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Il Bari supera il Carpi in casa

di FABRIZIO NITTI
CARPI - Prosegue la marcia sicura del Bari verso la zona playoff. Con la vittoria di stasera per 2 a 1 a Carpi, i pugliesi al quarto successo esterno di fila, salgono al settimo posto in piena lotta per accedere agli spareggi per la A. Si ferma invece la corsa del Carpi che saluta la possibilità di accedere ai playoff. Bari avanti al 2' con l'ex Cani che raccoglie l'invito di Joas Silva. 
Mille tifosi alla stazione ad accogliere squadra
Il Bari supera il Carpi in casa
di FABRIZIO NITTI
CARPI - Una società fallita, due aste andate deserte, ma il vero incanto è questo Bari, una squadra che continua a vincere e a regalare spettacolo. Il trenino biancorosso è inarrestabile, pronunciate l’aggettivo con lentezza e vi renderete conto che l’effetto è più profondo. Carpi ...diem, verrebbe da dire. E il Bari coglie al volo l’attimo, passando anche a Carpi e collezionando la quinta vittoria esterna consecutiva, record dei record. Giusto per non dimenticare, le altre «corsarate» rispondono alle trasferte di Trapani, Varese, Padova e Terni, tutti campetti niente male. Siccome i numeri nel calcio sono quelli che contano, quelli che fanno la differenza, ricordiamo pure che il colpo in Emilia, contro una formazione che si giocava le ultime speranze di agganciare la zona playoff, corrisponde alla quarta vittoria di fila. Un successo che ha tutto il sapore della svolta e che consentirà di giocarsi in volata le ultime tre tappe della stagione regolare. Cittadella e Novara in casa, Spezia alla penultima in trasferta.

La rotta è tracciata, la zona playoff agganciata, lo sprint è dietro l’angolo, forza ragazzi avanti tutta. Settimo posto in classifica, insieme a Spezia e Lanciano, adesso dipende solo da noi, scusate dai biancorossi.

Galano squalificato, Defendi, Nadarevic e, all’ultimo momento, anche Polenta out, tutti per infortunio. Quattro assenze pesanti, tutti titolarissimi. Fregandosene pure di questo piccolo dettaglio, il Bari gioca una partita robusta, solida, cinica, insomma da grande squadra. E si prende con personalità i tre punti, soffrendo quando c’è da soffrire, lottando su ogni palla, la più innocua che possa essere. L’emblema è la partita di Joao Silva, schierato esterno sinistro, ruolo che il portoghese non sente suo per caratteristiche tecniche diverse. Alberti & Zavettieri studiano la mossa giusta indipendentemente dal terreno di gioco pesante, scegliendo la formazione intorno alle due del pomeriggio. Joao produce l’assist del vantaggio, sgroppa per tutta la fascia nonostante limiti difensivi, si propone e sgomita contro Letizia, forse il migliore degli emiliani, da puro gregario. Il messaggio è limpido: la voglia di restare aggrappati al sogno va oltre l’emergenza.

Tatticamente la condotta di gara del Bari è ineccepibile in una partita all’inglese per via delle condizioni del campo e del clima tutt’altro che primaverile. Bari quadrato, organizzato come e più del solito considerate le assenze. Reparti stretti, compatti, squadra che «balla» in venti-venticinque metri e si muove seguendo un piano preciso. I due esterni, Varela e Joao, giocano un po’ più «dentro» in fase offensiva, soprattutto il portoghese è quello che crea scompiglio tagliando il campo da sinistra a destra alla ricerca della profondità. Ed è il portoghese a offrire dopo un minuto e cinquanta secondi la palla del vantaggio a Cani, tap-in in scivolata nell’area piccola e gol dell’ex come nei migliori romanzi. Partita immediatamente sul binario giusto.

Una conclusione di Di Gaudio deviata da Guarna in corner prima del raddoppio negato da Colombi a Sciaudone. Un altro tiro di Di Gaudio di poco fuori, un cross di Varela intercettato dal portiere emiliano al momento giusto, un liscio di Di Gaudio ancora a due passi dalla porta.

Nella ripresa Alberti & Zavettieri spostano Romizi sul centro destra e Delvechio centrale per recuperare maggiore aggressività nel contrastare i due centrali carpigiani. Ma Romizi trova anche il raddoppio con un sinistro da limite preciso e forte da un’azione accesa da Varela. Undicesimo del secondo tempo, il Bari ha campo e partita a disposizione. Sfiora il terzo gol ancora con un sinistro di Romizi, spreca situazioni favorevoli, subisce la rabbia del Carpi, confusa ma veemente. Gli ultimi cinque minuti, più recupero di altri cinque, all’insegna della sofferenza. Il gol di Mbakogu al culmine di un’azione tipo flipper riaccende la partita, il Carpi sfiora il pari con un colpo di testa di Ardemagni. Ma c’è anche la fortuna ad accompagnare il volo biancorosso, la palla sfila di un soffio fuori con Guarna battuto. Il Bari dei miracoli non lo prende più nessuno...

La curva grida, urla, saltano tutti sulle note di «Forza la Bari alé, canto, vivo per te...», delirio biancorosso. Ma siamo solo agli inizi. A proposito: i biancorossi rientrano nel pomeriggio, in treno, partenza da Bologna intorno alle 9. Fatevi due conti e andate a festeggiarli. La squadra senza padroni era, è e resterà dei baresi.

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