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Martedì 24 Ottobre 2017 | 09:41

Calcio - Luciano Moggi verso il processo

Depositati gli atti dell'inchiesta Gea, per la quale è stato ipotizzato il reato di associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza con minacce e violenza. Verso il rinvio a giudizio anche per Alessandro Moggi, Zavaglia, Davide Lippi e altri • Le pressioni sui calciatori • Moggi e le minacce a Baldini
ROMA - Con il deposito degli atti la Procura della Repubblica di Roma ha concluso l'inchiesta sulla Gea, la società procuratrice di numerosi calciatori per l'attività della quale è stato ipotizzato il reato di associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza tramite minacce e violenza. L'indagine riguarda Alessandro Moggi, Luciano Moggi, David Lippi, Franco Zavaglia, Luciano Gaucci, Pasquale Gallo e Francesco Ceravolo, questi ultimi due legati all'attività di Luciano Moggi.
L'indagine riguardava anche chiara Geronzi e Giuseppe De Mita, e per entrambi i pubblici ministeri Luca Palamara e Maria Cristina Palaia che hanno svolto l'inchiesta e hanno disposto lo stralcio degli atti.
Con il deposito della documentazione l'inchiesta è praticamente conclusa. Entro 20 giorni i difensori degli indagati potranno presentare memorie e richieste istruttorie dopodichè da Procura potrà fare al gip le sue richieste che si prevede di rinvio a giudizio.

Il deposito degli atti è avvenuto a conclusione di una lunga serie di accertamenti che ha portato davanti ai pubblici ministeri in sostanza tutti i componenti della Gea della quale Luciano Moggi, Alessandro Moggi e Franco Zavaglia, secondo le conclusioni dei pubblici ministri sono stati organizzatori allo scopo di acquisire il maggior numero di procure sportive da parte dei calciatori.
Sono quindici i capi di imputazione formulati e indicati nelle 80 pagine del provvedimento. L'indagine però non è conclusa e ancora sono in esame vari filoni d'inchiesta.
L'indagine riguarda anche Riccardo Calleri che è stato anche per qualche tempo socio della Gea. Agli 8 indagati si contesta in sostanza d'aver, attraverso intimidazioni e metodi non leciti, acquisito alla loro società la rappresentanza dei numerosi giocatori anche attraverso interventi sui dirigenti delle società di calcio alle quali appartenevano e anche sui loro agenti.
L'indagine era cominciata diversi mesi fa e come si è detto in Procura si erano presentati gli stessi protagonisti della vicenda e numerosi testimoni. Ora entro i 20 giorni i difensori dovranno presentare le loro richieste e poi come si è detto sarà la Procura a chiedere al Gip di valutare la posizione degli indagati.

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