Giovedì 16 Agosto 2018 | 12:07

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Calcio / Serie B - Bari e Lecce "ko"

Nella 12ª giornata del campionato, le due squadre pugliesi sono state battute con un gol a testa, senza segnare reti, rispettivamente a Frosinone e nel capoluogo salentino contro il Crotone. Nelle altre partite, il Napoli batte il Bologna e sale in cima alla classifica provvisoria • I giallorossi di Zeman nel turno di sabato prossimo affronteranno la Juventus • La classifica marcatori
FROSINONE-BARI 1-0 (1-0 dopo la fine del 1° tempo)

• FROSINONE (4-4-1-1): Zappino, Ischia, Cannarsa, Pagani, Ischia, Lodi (31' st Rimoldi), Anaclerio, D'Antoni, Di Venanzio (35' st Lacrimini), Fialdini, Margiotta (25' st Castillo). (18 Chiodini, 74 Galasso, 79 Bellè, 99 Mastronunzio). All.: Iaconi.

• BARI (4-4-2): Gillet, Bellavista (10' st Di Vicino), Gervasoni, Pianu, Micolucci, Tabbiani, Gazzi, Carrus (29' st Rajcic), Scaglia, Vantaggiato (29' st La Vista), Ganci. (23 Aldegani, 3 Esposito, 20 Fusani, 31 Mora). All.: Maran.

• Arbitro: Pantana di Macerata
• Rete: nel pt 14' Di Venanzio
• Angoli: 5-0 per il Bari
• Recupero: 1' e 6'
• Ammoniti: Anaclerio e Ischia per gioco non regolamentare, Cialdini e Gervasoni per reciproche scorrettezze, Ganci per proteste.
• Espulso: al 31' del pt Anaclerio per somma di ammonizioni
• Spettatori: 8.000
• Note: Al 44' del st Zappino ha parato un rigore calciato da Ganci.
Massimo Ganci - Zappino migliore in campo. Cominciamo così? Il portiere del Frosinone para (anche) un rigore al 92' e consente ai ciociari di mantenere fino al termine il vantaggio ottenuto al 14' grazie a Di Venanzio. In realtà, è preferibile partire da punti di vista diversi. Intanto, bisogna registrare la seconda sconfitta consecutiva dei biancorossi, scivolati in classifica a quattro punti dalla zona playoff. Poi è il caso di analizzare la gara puntando sui demeriti (così è, se si vuol crescere). Premessa: nessuno può aver da ridire sull'impegno, sulla grinta e la determinazione mostrate dalla squadra. Poi, però, ci sono da spiegare l'incapacità di rimontare dopo essere passati in svantaggio (sempre accaduto in questo campionato) e come si possa fallire un recupero nonostante una superiorità numerica di oltre un'ora (espulso Anaclerio al 32' del primo tempo).
Fermo restando che una disattenzione (quella della difesa del Bari sul gol) è umana (anche se perseverare potrebbe diventare diabolico), la risposta a tutto sta in gran parte nell'impiego da attaccante di Gervasoni nella parte finale della partita. Squalificato Santoruvo, sostituito Vantaggiato (che però deve decidersi a crescere, altrimenti difficilmente sarà in grado di lasciare il segno in carriera), Maran è costretto a fare ricorso al difensore per dare sostanza all'attacco.
Il segnale è chiaro. E stavolta arriva implicitamente dall'allenatore. Serve una punta, come dimostrato anche dalle prime battute dell'incontro, quando una serie di cross in area hanno trovato il vuoto. Disponendo di un uomo d'area si potrebbero raddrizzare partite come quella di Frosinone e confrontarsi davvero con le migliori del campionato. Impossibile chiedere alla squadra di giocare sempre oltre le potenzialità.

LA PARTITA

Cross a volontà, nessun tiro - Di Vicino resta al palo. Maran, che lo aveva inserito negli ultimi minuti contro il Napoli, decide di lasciarlo in panchina. Con Vantaggiato, che sostituisce lo squalificato Santoruvo, c'è Ganci, il quale scambia frequentemente la posizione con il compagno di reparto. Quando la punta brindisina si allarga, l'ex piacentino si accentra. Se il primo staziona centralmente, il secondo svaria per tutto il fronte. Da destra (in prevalenza) o da sinistra, nei primi dieci minuti i cross al centro sono più di uno. Con la partecipazione di Bellavista e di Tabbiani (oltre che di Carrus, che di solito li imbecca), il Bari dimostra di poter arrivare sul fondo con regolarità dalle corsie esterne. Ci riesce al 2' (Bellavista), al 6' (Ganci da destra) e al 9' (ancora Ganci, stavolta da sinistra, e poi Tabbiani), ma i traversoni mai raggiungono un biancorosso in area.

