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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 04:10

Calcio/Serie B - Calaiò gela il Bari

Nel posticipo della 11esima giornata, il Napoli vince al San Nicola con una rete della punta (43'). Prima sconfitta in casa dei biancorossi. Gillet battuto dopo un'imbattibilità interna di 414'. Accoltellato un tifoso barese. Prossimo turno: Frosinone-Bari (senza Santoruvo)
Tifosi del BariBARI-NAPOLI 0-1 (0-1 già nel primo tempo)

BARI (4-4-1-1): Gillet; Bellavista (82' Di Vicino), Esposito, Micolucci, Mora; Tabbiani (65' Fusani), Gazzi, Carrus, Scaglia (57' Vantaggiato); Ganci; Santoruvo. Allenatore: Maran. A disposizione: Aldegani, Belmonte, Rajcic, La Vista.
NAPOLI (3-4-3): Iezzo; Cannavaro, Maldonado, Domizzi; Grava, Amodio, Bogliacino, Savini; De Zerbi (75' Sosa), Calaiò (92' Gatti), Pià (64' Trotta). Allenatore: Reja. A disposizione: Gianello, Giubilato, Dalla Bona, Bucchi.
Arbitro: Farina di Novi Ligure (Petrella-Di Fiore).
Rete: 43' Calaiò.
Note - Spettatori: 25.000 circa. Ammoniti: Santoruvo e Ganci per il Bari, Cannavaro e Domizzi per il Napoli.

BARI - Bari è avvertita. Volare con la fantasia fa male alla testa (della classifica). Sfuma l'aggancio alla Juventus, arriva invece la prima sconfitta interna, cocente delusione per i tifosi accorsi al San Nicola numerosi. Stavolta non vale la regola del 2-0. I biancorossi prendono un gol (Calaiò) dopo circa cinque partite in casa e tanto basta per permettere al Napoli il sorpasso. I campani, che Reja presenta cambiando uomini e assetto, sfoderano la migliore prestazione esterna della stagione evidenziando i limiti dei pugliesi. L'impegno c'è sempre, ci mancherebbe. Il Bari è determinato, ha carattere, sarà sicuramente ancora protagonista. Ma parlare di serie A è un insulto alla città, che avrebbe di che lamentarsi per l'ennesima illusione. Tre indizi per un intervento sul mercato, sempre che davvero si voglia tentare il salto di categoria: l'errore di Mora sulla rete decisiva (quando non ci sono i titolari sono guai), la prova inconcludente di Carrus (che ha talento ma è incostante e inesperto), la mancanza di un attaccante alla Possanzini o alla Calaiò (Santoruvo non ce ne voglia: non è una questione personale).

