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Domenica 24 Settembre 2017 | 23:24

Calcio / Serie B - Juventus Lecce 4-1

La squadra salentina a Torino era passata in vantaggio, ma poi ha subìto la rimonta, nella quale si è inserita la doppietta di Bojinov, nato e cresciuto calcisticamente proprio a Lecce • "Scintille" fra i manager della Juve e Zeman, il ct del Lecce • Tutti i risultati della 13ª giornata • La classifica • La classifica marcatori • Le partite del prossimo turno
JUVENTUS-LECCE 4-1 (0-0 dopo la fine del 1° tempo)

• JUVENTUS (4-4-2): Mirante, Birindelli, Kovac, Boumsong, Balzaretti (34' st Chiellini), Camoranesi, Paro, Marchisio (27' st Venitucci), Nedved, Bojinov (42' st De Ceglie), Palladino. (22 Belardi, 33 Urbano, 41 Maniero, 43 Giovinco). All. Deschamps

• LECCE (4-3-3): Benussi, Angelo, Diamoutene, Schiavi (31 Petras), Rullo, Giacomazzi, Juliano (22' st Camorani), Vives, Babu , Cozzolino (15' st Osvaldo), Valdes. (22 Rosati, 8 Polenghi, 11 Caccavallo, 25 Herzan). All. Zeman

• Arbitro: Gervasoni

• Reti: nel st 17' Osvaldo, 20' Bojinov, 29' Bojinov, 47' Palladino, 49' De Ceglie
• Angoli: 7-2 per la Juventus
Recupero: 2 e 4
• Ammoniti: Diamoutene, Balzaretti, Nedved per gioco scorretto, Osvaldo per proteste. Espulso Diamoutene per doppia ammonizione. Spettatori 15 mila circa.

Calcio - Juventus Lecce TORINO - Che la Juventus fosse la più forte del campionato di serie B già lo si sapeva, ma che riuscisse a vincere nettamente con una squadra rimaneggiatissima e per di più passata in svantaggio all'inizio della ripresa, ebbene tutto questo si può chiamare impresa.
Il Lecce targato Zeman però ce l'ha messa tutta per darle una mano, prima rimanendo in dieci con l'espulsione evitabilissima di Diamoutene e poi continuando cocciutamente ad attaccare, nonostante fosse stato avvertito dal pareggio di Bojinov che con la Juventus è vietato sbagliare. Così è finita in goleada, con il bulgaro sugli scudi, due gol di cui una punizione splendida, i giovani bianconeri in cattedra (Paro e Marchisio su tutti) e la grande paura passata in fretta, compresa quella di affrontare venerdì prossimo il Genoa con la stessa formazione, a parte il rientro di Buffon.
Anche se nel primo tempo la squadra bianconera ha sofferto la superiorità numerica del Lecce, aveva comunque colto un palo con Balzaretti dopo un quarto d'ora ed era andata vicina al gol tre volte. Nella ripresa Bojinov è andato vicinissimo al gol, ma poi è arrivata la doccia fredda: la difesa bianconera si è fatta trovare in ritardo su una spettacolare galoppata di cinquanta metri di Angelo e davanti a Mirante c'erano, liberissimi, due attaccanti, uno dei quali, Osvaldo, ha messo dentro indisturbato.
Poteva essere un problema davvero serio per la Juve baby di oggi, ma il Lecce ha subito pensato di fare harakiri, consegnando un disimpegno con Juliano a Bojinov: due passi e palla nel sette. Poi, un film già visto: Lecce in dieci che continua ad attaccare, Juve in contropiede (a casa propria!) e punizione conquistata da Bojinov: è lo stesso bulgaro a fare vedere a tutti, se ce ne fosse ancora bisogno, il suo piede fantastico, sul piano balistico.
Poi, la Juve dilaga negli ampi spazi e Palladino trova il modo di fallire due gol elementari, dimostrandosi l'unica nota stonata della partita e Camoranesi coglie il secondo legno. Scene da Ridolini, come accade spesso alle squadre di Zeman, sempre generose con l'avversario. C'è stata gloria anche per Palladino, che il suo gol è riuscito a segnarlo, dopo una combinazione in superiorità numerica dell'attacco juventino. E addirittura l'ultimo ragazzino, De Ceglie, una manciata di minuti a Napoli, ha bagnato il quasi esordio con il quarto gol. Con il Lecce, insomma, è sempre festa.
Adesso Deschamps ha veramente una corazzata, che dispone oltretutto di un parco giovani ormai collaudato e - quando rientreranno i big - è facile ipotizzare la testa della classifica entro Natale, il regalo è promesso a tifosi e presidente.
Il Lecce è indecifrabile: qualche ottimo giocatore ce l'ha, come Angelo, ma spende tantissimo e prende gol con una facilità impressionante. L'occasione di Torino, era ghiotta, incontrare una Juventus rimaneggiata e riuscire a passare in vantaggio. Ma gli uomini di Zeman hanno vinto il premio frustrazione, senza oltretutto nemmeno impensierire, gol a parte, la compassata difesa bianconera.

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