Frosinone, basta un'incursione - Invece, al Frosinone basta un'incursione per andare in gol. I pugliesi, infatti, si fanno trovare impreparati sulla ripartenza dei ciociari al 14'. Margiotta, ricevuta palla a trequarti campo, apre per Fialdini, piazzato a destra. Il centrocampista (Micolucci e Pianu sono fuori posizione) ha lo spazio per arrivare fino ai limiti dell'area di rigore. Di Venanzio è tutto solo dall'altra parte (Bellavista fa la diagonale, ma lo perde di vista). Quando riceve, il tocco di testa in fondo alla rete è di una semplicità assoluta.
All'amarezza per la disattenzione si aggiunge una considerazione: mai in questo campionato il Bari è riuscito a rimontare compiutamente. Una volta in svantaggio, ha sempre finito per perdere, riflessione che determina un moto d'orgoglio immediato: al 16' ci prova Gazzi di sinistro, al 21' una combinazione Ganci-Tabbiani-Carrus è fermata al momento della finalizzazione dal portiere Zappino.

Anaclerio espulso, Bari in superiorità - La risposta c'è, ma è inizialmente blanda. Peraltro, i rischi continuano perché Lodi, giocando centralmente tra le linee, crea continui grattacapi. Nel giro di cinque minuti, però, Anaclerio dà una mano al Bari. Si fa ammonire due volte, prima al 27' e poi al 32'. Fatale il fallo su Scaglia: l'arbitro Pantana di Macerata estrae anche il cartellino rosso espellendolo.
Dovrebbe essere l'inizio di un'altra partita (Frosinone col 4-4-1). Invece, è sempre Lodi (35') a concludere un'azione confezionata da Di Venanzio e Fialdini. La superiorità numerica quasi non si nota. In conto al Bari, fino al termine del primo tempo, c'è da registrare soltanto un'iniziativa personale di Ganci (39'). Ricevuta palla in area, è abilissimo a superare in dribbling Pagani. Al momento della conclusione, però, Ischia lo anticipa costringendolo addirittura al fallo. Risultato a parte, stentano a vedersi mentalità e personalità.

Fuori Bellavista, Maran vara il 3-5-2 - La sensazione è che il Bari possa finire per farsi condizionare dagli ultimi episodi finendo per perdere certezze acquisite. Per evitare che un senso di impotenza schiacci i giocatori, Maran provvede a strigliare tutti nell'intervallo. Chiede di più anche a Scaglia, che al 48' potrebbe pareggiare, ma Zappino gli chiude il varco respingendo la conclusione.
Il modo per mettere in crisi gli avversari è aumentare la velocità d'esecuzione, cambiare gioco con rapidità. Senza lasciare varchi, però. Altrimenti può capitare di andare in affanno, come al 49': Margiotta sguscia e va via a Micolucci prima di servire Lodi, il cui tiro finisce alto.
Al 56' il tecnico del Bari decide di cambiare modulo. Richiama Bellavista e inserisce Di Vicino scegliendo il 3-5-2: difesa a tre (Pianu, Gervasoni e Micolucci), Gazzi davanti alla difesa, Tabbiani e Scaglia esterni, Carrus e Di Vicino interni, Ganci e Vantaggiato davanti.

Aumenta la pressione, entrano Rajcic e La Vista - Il sistema di gioco imbriglia il Frosinone e permette ai pugliesi di stringere progressivamente d'assedio i padroni di casa. Il forcing, però, non ha la forza d'urto necessaria. Vantaggiato potrebbe rimettere in carreggiata il Bari almeno per tre volte: al 61', ma il controllo di petto non è perfetto proprio davanti al portiere; al 64', quando il tentativo di pallonetto da posizione defilata trova Zappino pronto in uscita; e al 67': una spinta non gli permette però di tentare la realizzazione a due passi dalla porta.
Per immettere forze fresche (e alleggerire la pressione), Iaconi sostituisce (71') Margiotta con Castillo, che al 72' elude il fuorigioco e calcia fuori da buona posizione. Doppio cambio di Maran al 75': per non creare affollamento Rajcic rileva Carrus e La Vista entra al posto di Vantaggiato (è 3-2-4-1: Rajcic e Gazzi fungono da diga dietro la linea composta da Tabbiani, Di Vicino, La Vista e Scaglia; Ganci resta il terminale).

