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Calcio / Serie B - Il "sabato sì" del Bari e del Lecce

I biancorossi allo stadio "San Nicola" piegano La Spezia 2-0, con Santoruvo e Carrus. La squadra salentina ad Arezzo vince con un gol di Tulli • Questi tutti i risultati della 10ª giornata • La classifica prima del posticipo Napoli - Juventus • Fra le partite del prossimo turno, sabato 11 novembre Piacenza - Lecce e lunedì 13 Bari - Napoli
BARI-SPEZIA 2-0 (1-0 alla fine del 1° tempo)

• BARI (4-4-2): Gillet, Bellavista, Gervasoni, Pianu, Micolucci, Gabbiani (43' st Cazzola), Fusani, Carrus, Scaglia, Ganci (26' st Rajcic), Santoruvo (45' st Vantaggiato). (23 Aldegani, 3 Esposito, 21 Mora, 10 La Vista). All.: Maran.

• SPEZIA (4-4-1-1): Santoni, Padoin, Zamboni, Maltagliati, Gorzegno (20' st Bau), Gonfalone, Scarlato, Saverino, Rossi, Alessi (35' st Russo), Dionigi. (1 Rotoli, 8 Fusco, 7 Ponzo, 46 Frara, 68 Grieco). All.: Soda.

• Arbitro: Lena di Ciampino (Roma)
• Reti: nel pt 6' Santoruvo; nel st 84' Carrus.
• Angoli: 3-3.
• Recupero: 1' e 4'.
• Ammoniti: Pianu e Scaglia per gioco falloso, Gervasoni e Cazzola per gioco non regolamentare.
• Spettatori: 6.704 di cui 1.543 paganti e 5.100 abbonati.

AREZZO-LECCE 0-1 (0-1 alla fine del 1° tempo)

• AREZZO (4-2-3-1): Bressan, Galeoto, Terra, Conte, Lombardi, Roselli (27' st Goretti), Di Donato, Vigna (1' st Bondi), Floro Flores, Croce (40' st Martinetti), Volpato. (77 Bremec, 27 Capelli, 13 Ranocchia, 6 Bricca). All.: Sarri.

• LECCE (4-3-3): Benussi, Angelo, Diamoutene, Schiavi, Rullo, Giacomazzi, Juliano (26' st Camorani), Vives, Babù, Tulli (25' st Cozzolino), Valdes (43' st Petras). (22 Rosati, 11 Caccavallo, 24 Camisa, 29 Mingozzi) All.: Zeman.

• Arbitro: Pantana di Macerata
• Rete: nel pt 4' Tulli
• Angoli: 7 a 2 per l' Arezzo
• Recupero: 4' e 5'
• Espulsi: 42' st Angelo per doppia ammonizione
• Ammoniti: Tulli, Vives, Angelo, Giacomazzi, Diamoutene per gioco falloso, Benussi per aver ritardato la rimessa in gioco
• Spettatori: 2.500.

Calcio - Carrus del Bari LA PARTITA BARI - SPEZIA
Chi si difende, vince. Per una volta, è lecito fare un'eccezione. Perché Piacenza è troppo viva nella memoria (cosicché Maran pensa a mantenere il vantaggio nella gara contro lo Spezia, poi vinta 2-0), ma anche perché non è detto che si debba sempre cercare la rete avendo in campo due o più attaccanti. Sbloccato il risultato in apertura (gol di Santoruvo al 6'), il Bari prima controlla, poi va progressivamente in affanno (come in Emilia). Ci sarebbe da domandarsi (calo atletico?, calo mentale? o non sarà che riesce difficile sopportare la presenza di Carrus quando non c'è chi corre anche per lui?), ma la perla del centrocampista sardo all'84' rimanda volentieri gli interrogativi. Per ora, meglio registrare questa vittoria, la terza interna di fila. In attesa del secondo turno interno consecutivo, il Bari si piazza al quarto posto in classifica (posizione che potrebbe cambiare dopo il posticipo Napoli-Juventus). Da quell'altezza è più semplice trovare le soluzioni.

