera di disinnesco. Per tentare di confezionare la partita perfetta, il Bari dovrebbe essere più continuo e incisivo nelle ripartenze.

IL DEMERITO DEL BARI: PRIMA DI TUTTO NON PRENDERLE - Per l'allenatore dei baresi è proprio la capacità di interrompere l'azione e immediatamente dopo infilare gli avversari a poter decidere l'incontro. Ma la squadra si ferma a metà: raramente si fa trovare scoperta, ma quasi mai rende efficace il gioco di rimessa (si rivede Micolucci al 20', poi è Ganci a calciare a lato al 35'). I biancorossi controllano senza però dare la sensazione di poter (voler?) pungere. L'interpretazione è funzionale alla strategia, che nella circostanza sembra sintetizzarsi così: prima di tutto non prenderle. Ciò che si è rivelato una conseguenza in altre partite (quando il Bari per limiti strutturali ha concesso una deroga al concetto di mentalità offensiva), stavolta è sembrato chiaramente prioritario, forse imposto. Nemmeno la scelta di inizio ripresa (Scaglia per Cazzola, rimasto contratto per quasi tutto il primo tempo; il nuovo entrato si sistema a sinistra, Ganci va a destra) serve a fugare il dubbio. Che per una volta Maran abbia tradito se stesso?

CAMBIO DI ESTERNI: DOPO SCAGLIA, C'E' SPINALE - Nel secondo tempo il Bari cerca di togliersi di dosso le scorie (d'origine soprattutto psicologica) dell'ultimo periodo (un punto nelle ultime tre partite, tre sconfitte di fila in trasferta, attacco a secco da 321 minuti, che diventeranno 366), ma al 54' rischia di farsi male quando concede un'occasione al Mantova: Caridi (da sinistra) serve Doga in area, quest'ultimo mette in mezzo senza che alcun compagno riesca a intervenire. Carrus dà segni di vitalità (un paio di aperture, un sinistro al 63'), ma da lui è lecito attendersi molto di più. Stesso discorso si potrebbe fare per Scaglia. Quando (poche volte) l'esterno sinistro trova il varco, va sul fondo e crossa, Santoruvo è però preso nella morsa dei due centrali difensivi, Cristante e Di Cesare, che non fa rimpiangere l'assente Notari. Dall'altra parte, a dire il vero, ci sono le stesse difficoltà per Bernacci e per gli esterni. Il tecnico Di Carlo richiama al 64' Tarana per far entrare Spinale (è suo al 66' l'assist morbido per Doga, il cui tocco è parato da Gillet).

CARIDI E CARRUS SBAGLIANO I MATCH-POINT - Il pari appare quasi inevitabile, anche se i numeri dicono altro: il Bari in trasferta ha vinto due volte e perso in quattro occasioni; il Mantova in casa ha colto cinque successi e subito una sconfitta. Se ne ricordano Caridi al 24' (sinistro imparabile che finisce sul palo) e Carrus, il quale prima tenta da fuori al 70' e poi va a concludere una combinazione che aveva avviato: quando Bellavista, lanciato da Ganci, lo trova davanti dalla porta, il sardo spreca di testa clamorosamente. L'errore giustifica la sua sostituzione, già programmata da Maran (dentro Milani al 73'), che prelude a una variazione tattica: si passa al 4-3-3 con Milani esterno destro di difesa, centrocampo composto da Bellavista, Gazzi e Fusani, tridente formato da Ganci, Santoruvo e Scaglia. Poi, all'82', Rajcic prende il posto di Fusani, contemporaneamente all'ingresso (nel Mantova) di Sommese per Caridi. Tutto cambia (anche Altinier per Noselli all'86') perché quasi nulla cambi (solo una mischia in area barese e un tiro senza molte pretese di Bellavista): è 0-0.
G. Flavio Campanella

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