Succede di tutto, Zappino para un rigore - La porta del Frosinone è stregata. Ci provano da fuori Gazzi (76') e Tabbiani (85'). Niente da fare. Tanto che Maran chiede a Gervasoni di andare a fare la punta di peso. Il centrale difensivo è generoso, ma impreciso: all'89' mira proprio sul portiere, che diventa protagonista assoluto.
Incredibile quello che accade nei sei minuti di recupero concessi. Allo scoccare del 90' Gervasoni si riscopre torre (in questo caso d'attacco) e porge un pallone d'oro a La Vista, il quale spara addosso al portiere. Sulla ribattuta la palla giunge a Ganci: il destro a girare è alle stelle. Ma è nulla rispetto a ciò che succede al 91'. Gervasoni fa da sponda per Tabbiani. L'esterno entra in area e viene steso. Il calcio di rigore accordato è netto. Ma Ganci si fa parare (92') il tiro dal dischetto per la disperazione dei circa mille tifosi baresi presenti.
Il senso di impotenza, che emerge quando le hai provate tutte invano, diventa definitivo al triplice fischio. Senza provvedimenti sul mercato, potrebbe anche restare latente.
G. Flavio Campanella
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LECCE-CROTONE 0-1 (0-0 dopo la fine del 1° tempo)

• LECCE (4-3-3): Benussi, Angelo, Diamoutene, Schiavi, Rullo, Camorani (32' st Herzan), Juliano, Vives, Babù, Cozzolino (23' st Caccavallo), Valdes. (Rosati, Petras, Polenghi, Mingozzi, Triarico). All.: Zeman.

• CROTONE (4-4-1-1): Soviero, Alioui (39' pt Fusco), Maietta, Rossi, Bonomi, Cariello, Cardinale, Veron, Palmieri, Sedivec, Lopez. (Padelli, Figliomeni, Gentile, Fumasoli, Petrilli, Plasmati). All.: Gustinetti.

• Arbitro: Salati di Trento.
• Rete: nel st 14' Cariello.
• Angoli: 9-2 per il Lecce.
• Recupero: 2' e 3'.
• Ammoniti: Benussi per comportamento non regolamentare, Diamoutene, Schiavi, Herzan, Palmieri, Cariello e Rossi per gioco falloso.
• Spettatori: 5.307.
• Note: al 24' pt Benussi ha parato un rigore calciato da Sedivec; al 14' st Valdes ha tirato fuori un calcio di rigore.
Calcio - Jaime Valdes - Il Crotone ottiene la sua prima vittoria in trasferta e rovina la giornata a Zeman, che festeggiava oggi l'800ª presenza in panchina nella sua carriera. La squadra calabrese ha attuato una saggia tattica di copertura che ha ostacolato la manovra peraltro assai involuta dei leccesi ed è partita spesso con insidiose azioni di contropiede.
La rete della vittoria ospite è stata realizzata da Cariello al 14' del st quando, servito da Lopez che se n'era andato sulla sinistra, ha preceduto la difesa locale insaccando. Allo stesso Cariello, poco dopo, Benussi, con ottimo intervento, ha vietato il raddoppio.
La storia della partita è fatta anche di due calci di rigore mancati e di due legni colpiti, uno per parte. Il tiro dal dischetto di Sedivec è stato parato da Benussi, quello di Valdes è terminato altissimo sulla traversa. Per il Lecce poi ha colpito un palo Babù, per il Crotone ha colpito l'incrocio dei pali, allo scadere del tempo, Sedivec.
La gara è stata monotona con questa prevalenza territoriale sterile e confusa del Lecce e con questa azione ordinata e sagace degli ospiti che, senza strafare, hanno praticamente controllato la gara senza mai andare in affanno.
Il Lecce ha confermato i suoi limiti offensivi accentuati dalla simultanea assenza di Osvaldo e Tulli, con Cozzolino che praticamente non è mai entrato in partita.
Nelle poche occasioni in cui sono giunti in zona tiro, i leccesi hanno trovato sulla loro strada un ottimo Soviero, molto bravo al su tiri di Babù e Cozzolino.
Il Crotone quindi conferma il suo ottimo stato di grazia, il Lecce il suo momento decisamente negativo.

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