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Martedì 17 Ottobre 2017 | 20:47

Calcio / Serie B - Per il Lecce continua la serie negativa

Nella partita di recupero della 6ª giornata del campionato, la squadra salentina è stata battuta a Frosinone 2-1
FROSINONE-LECCE 2-1 (0-1 alla fine del 1° tempo)

• FROSINONE (4-4-2): Zappino, Perra, Cannarsa, Pagani, Ischia, Lodi, Anaclerio, Rimoldi (40' st. Carbone), Di Venanzio (22' st. Lacrimini), Margiotta (14' st. Galasso), Di Nardo. (18 Chiodini, 5 D'Antoni, 25 Castillo, 99 Mastronunzio). All. Iaconi.

• LECCE (4-3-3): Rosati, Angelo, Schiavi, Diamoutene, Rullo (42' Camorani), Giacomazzi, Juliano, Vives, Babù (28' st. Tulli), Osvaldo, Valdes. (32 Gabrieli, 4 Petras, 24 Camisa, 19 Cozzolino, 29 Mingozzi). All: Zeman.

• Arbitro: Marelli di Como
• Reti: nel pt 19' Valdes, nel st 1' Lodi, 13' Margiotta su rigore
• Angoli: 8 a 3 per il Frosinone
• Recupero: 2' e 3'
• Ammoniti: Anaclerio, Di Venanzio, Rimoldi e Rosati per gioco scorretto; Vives per ostruzionismo.
• Espulso: Osvaldo per proteste al 35' del st
• Spettatori: 6.500 (350 da Lecce, abbonati 2.285)
• Note: osservato un minuto di raccoglimento per la morte del padre del sindaco di Frosinone, Domenico Marzi.

Calcio - Jaime Valdes FROSINONE - Il Lecce di Zeman è imprevedibile. Sia che vinca sia che perda. Una volta, però, la costante erano i gol fatti, quasi sempre uno in più rispetto agli avversari. Il contrario era insomma l'eccezione. Nell'ultimo periodo, invece, prevalgono quelli subiti (al massimo si finisce pari). Peraltro, prosegue anche la serie delle espulsioni patite, anche se stavolta il provvedimento nei confronti di Osvaldo arriva a partita ormai compromessa, quando cioè Lodi e Margiotta (su rigore) hanno già ribaltato il vantaggio siglato da Valdes nel primo tempo. La conseguenza è che, dopo il recupero della sesta giornata della serie B, i salentini continuano a precipitare in classifica alla vigilia di altre due trasferte (sabato ad Arezzo, poi a Piacenza). Il ritiro servirà. Va interrotta la striscia negativa: sono tre le sconfitte nelle ultime quattro partite (solo un pareggio) e quattro i punti ottenuti in sei partite.

LA PARTITA - Zeman rinuncia a Petras e dà fiducia a Schiavi. Ma per opporsi agli avversari non basta la difesa. Infatti, è un errore a centrocampo che permette a Rimoldi di trovare Margiotta libero dopo appena due minuti. La punta (Iaconi la preferisce a Castillo, ex Gallipoli) si ritrova ai limiti dell'area senza la marcatura e può calciare pericolosamente. Rosati, in campo dall'inizio (non succedeva da Lecce-Chievo di serie A del 13 febbraio 2005) per la squalifica di Benussi, sventa la minaccia.

LECCE IN INFERIORITÀ A CENTROCAMPO - Non sarà l'unica volta perché nel primo quarto d'ora il Lecce stenta a prendere le misure ai ciociari: al 10' il portiere salentino ribatte su Lodi, al 14' si ripete su Margiotta. Da destra e da sinistra, i padroni di casa, in superiorità numerica a centrocampo (il 4-4-2 si fa preferire al 4-3-3 giallorosso), riescono ad affondare abbastanza facilmente. Così come non mancano le percussioni centrali. La squadra di Zeman non è compatta. C'è una frattura tra fase difensiva e offensiva (il terreno di gioco, molto scivoloso per la pioggia, concorre a rendere più disagevoli le operazioni).

VALDES IMPRENDIBILE: LECCE IN VANTAGGIO - L'assalto iniziale del Frosinone non dà respiro ai leccesi, che però non rinunciano a salire. Quando la palla giunge a Valdes, che in velocità è imprendibile, i padroni di casa vanno in crisi. Il Frosinone lo subisce già al 7'. Servito da Babù, il cileno se ne va in dribbling, entra in area ed effettua un tiro cross ribattuto da Zappino. La palla giunge poi a Vives, la cui conclusione è ribattuta da Anaclerio. Al 19' l'azione si ripete, ma stavolta è letale. Valdes sfonda ancora da sinistra e si avvicina alla porta costringendo il portiere a uscire. La palla messa in mezzo per i compagni è ribattuta e torna tra i suoi piedi. Zappino è fuori dai pali, facilissimo poggiare in rete: 0-1.

