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Martedì 24 Ottobre 2017 | 09:44

Il Bari vince a Padova ora è a -3 dai playoff  E Paparesta ai tifosi al Tg2 «L'operazione Bari sarà chiusa»

BARI –  Il Bari, dopo lo stop interno contro il Latina, riparte da Padova vincendo 2-1 e superando la prima di due trasferte insidiose e decisive per il campionato dei biancorossi. Ormai praticamente salvi, i pugliesi non hanno perso la speranza di raggiungere i playoff (ora sono a -3) e di tentare il clamoroso salto in serie A, soprattutto in vista di un'asta che dovrebbe riservare piacevoli sorprese ai tifosi e all'intera città. Nella garadi oggi, al 26' gol di Ceppitelli di testa su punizione di Galano; al 22esimo del secondo tempo raddoppio su rigore battuto da Polenta, ma al 37esimo dalla ripresa Cuffa accorcia le distanze. La partita si chiude così. Prossima trasferta dei biancorossi il 3 maggio a Terni
Il rischio costi in più per i «premi»
Stipendi da 26mila a mille euro mensili
Il Bari vince a Padova ora è a -3 dai playoff  E Paparesta ai tifosi al Tg2 «L'operazione Bari sarà chiusa»
di Fabrizio Nitti

PADOVA - Terza vittoria consecutiva in trasferta, quinta complessiva. Cancellata l’ingiustizia subita al San Nicola contro il Latina, il Bari riprende la marcia. Salvezza in cassaforte, non parliamone più per cortesia. E alziamo l’asticella, senza per questo voler gravare di troppe responsabilità questa squadra senza padroni. A tre punti dai playoff, a tre punti dalla grande ammucchiata. Avanti tutta. Bella, brava, solida e spontaneamente «calamitosa». Grande Bari, per una volta lasciatecelo scrivere. Vince a Padova perché, semplicemente, è squadra che gioca al calcio. Spensierata, ma con un chiodo fisso in testa: stupire. Sulle maglie dei biancorossi c’è scritto chiaro e tondo: comprateci! Avanti gente, soldi alla mano.Non c’è Joao, ma c’è Cani e c’è anche Galano che ha avuto una settimana tormentata sotto l’aspetto fisico, ma sembra solo un piccolo dettaglio. C’è il «solito» Bari, ormai collaudato nel suo 4-3-3, soprattutto consapevole della sua nuova forza, in particolare mentale. È come se nelle teste dei giocatori, oltre al lavoro tattico che porta frutti, si sia fatta strada una nuova convinzione. Se siamo in giornata, in sostanza, ce la giochiamo con tutti. I biancorossi si piazzano in campo in maniera quasi militare, presidiando con ordine, compattezza e attenzione la propria metà campo in fase di attesa, spesso trasformando il 4-3-3 in una sorta di 4-1-4-1 nel quale Fossati è il jolly davanti alla difesa. Linee che il Padova praticamente non supera mai, se non per piccole perdonabili distrazioni individuali. E in fase offensiva il Bari fa valere l’uomo in più a centrocampo, infilando uno dei tre centrali sempre alle spalle dei due centrocampisti veneti. Fossati si abbassa a ricevere palla, a turno uno fra Sciaudone e Defendi si butta nelle «buche» disponibili. Una sorta di partita a scacchi che «Alberti & Zavettieri» dominano.

La rete realizzata di testa da Ceppitelli su assist da fermo di Galano dopo l’ennesima punizione guadagnata da Nadarevic, non rende giustizia a un primo tempo pressoché perfetto dei biancorossi. È il 26’ quando il Bari suggella la sua superiorità e già sembra un’ingiustizia. Palleggio e aggressività, geometrie e giocate individuali rendono il Padova incapace di alzare la testa e guardare oltre. Il «torto» biancorosso è quello di non mandare al tappeto un avversario sull’orlo di una crisi di nervi. Sciaudone impatta il suo sinistro in Mazzoni (28’) e ci sta, ma ciò che grida vendetta è l’azione alla Pjanic (gol al Milan) che Defendi si inventa a cinque minuti dal termine del primo tempo; l’epilogo dello slalom trova due volte Mazzoni pronto alla risposta ravvicinata. Avesse fatto gol, il capitano avrebbe meritato un quadro da portare in processione. Sarà per la prossima volta, perché prima o poi Defendi un gol così lo fa... A proposito, Guarna nel primo tempo non tocca palla, mai, anche se nel secondo tempo rimedia un’inutile ammonizione che gli farà saltare (con Sciaudone) la trasferta di Terni.

Una invidiabile condizione atletica sorregge e sostiene il Bari durante la ripresa. Saremo ripetitivi, ma è davvero impressionante la solidità mentale che sta accompagnando il Bari degli ultimi due mesi. Nulla è lasciato al caso e siamo d’accordo, ma se la testa non è connessa nulla funziona. E quella biancorossa è una testa perfettamente a regime. Il Padova prova a spaventare il Bari con una partenza un pizzico più decisa. Niente da fare, ci vuole altro per scardinare il Bari, forse una bomba. Controllo del match, menù imprescindibile con gli spazi lasciati aperti dal Padova. In quegli spazi finisce a nozze il solito Nadarevic, quasi crudele nella sua voglia di girare il coltello nelle maglie venete. Ad averlo avuto così uno dall’inizio. Vabbè, comunque sia c’è adesso e il Bari ne approfitta. Fuga e palla indietro per Fossati, che dal limite alza troppo il piattone. L’ingresso di Joao per Cani, propedeutico allo sfruttamento della profondità, è il prologo al raddoppio. Il portoghese entra al 60’ e al 67’ guadagna un calcio di rigore (netto fallo di Almici, azione d’angolo) che Polenta, nuovo killer dal dischetto dopo gli errori del passato, realizza senza fronzoli.

Il Bari però, decide di complicarsi il finale regalando al Padova, a otto minuti dal termine, il gol per riaprire una partita virtualmente chiusa. Corner dalla destra, traiettoria lunga e neanche forte sul secondo palo, Rocchi si inventa una torre che Ceppitelli involontariamente devia in porta. Troppo poco per invertire il destino. Questa squadra continua a «fare i fatti». Ora tocca agli altri.

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