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Calcio/Lega - Moratti entra nel Consiglio

Il patron dell'Inter ha ottenuto 13 voti su 17 all'11esima votazione. In precedenza era stato eletto il presidente dell'Atalanta, Ivan Ruggeri. Tra i consiglieri per la serie B anche Giovanni Cobolli Gigli (Juventus). Matarrese sui diritti tv: «Non siamo subappaltatori del Governo»
MILANO - Giovanni Cobolli Gigli e Alfredo Cazzola, «nomine in modo scientifico», come le ha definite il vicepresidente di Lega per la B Luca Baraldi, diventano i due consiglieri mancanti tra i cinque delle serie B. Ovvero presto e bene, all' unanimità e con idee assai chiare.
La Juventus dismette i panni della grande di livello mondiale, si tuffa nei problemi della serie cadetta dimenticando di essere di passaggio e si mette a disposizione, con il suo presidente, per dare una mano. E la serie cadetta, tutta intera, decide in pochi minuti una rivoluzione quasi epocale deliberando che tutte le società chiedano (dopo il Modena dello stesso Baraldi che ha fatto da apripista) l'iscrizione a Confindustria.
Insomma, spiega Baraldi, «vogliamo considerarci imprenditori veri e proporci al mondo delle imprese», dove - fallito l'esperimento della quotazione in Borsa - il calcio vuole andare a reperire risorse. E pazienza se il mondo delle imprese è diffidente. «E' colpa del calcio - ammette Baraldi - c'è mancanza di conoscenza su quanto fanno le società, occorre farsi conoscere per dimostrare di essere aziende capaci di produrre profitto».
Ventidue società d' amore e d' accordo, il contrario di quanto invece accade per la serie A dove si vive un' altra giornata di tensione con una serie quasi infinita di votazioni per eleggere i due membri del Consiglio mancanti. Ci vogliono sei scrutini per far passare Ivan Ruggeri, addirittura 11 per promuovere Massimo Moratti che, alla fine, va a riprendere per l' Inter la poltrona che era di Giacinto Facchetti.
«Una giornata positiva dopo un momento di incertezze», sintetizza Antonio Matarrese che ringrazia per il risultato ottenuto con sofferenza da Massimo Cellino, presidente dell' assemblea che ha inchiodato i colleghi fino alla sospirata fumata bianca.
«Oggi i piccoli hanno dato lezione ai grandi», dice Matarrese tirando un sospiro di sollievo perché almeno stavolta non è finita a torte in faccia. «Il completamento del Consiglio è una ripresa per l'immagine della Lega che oggi si rimette in moto». E ce n'era bisogno per affrontare quelli che sono temi davvero fondamentali per il rinnovamento del calcio, dal nuovo regolamento (conterrà anche un codice etico e norme di punizione per chi offende le istituzioni del calcio, dalla multa alla penalità in classifica, annuncia Matarrese, stufo di piazzate a margine delle assemblee) fino al delicato confronto col governo sul disegno di legge delega sui diritti Tv.
Su questa ultima materia Matarrese si trova oggi rafforzato tanto da mandare chiari messaggi al ministro Melandri e al governo generale: noi siamo imprenditori - tuona - e non subappaltatori del governo, e non si possono mettere troppo paletti all' impresa». E ancora: «noi non affidiamo ad altri la leadership del calcio, saremo ligi ai suggerimenti e alle prerogative del governo che però non deve invadere il nostro campo. La Lega intende gestire i propri interessi».
Poi anche la delicata partita con la Rai per la Tim Cup. Anche qui la Lega alza la voce minacciando «la non concessione delle riprese per gli highlights. L'atteggiamento Rai non crea simpatia, vedrò se c'è ancora possibilità di incontro». E ancora, la conferma della scelta di campo a fianco di Mediaset nella diatriba per 'Quelli che il calcio...'. «Piersilvio Berlusconi - racconta Matarrese - si è lamentato perché i tesserati delle società vanno a fare gli ospiti in quella trasmissione che gli crea un danno. Noi presidenti ne terremo conto».

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