GIANNI VIVREBBE SE… - L'omicidio Montani ha scosso il mondo del calcio: un minuto di silenzio in tutti i campi di A, B e C nel fine settimana. Gli ultras del Bari, che ricordano anche Michele Lopez, il gestore del pub del quartiere Madonnella morto durante una rapina, dimostrano l'affetto per il diciottenne attaccante della Primavera del Bari, ucciso al quartiere San Paolo: un giro intorno allo stadio prima di accedere e un ulteriore breve raccoglimento mentre la gara è in corso. Sensibilità e commozione che stridono, però, con gli eventi di una settimana fa, in occasione della trasferta di Piacenza, quando ci furono assalti a esercizi commerciali e tafferugli tra alcuni sostenitori baresi e altri napoletani. Contraddizioni usuali per una frangia che dovrebbe usare l'unica arma adatta per sconfiggere la barbarie di ogni tipo: la non violenza. «Gianni vive» si legge in curva. Gianni vivrebbe, se si facesse il tifo per la legalità.

GANCI ISPIRA, SANTORUVO SEGNA - Conclusa la riflessione, il sostegno è tutto per i biancorossi di Maran, che all'inizio dimostrano di meritarlo (poi sempre meno: anche le partite hanno le loro contraddizioni…). Ganci, al rientro dalla squalifica e preferito a Vantaggiato, ha preservato il livello di rendimento mostrato contro il Treviso: al 2', su cross di Scaglia, si esibisce in un tiro al volo pregevolissimo (il pallone termina alto sopra la traversa). Ma è nulla rispetto a quel che accade poco dopo. Già al 4' Bellavista, che fa il terzino destro (a centrocampo c'è Fusani con Carrus), sfonda a destra, ma il cross è lungo per tutti. Al 6' arriva invece la combinazione perfetta: il lancio di quaranta metri da parte di Gervasoni raggiunge Ganci, che addomestica e serve Santoruvo in area. L'attaccante controlla, si gira e fulmina di destro il portiere Santoni: 1-0. Come non bastasse, Ganci (12') colpisce di testa (assist di Scaglia) mancando di un niente il raddoppio.

IL BARI RESPIRA, LO SPEZIA OSA - L'esperienza conta. Dovrebbe almeno. A Piacenza non bastò la rete di Vantaggiato dopo quattro minuti. Memore della rimonta subita, il tecnico barese ricorda quel che la squadra deve fare in queste circostanze: insistere, segnare ancora e chiudere la partita prima di permettere il ritorno degli avversari. Sarà che si gioca al San Nicola, sarà che lo Spezia si dimostra inferiore agli emiliani (la classifica conferma), il Bari non paga stavolta il fatto di regredire in velocità di esecuzione e in capacità di gestione. Inizialmente, pur mettendo il naso nella metà campo avversaria, lo Spezia non incide. Sono indisponibili le punte Guidetti e Varricchio. Dionigi è l'unico riferimento in attacco. Alessi gioca in appoggio, secondo una disposizione complessiva che si può sintetizzare con il 4-4-1-1 (in sostanza il Bari controbatte in modo speculare).

AMMONITI PIANU E GERVASONI: SARANNO SQUALIFICATI - L'allenatore dello Spezia Antonio Soda, ex giocatore del Bari agli inizi degli anni 90, fa (e bene) quel che la rosa attuale gli consente. Nel primo tempo, l'unica nota davvero stonata per i biancorossi sono i cartellini gialli a Pianu (fallo su Alessi al 15') e a Gervasoni (intervento su Dionigi al 39'). Diffidati, i difensori centrali salteranno la prossima gara, quella contro il Napoli in programma, sempre al San Nicola, lunedì 13 novembre alle 20,45 (si prospetta contro i partenopei la linea difensiva composta da Bellavista, Esposito, Micolucci e Mora). C'è da essere soddisfatti per le sovrapposizioni di Bellavista, per il lavoro di opposizione da parte di Fusani, per gli scatti di Scaglia e per la vena di Santoruvo (al terzo sigillo in campionato), il quale ha probabilmente trovato in Ganci il partner ideale. L'ex del Piacenza è l'uomo che può innalzare la media realizzativa dei compagni di reparto. Corre (e lo pagherà calando alla distanza), ha senso tattico, permette all'altra punta di ridurre l'apporto in fase difensiva in modo che possa essere più lucida nella finalizzazione.

