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Martedì 19 Settembre 2017 | 21:06

Aste deserte Bari calcio indaga la Guardia di Finanza

BARI - A seguito di una documentata segnalazione, i finanzieri hanno infatti acquisito una serie di documenti depositati presso la cancelleria del Tribunale di Bari e presso i due curatori fallimentari. Lo scopo: sgombrare sospetto su eventuali accordi di cartelli per far scendere il prezzo. In tal caso ci sarebbe l'ipotesi di turbativa. Intanto la Procura ha aperto un fascicolo sul fallimento e sono in corso evrifiche sul capitale dell'As Bari. E martedì terza chiamata. Sei le società finora costituite e affliate alla Figc. Gara contro il Cittadella: venduti già 20mila biglietti
Sei società con le carte in regola per partecipare
#compratelabari, ormai è un contagio globale
Aste deserte Bari calcio indaga la Guardia di Finanza
BARI - L’obiettivo è assicurarsi che sia stato tutto regolare dietro le due aste dichiarate deserte e che non ci siano state manovre di qualsiasi genere con l’obiettivo di far scendere il valore del titolo sportivo. Ed è per questo che negli ultimi giorni la Finanza si è interessata alle vicissitudini del Bari, avviando un fascicolo conoscitivo senza indagati né ipotesi di reato, muovendosi su binari paralleli rispetto a una inchiesta - questa è confermata - avviata dalla procura della Repubblica sul fallimento dell'As Bari (sentenza del 10 marzo scorso) e accedendo i riflettori sugli assetto societari anche attraverso una serie di verifiche e incroci di banche dati camerali.

I finanzieri, a seguito di una documentata segnalazione, avrebbero anche acquisito una serie di documenti depositati presso la cancelleria del Tribunale di Bari e presso i due curatori fallimentari. Tra le carte c’è, tra l’altro, la documentazione presentata in occasione della prima asta dalla società Fc Bari 1908 del commercialista Gianluca Paparesta e Fabio Sperduti: quella in cui è inserita la ormai famosa lettera di credito rilasciata da una banca indiana, lettera che il Tribunale non ha ritenuto valida.

La Procura di Bari, come già detto, ha da tempo avviato una inchiesta sul Bari calcio. Sugli amministratori della società biancorossa esisteva già un procedimento penale relativo al mancato pagamento delle imposte relative ad anni passati. Quando è intervenuto il fallimento, il pm Giuseppe Dentamaro ha ritenuto opportuno approfondire un po’ meglio quanto avvenuto: ed è per questo che la Procura ha chiesto ai curatori di depositare una relazione specifica, diversa da quella «ex articolo 33» prevista dalla legge fallimentare a beneficio anche dei creditori. Il punto, però, è abbastanza simile: la Procura vuole capire cosa ha determinato il dissesto, anche perché con il fallimento del Bari i primi a rimetterci sono lo Stato (tasse non pagate per 24 milioni) ed il Comune (altri 3 milioni).

La verifica in corso sulle due aste deserte corre quindi su binari paralleli. Da una base d’asta di 4 milioni (il 18 aprile: una sola busta, dichiarata irregolare) si è arrivati a 3,5 milioni (il 12 maggio: nessuna offerta) e martedì si scenderà ulteriormente a 2 milioni. Cioè al 50% della cifra iniziale.

Va detto che nelle procedure esecutive si può arrivare a «sconti» anche maggiori, perché (ad esempio quando viene venduto all’asta un appartamento) gli acquirenti non depositano l’offerta fin quando il prezzo di partenza non viene ritenuto congruo. Ma nel caso del Bari, a destare sospetti sono le tante - troppe - voci, anche autorevoli, che alla vigilia di ogni appuntamento davano per certa la partecipazione di questo o quel gruppo imprenditoriale. Poi, però, non si è presentato nessuno. Perché? Ripensamento, calcolo di convenienza o magari accordo di cartello?

Intanto, lunedì il Bari si preopara ad afrontare la sfida con il Cittadella: finora sono stati ven duti oltre 20mila biglietti.

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