LA PARTITA

REJA SCEGLIE LA QUALITA' - Il re della sceneggiata non c'è più (i giocatori partenopei giocano con il lutto al braccio per la morte di Mario Merola), ma l'interpretazione che più preoccupa il tecnico del Bari è quella del Napoli. L'allenatore Reja stavolta sceglie tra i protagonisti De Zerbi (il cui ingresso in campo contro la Juventus coincise con il pareggio) e Pià (un altro che garantisce rapidità). La scelta è chiara: lasciando il solo Calaiò in avanti (restano fuori sia Bucchi sia Sosa), vuole movimento e velocità per mandare in crisi la rivoluzionata difesa barese (mancano Gervasoni e Pianu per squalifica: in campo, da destra a sinistra, Bellavista, Esposito, Micolucci e Mora). Inoltre, non rinuncia a centrocampo alla qualità di Bogliacino. E' la quantità di Dalla Bona a essere tenuta in naftalina (leggi panchina). Evidentemente crede basti la sostanza garantita da Amodio e dagli esterni Grava e Savini (non c'è Montervino, anch'egli appiedato dal giudice sportivo). Come sempre, sono tre i centrali della retroguardia (Cannavaro, Maldonado e Domizzi): è 3-4-3.
LA CHIAVE E' SULLE FASCE - Il presidio delle fasce sarà decisivo. La spinta degli uni piuttosto che degli altri può far pendere l'incontro. Il Bari vuole dimostrare di non essere intimidito. L'atteggiamento di Bellavista fa capire che gli esterni bassi non staranno a subire le sortite di Pià e De Zerbi (dopo pochi minuti il capitano ha tutto il tempo per crossare, c'è però la ribattuta degli avversari), ma l'attenzione deve essere massima, soprattutto in caso di sovrapposizioni (tanto che Maran dalla panchina chiede a Tabbiani di tenere d'occhio Savini). In mezzo Gazzi è sempre il solito frangiflutti davanti alla difesa. Carrus, dal canto suo, è alla ricerca della posizione migliore, tenendo conto che deve scambiarsi con Gazzi nel controllo di Bogliacino e Amodio. Il sardo prende confidenza con il passare del tempo, ma non abbastanza per essere il fulcro della manovra. Dopo il botta e risposta su punizione (fuori misura quella di Ganci al 6', decisamente più pericolosa la battuta di De Zerbi al 10') e una protesta di Santoruvo (ma è lui che strattona in area al 15'), Carrus lancia Tabbiani. Come nell'occasione precedente, si apre un'autostrada, ma l'assist al centro non raggiunge alcun compagno.
GARA IN EQUILIBRIO, CALAIO' LO SPEZZA - La partita è piacevole, i ritmi alti, l'equilibrio evidente. Una piccola distrazione può essere fatale. Su traversone di Savini (27') capita a Micolucci di non accorgersi della chiamata di Gillet: tocca il pallone e costringe il portiere a intervenire con le mani addirittura al limite dell'area. Il Napoli ci riprova al 30' su iniziativa dalla destra. Amodio allarga per Grava, palla per Calaiò, il quale entra in anticipo senza poter far male. La risposta arriva al 37', quando Ganci, che gioca tra le linee (alternandosi con il compagno d'attacco), fa da torre per Santoruvo. Il bitontino entra in area affrontato da Domizzi. Si strattonano entrambi, il barese reclama il rigore, ma l'arbitro internazionale Farina lascia correre e minaccia la sanzione disciplinare per simulazione. Non ha invece bisogno di falli Calaiò (a secco da due giornate: un suo gol ha permesso la vittoria contro il Crotone): al 43' controlla di petto un cross di Savini dalla sinistra (c'è poca pressione), si coordina (Mora gli lascia colpevolmente lo spazio necessario) e gira di sinistro in rete: 0-1 e fine dell'imbattibilità interna che durava da 414'.
MARAN GIOCA LA CARTA VANTAGGIATO - Il Bari rientra con lo stessa formazione del primo tempo (ma fuori si scaldano le riserve). Sembra quasi deconcentrato (combinazione al 47' tra Pià, Bogliacino e De Zerbi, che colpisce da solo in area di testa). Ma è solo un'impressione. Scaglia cerca e trova al 49' Ganci, troppo lontano dalla porta per impensierire Iezzo. Al 53' Gazzi ha la possibilità di colpire al volo dal semicerchio dell'area, ma l'impatto è da dimenticare. Il Napoli, però, non si fa schiacciare. Cosicché Maran chiede a Carrus (che non sembra in gran giornata) di avanzare il raggio d'azione e a Mora e Bellavista di spingere in fase di possesso palla. Poi, decide un avvicendamento: al 57' entra Vantaggiato al posto di Scaglia. Si passa al 4-3-3 (Vantaggiato a sinistra, Santoruvo al centro e Ganci destra). La mossa funziona perché la pressione aumenta (63': sugli sviluppi di un angolo, Tabbiani manca lo specchio per pochissimo), tanto che Reja richiama Pià (64') per rinforzarsi in mezzo con Trotta. Forze fresche anche per i biancorossi: al 65' Fusani rileva Tabbiani.
BARI ALL'ATTACCO, DI VICINO COGLIE IL PALO - L'ultima mossa (Fusani e Gazzi restano più vicini e bloccati) ha l'obiettivo di permettere a Carrus di avere più libertà di movimento. Amodio, però, lo limita. Né i biancorossi riescono a sfondare sulle fasce. La preoccupazione aumenta perché il Bari, che appare a corto di idee, cala anche atleticamente (salvo avere una reazione di orgoglio nel finale). Reja, intanto, inserisce Sosa (75') in luogo di De Zerbi. Ma è sempre Calaiò l'uomo più pericoloso. Sguscia via (80') a Micolucci e Mora. Gillet scatta come un gatto e lo anticipa in uscita. L'ultima speranza per il Bari è il napoletano Di Vicino. Maran richiama Bellavista (82') e spera in un suo colpo di classe. Potrebbe regalarglielo all'88', ma su punizione dal limite coglie un palo clamoroso. Il finale biancorosso (ci sono Di Vicino e Carrus in appoggio alle tre punte) è tutto cuore. Santoruvo (che in precedenza si era fatto ammonire: salterà Frosinone-Bari di sabato prossimo) protesta per un presunto fallo di mano di Maldonado (sbraita anche Ganci: stavolta il cartellino giallo è per lui). Ma è Esposito ad avere a disposizione l'ultima, incredibile occasione al 94'. Può battere a rete da posizione favorevolissima, ma conclude fuori per la disperazione dei circa 25mila spettatori.
G. Flavio Campanella

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