AZIONE IN VELOCITÀ: PALO DI OSVALDO - Il gol cambia l'inerzia della partita. Il Lecce controlla e riparte sfruttando gli spazi e il solito Valdes. Al 30' il cileno colpisce di nuovo ai fianchi e poggia all'indietro per Vives, il cui tiro termina alto sopra la traversa. Giusto il tempo di respirare (tanto basta perché Di Venanzio ci provi prima di piede al 35' e poi di testa al 36') e il Lecce va vicinissimo al raddoppio. Splendida azione in velocità (41') che vede coinvolti Babù, Angelo e Osvaldo, che riceve, colpisce e coglie il palo. Il primo tempo si chiude con due errori clamorosi: uno di Margiotta (42'), che manca la sfera su cross di Di Venanzio, e un altro di Zappino, che scivola in area mentre accompagna la palla verso il fondo. Osvaldo se ne impossessa, ha davanti la porta sguarnita, ma la posizione è troppo defilata per centrare lo specchio.

INCUBO LECCE NELLA RIPRESA - La ripresa si apre sulla falsariga dei primi 45' (una ventina di conclusioni verso le porte). Di diverso rispetto all'andamento del primo tempo c'è che le azioni pericolose sono quasi tutte del Frosinone. In un quarto d'ora arrivano i due gol che ribaltano il risultato. Dopo nemmeno un minuto Margiotta lavora un pallone fuori dagli ultimi sedici metri e passa a Lodi, ancor più distante da Rosati: il tiro di sinistro a girare scavalca il portiere del Lecce e finisce in rete: 1-1 al 46'. Il tempo di rendersi conto del pari subito e i salentini rischiano di capitolare ancora, quando Di Nardo (47') si infila tra i difensori e si avvia verso il raddoppio. Prima ancora che possa scoccare il destro, è provvidenziale e corretto l'intervento in tackle di Rullo.

FALLO DI ROSATI: MARGIOTTA TRASFORMA IL RIGORE - È falloso, invece, l'intervento in uscita al 57' di Rosati, che ferma Lodi appena entrato in area. Calcio di rigore e ammonizione (l'arbitro Marelli di Como grazia il portiere, che avrebbe meritato il cartellino rosso). Margiotta va sul dischetto (58') e trasforma: 2-1. Subito dopo il tecnico del Frosinone richiama l'attaccante e inserisce (59') Galasso, che resta alto insieme con Lodi in appoggio all'unica punta Di Nardo. Quando Lacrimini rileva Di Venanzio (67'), si chiarisce la strategia. Il Lecce si ritrova di fronte un 4-2-3-1. Anaclerio e Rimoldi sono gli interni, Lodi staziona dietro Di Nardo, Lacrimini (a sinistra) e Galasso (a destra), partendo alti, devono impedire le accelerazioni degli esterni leccesi, ma essere pronti a indietreggiare (si passa con disinvoltura al 4-3-2-1 o al 4-4-1-1).

OSVALDO ESPULSO: SALENTINI DI NUOVO IN DIECI - La risposta di Zeman è Tulli al posto di Babù (73'), ma è sempre Valdes, quando s'accende (perché restano troppo lunghe le pause), a creare pericoli: al 71' trova Babù, il cui sinistro lambisce il palo; al 76' serve Diamoutene, destro parato. All'80' è pescato in fuorigioco (il tiro è comunque parato) e la segnalazione scatena Osvaldo, il quale prima è ammonito per aver proseguito l'azione e poi è mandato negli spogliatoi per proteste. L'argentino continua a chiedere spiegazioni, spintonando leggermente il direttore di gara (avrà almeno due turni), ma soprattutto lascia per la quinta volta consecutiva il Lecce in dieci uomini. Iaconi inserisce (86') Carbone per Rimoldi (sfinito), Zeman tenta il tutto per tutto: dentro Camorani (87') e fuori Rullo.

TUTTI IN AVANTI, MA IL RISULTATO NON CAMBIA - Il boemo ordina: Diamoutene e Schiavi davanti a Rosati con Juliano pronto a dare sostegno e tutti gli altri all'attacco, compresi Giacomazzi e Vives, che improvvisano una diga in mare aperto. Con tale disposizione gli spazi per il Frosinone sono enormi. Per due volte Rosati anticipa gli avversari lanciati a rete (Lodi al 41' e Di Nardo al 47'). Ciò nonostante, il Lecce potrebbe addirittura pareggiare, allorquando al 48' prima Angelo (si oppone il portiere), poi Vives (tiro ribattuto dai difensori), quindi Valdes (conclusione senza pretese) provano a raggiungere (invano) il più incredibile dei pareggi.
G. Flavio Campanella

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