GILLET SALVA IL RISULTATO - L'azione definitiva potrebbe arrivare in chiusura di primo tempo, nel periodo in cui il Bari rischia di lasciare troppo l'iniziativa, ancorché sterile, agli avversari (l'ex Dionigi non è concreto al 46'). Ma la fiondata dalla distanza di Scaglia al 45' sfiora soltanto l'incrocio dei pali. Cosicché tutto è rimandato nella ripresa, dopo il probabile richiamo di Maran negli spogliatoi. La direttiva è chiudere i conti prima possibile. Ma è lo Spezia a prendere l'iniziativa (il Bari comincia a soffrire). Al 48', su cross di Confalone, c'è il tocco di testa di Dionigi per Gorzegno, tutto solo davanti a Gillet. Sul tiro dell'esterno sinistro ligure, il portiere del Bari è come al solito straordinario e devia in angolo. Il possesso di palla resta agli avversari, sebbene i biancorossi provino a reagire: incornata senza pretese di Santoruvo al 54', tiro al volo di Tabbiani al 55').

BARI SOTTO PRESSIONE, MA COLPISCE IL PALO - Sono Scaglia e Ganci (e in parte Tabbiani) a impedire al Bari di farsi schiacciare, a permettergli comunque di andare in profondità e di portare pericoli, mentre resta inferiore alle potenzialità l'apporto di Carrus, dal quale ci si aspetta prenda in mano le redini per controllare le operazioni e dare continuità alla manovra. Al contrario, lo Spezia è vivo e mette spesso in apprensione la difesa pugliese. Dionigi non staziona più al centro, ma si allarga trovando gli spazi utili a far ripartire la squadra. Al 61' prende palla sulla sinistra, aspetta l'inserimento centrale di Confalone, lo serve in mezzo, ma il centrocampista è anticipato al momento della conclusione. Soda, accortosi della difficoltà dei padroni di casa nel coprire gli spazi sugli esterni (soprattutto a destra) inserisce (64') Baù (fuori Gorzegno) e si affida al 4-2-3-1 (Confalone, Alessi e Baù giocano in appoggio a Dionigi, che torna al centro dell'area). Proprio nel momento di maggiore pressione degli ospiti arriva però il palo di Santoruvo, il quale, servito da Tabbiani, è abile ad anticipare il suo controllore col sinistro.

MARAN SI COPRE, CARRUS RADDOPPIA - È pur vero che la miglior difesa è l'attacco. Ma non sempre. Messo alle strette dalle scelte del collega (e, soprattutto, dall'insistenza dei giocatori liguri), Maran provvede a richiamare Ganci (70') per coprirsi meglio (dentro Rajcic: è 4-5-1). La decisione è azzeccata (casualmente?). Dopo un tentativo di Tabbiani (bravo Micolucci a rubare palla e a servirlo), Soda decide di far uscire Alessi (75') e di giocarsi la carta Russo (abbastanza rapido, ma più potente). Quando meno te lo aspetti, il Bari ridiventa cinico. Scaglia (il migliore) sforna l'ennesima giocata: dribbling e cross per l'accorrente Carrus. Il sardo si fa perdonare una prestazione non esaltante: entra in acrobazia e con il piatto destro piazza la palla nel "sette". Strepitosa la rete, arrivata però troppo tardi rispetto alle aspettative. Senza sofferenza, però, non si va avanti (si guadagna tempo prezioso con gli inserimenti di Cazzola per Tabbiani all'87' e di Vantaggiato per Santoruvo all'89'). E il Bari, stringendo i denti, incamera altri tre punti e scala la classifica.
G. Flavio Campanella

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