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Il "fallaccio" in una gara amichevole può essere reato

La Cassazione ha respinto il ricorso di un giovane di Trapani che nel '99 durante una partita di calcetto sulla sabbia aveva colpito un avversario con una scivolata irruenta, provocandogli un serio infortunio ai tendini di entrambe le ginocchia. La Corte d'appello di Palermo nel 2003 lo aveva condannato
ROMA - D'ora in avanti sarà meglio tenere a bada l'agonismo durante le partite amichevoli di calcio. Secondo una sentenza della Cassazione, infatti, la mancanza di autocontrollo può essere un reato penale.
La Suprema Corte ha respinto il ricorso di un giovane di Trapani, che nel '99 durante una partita di calcetto sulla sabbia aveva colpito un avversario con una scivolata irruenta, provocandogli un serio infortunio ai tendini di entrambe le ginocchia.
La Corte d'appello di Palermo nel 2003 lo aveva condannato a 200 euro di multa per lesioni colpose gravi. L'autore del fallo, che aveva militato nella serie B di calcio a 5, ha presentato ricorso in Cassazione, ma i giudici della Quarta sezione penale l'hanno respinto spiegando che nelle gare amichevoli e tra dilettanti è necessaria da parte dei contendenti «particolare cautela e prudenza per evitare il pregiudizio fisico per l'avversario», oltre al «controllo dell'ardore agonistico».

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