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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 14:25

Il Lecce vede la vetta Lerda: battere il Pisa Melfi, festa per la promozione

LECCE - La vittoria di ieri continua ad assegnare al Lecce una non trascurabile fascia di possibilità per la promozione diretta. L'allenatore Lerda: è nostro dovere dare il massimo per battere il Pisa. Pronti anche per i play-off
Il Lecce vede la vetta Lerda: battere il Pisa Melfi, festa per la promozione
MASSIMO BARBANO
LECCE - Ed ora è possibile tutto. La concomitante vittoria del Perugia che mantiene inalterato il vantaggio degli umbri con una giornata in più da giocare impone di tenere ancora un profilo basso, ma il rimescolamento del calcolo aritmetico determinato dai risultati di ieri, continua ad assegnare al Lecce una non trascurabile fascia di possibilità per la promozione diretta. Insomma, sarà un finale thrilling, dove il designato al salto in serie B si conoscerà probabilmente al foto finish.Intanto la vittoria nello scontro diretto di ieri offre di sicuro al Lecce la licenza di sperare. Primo, perché confortati dalla scienza aritmetica, secondo perché la forte personalità, confermata ancora una volta ieri contro il Frosinone, costituisce una garanzia anche nel caso il campionato dei giallorossi non dovesse esaurirsi nella regular season.

Carattere e personalità che erano imprescindibili per vincere una partita come quella di ieri dove l’avversario ha messo fin da subito l’incontro sul piano che era ad esso più congeniale, quello della fisicità. Una partita più muscolare che non ragionata, come è inevitabile nelle fasi finali dei campionati e come probabilmente lo sarà ancora di più nei playoff. E alla fine questo clima di maniere rudi, spesso al limite del regolamento, ha finito col punire maggiormente proprio la squadra che l’aveva voluto, cioè il Frosinone, che è rimasto per primo in inferiorità numerica e senza l’allenatore, allontanato anche lui per proteste alla fine del primo tempo e che quando si è vista ripristinare la parità numerica in campo per l’espulsione di Abruzzese al 25’ del secondo tempo, si è fatto tradire dalla foga e forse dalla presunzione di trovare il gol del pareggio. Al punto da sottovalutare l’importanza di una rimessa laterale sulla propria tre quarti di campo, servendo su un piatto d’argento il pallone con le mani a Miccoli posto al limite dell’area. È accaduto al 34’ del secondo tempo ed è stato l’episodio che ha chiuso praticamente la partita. Il capitano giallorosso non si è certo fatto pregare, ma piuttosto che tentare la soluzione personale, ha visto bene l’irrompente Bogliacino e lo ha mandato in gol con un tiraccio che ha rimbalzato sul palo interno e poi nella rete. È stato questo l’hastag del successo del Lecce che, di sicuro, è stato più bravo dell’avversario a gestire e a limitare i danni collaterali del clima maschio imposto alla partita. Partita che alla fine conterà ben tredici cartellini gialli (di cui due ripetuti che hanno causato l’espulsione) oltre all’allontanamento dell’allenatore dei laziali Roberto Stellone, protagonista a fine primo tempo di un’aggressione verbale all’arbitro reo, a suo modo di vedere, di non aver punito con l’espulsione una gomitata di Diniz ad un avversario. Espulsione invece comminata a Gessa che, già ammonito, al 38’ del primo tempo, si era tuffato in area simulando di essere stato spintonato alle spalle.

Ma il Lecce la vittoria l’aveva costruita già al 23’ con un’azione che merita di essere sottolineata: l’accelerazione di Doumbia sulla sinistra offre il cross a rientrare per una fulminante incornata di Beretta.

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