Cerca

E il Lecce si gioca tutto nel match di domenica

di MASSIMO BARBANO
ECCE - Sfuma la possibilità di mettere già un piede nella finale, ma il pareggio conquistato nella partita in campo avverso mette decisamente in discesa la strada per il Lecce che, pur subendo per larghi tratti la veemenza del Benevento, è sembrato essere un gradino più avanti dell’avversario
E il Lecce si gioca tutto nel match di domenica
MASSIMO BARBANO
LECCE - Sfuma la possibilità di mettere già un piede nella finale, ma il pareggio conquistato nella partita in campo avverso mette decisamente in discesa la strada per il Lecce che, pur subendo per larghi tratti la veemenza del Benevento, è sembrato essere un gradino più avanti dell’avversario.Decisivo un «numero» del solito Fabrizio Miccoli, ma soprattutto conforta aver ritrovato quella solidità difensiva che sembrava essersi smarrita nella partita d’esordio degli spareggi promozione contro il Pontedera. Questa volta, pur mostrando qualche insicurezza, il Lecce ha saputo serrare le fila e badare al sodo. E’ stata soprattutto la concretezza a trasformare la permeabile linea difensiva col Pontedera in un baluardo difficilmente superabile da una squadra, quale il Benevento, che più che al gioco manovrato, si affidava ad improbabili lanci lunghi per le punte. Poi, subìto un pareggio quasi ineluttabile vista la grande voglia di vincere dell’avversario che ha tentato invano di assicurarsi un vantaggio per la partita di ritorno, ha preferito non rischiare troppo rinviando la pratica della qualificazione ad una partita di ritorno dove avrà il vantaggio del fattore campo che in queste gare di playoff acquista un valore determinante.

Squadre dal modulo speculare e primo tempo che stenta a decollare con le squadre che badano soprattutto a controllarsi a centrocampo per non lasciare varchi. Così, fino all’illuminazione di Miccoli non succede niente o quasi. Gli unici tentativi nello specchio delle rispettive porte sono un debole diagonale rasoterra di Negro parato da Caglioni al 15’ e al 23’ un altrettanto innocuo rasoterra angolato di Ferreira Pinto bloccato da Baiocco dopo una deviazione che aveva reso la traiettoria leggermente più insidiosa; si va avanti così fra la noia generale, tanto è vero che al 27’ il più grosso pericolo per il Lecce arriva dal «fuoco amico»: è una deviazione di Martinez che intercetta un cross dalla destra di Campagnacci a costringere Caglioni ad un colpo di reni per alzare il pallone che si stava insaccando sotto la traversa.

Al 38’ il vantaggio del Lecce grazie ad un calcio di punizione di Miccoli dal vertice destro dell’area: spiovente a mezza altezza deviato nella propria porta dal terzino Dicuonzo. Il gol del Lecce sveglia la partita e nel finale si susseguono le emozioni: al 46’ botta dal limite di Campagnacci deviata a pugni uniti da Caglioni, qualche secondo dopo un diagonale di Ferreira Pinto viene respinto a terra dal portiere e sul rovesciamento di fronte Mancosu smarcato in contropiede spara fuori sull’uscita disperata di Caglioni.

Il secondo tempo si apre con l’arrembaggio dei padroni di casa che vanno vicino al gol al 5’: deviazione al volo di Evacuo nell’area piccola e acrobatica respinta di Caglioni di piede; dopo una pressione di circa venti minuti il pareggio arriva (19’) quando Mancosu si insinua al centro dell’area fra Martinez e Abruzzese e corregge in porta un cross dalla sinistra di Negro; sulla spinta del gol è l’ex Melara subentrato a Negro che si divora il gol al 21’ quando spara alto davanti alla porta vuota; il Lecce si fa vedere in avanti al 24’: spiovente di Miccoli e Abruzzese arriva con un attimo di ritardo sul pallone del gol; 33’ bella rovesciata di prima di Campagnacci di poco alta.

Poi il Lecce controlla bene fino alla fine e porta a casa un risultato che è un buon viatico verso la finale.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400