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Scacco al Varese Bari, ora viene il bello E in aeroporto è festa - 

di ANTONELLO RAIMONDO
VARESE - Sembra una favola, qualcosa di vicino a un sogno. E invece è tutto vero. Il Bari vince anche a Varese (gol di Defendi, nella foto), allunga la striscia positiva a sette giornate (cinque vittorie e due pareggi) e avvicina sensibilmente la zona playoff (a soli due punti) dopo aver, contestualmente, ipotecato la salvezza. Comincia un altro campionato (nella foto, i giocatori del Bari festeggiati all'aeroporto di Bari dopo la vittoria)
Scacco al Varese Bari, ora viene il bello E in aeroporto è festa - 
VARESE-BARI 0-1

VARESE (4-3-3)Bressan 7, Ely 6, Trevisan 5.5, Corti 6, Fiamozzi 5.5, Zecchin 5.5, (8’ st Bjelanovic 5.5), Blasi 6, Oduamadi 6 (30’ pt Neto Pereira 6, 1’ st Damonte 5.5), Calil 6, Di Roberto 6, Pavoletti 5.5. In panchina: Bastianoni, Splendhofer, Tremolada, Forte, Barberis, Ricci. Allenatore: Sottili.
BARI (4-3-3)Guarna 6, Sabelli 6,5 (33’ st Zanon 6), Ceppitelli 7, Samnick 7, Calderoni 6,5, Sciaudone 7, Romizi 6.5 (9’ st Fossati 6), Loris Varela 6, Galano 6,5 (27’ st Beltrame 6). Joao Silva 6,5, Defendi 8. In panchina: Pena, Polenta, Cani, Vosnakidis, Zanon, Fossati, Santeramo. Allenatore: Alberti-Zavettieri.
ARBITRO: Maresca di Napoli 6.
RETE: 43’ pt Defendi.
NOTE: giornata soleggiata, terreno in discrete condizioni, spettatori 4.000 circa con circa 300 tifosi baresi. Ammoniti Trevisan e Bjelanovic. Angoli 5-5 per il Bari. Recupero: 4’ + 3’.

di ANTONELLO RAIMONDO

VARESE - Sembra una favola, qualcosa di vicino a un sogno. E invece è tutto vero. Il Bari vince anche a Varese, allunga la striscia positiva a sette giornate (cinque vittorie e due pareggi) e avvicina sensibilmente la zona playoff (a soli due punti) dopo aver, contestualmente, ipotecato la salvezza. Comincia un altro campionato, poco da fare. Sarà impossibile, da oggi in poi, spiegare ai tifosi che quota 50 è un obiettivo reale. Non c’è più un barese, statene certi, che guarderà ai risultati del Cittadella e del Novara. L’asticella si alza. Emozione, adrenalina, ambizione. Sarà bello provarci, guardandosi indietro e gonfiando il petto.Assenze pesanti, Polenta oltre a Nadarevic, ma il Bari sceglie di cambiare il meno possibile restando aggrappato al 4-3-3 e scegliendo, saggiamente, di sostituire l’esterno bosniaco con Lores Varela. L’avanzamento di Defendi sulla linea degli attaccanti, che pure avrebbe avuto una sua logica trattandosi di una partita in trasferta, viene congelato col chiaro intento di cambiare fisionomia a un solo reparto, quello avanzato. Tanto più che il ritorno di Romizi, recuperato dopo la squalifica, è sostanzialmente una novità virtuale visto che parliamo, ormai, di un titolarissimo.

Ritmi abbastanza blandi, sono sufficienti pochi minuti per capire che sarà una partita con poca intensità. Ma certo non è una scelta, a Varese il termometro sfonda il muro dei 20 gradi. A parità di ritmo prevale, quasi subito, la maggiore organizzazione di un Bari che si fa preferire anche sul piano della qualità individuale.

La squadra di Alberti esibisce una efficace «lettura» della partita. Non mostra fretta nè frenesia. Vuole fare la partita, e ci riesce senza nemmeno troppi affanni, ma non ci pensa nemmeno a lasciare campo al Varese che lì davanti può contare su quel «diavolo» di Pavoletti. Il Bari, che propone una fase difensiva quasi perfetta, è sempre «corto» e «stretto». Muove il pallone con attenzione provando a innescare gli esterni. Non è un caso, insomma, che dopo un colpo di testa firmato Varela su azione da fermo la palla gol più nitida del primo tempo nasca da un perfetto movimento di Joao Silva, che scivola sulla destra e regala allo stesso Varela un assist al bacio. Peccato che il giovane attaccante arrivato in prestito dal Palermo non si accorga di essere praticamente solo a sette-otto metri dalla linea di porta e decida di controllare il pallone a caccia di un «rimorchio» che non arriva (12’).

La partita non decolla. Anche e soprattutto per demerito di un Varese che fa fatica a mettere insieme tre passaggi in fila. La squadra di Sottili è contratta, per lunghi tratti addirittura confusa. Allora il Bari decide di pigiare il piede sull’acceleratore. Succede tutto in un minuto, tra il 42’ e il 43’. Prima un’azione personale di Galano, che costringe il portiere alla deviazione. Poi, sugli sviluppi del successivo calcio d’angolo, è Defendi a nobilitare la partita con un gol fantastico. La parabola di Galano è invitante, lui si avvita e in mezza rovesciata manda il pallone sotto la traversa. Come fanno i bomber di razza.

La ripresa, però, rappresenta il vero capolavoro tattico del Bari che vince mostrando maturità. E cioè non giocando benissimo ma controllando il gioco come fanno le grandi squadre. Il Varese si agita ma mai si avverte la sensazione di una partita in equilibrio. La mossa della disperazione è cercare Pavoletti con i palloni lunghi. Ceppitelli e Samnick, però, fanno buona guardia. Sempre uno vicinissimo all’altro, mai in azioni con tempi diversi.

Il raddoppio sembra lì, dietro l’angolo. Lo sfiora Defendi con un gran tiro dalla distanza (12’), un minuto dopo è Sciaudone a provarci sotto misura con Samnick a cui manca un pizzico di reattività sul tap-in. Ancora Defendi (18’), pallone sull’esterno della rete. Non mancano le bucce di banana. Un colpo al ginocchio mette fuori causa Romizi, ma con Fossati si va sul sicuro. Dentro anche Zanon e Beltrame, Alberti cerca energie nuove. Un solo brivido, in pieno recupero. Guarna quasi si diverte sul tiro di Di Roberto (93’). Ragazzi, con questo Bari non ce n’è per nessuno. È il momento della festa. Tutti sotto la curva. La gente urla «ragazzi, noi ci crediamo». Nessun problema, i ragazzi ci credono eccome. Basta guardarli negli occhi a fine partita. C’è tanto orgoglio. C’è un «ragazzino», poi, che ogni volta che vede quel tripudio di colori piange di gioia. Si chiama Giovanni Loseto. Una volta era il «muro». Oggi è la vera bandiera biancorossa. Stringe i pugni come venticinque anni fa. Vederlo sotto la curva è come aver vinto due volte a Varese.

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